Iscrizioni realizzate sulle murature di un ricovero appena retrostante ai trinceramenti italiani della Quota 65 del Monte Sopra Selz. Fra il luglio del 1915 e l'agosto del 1916, tali trinceramenti sostanziavano il saliente avanzato di Quota 65; fra l'agosto del 1916 e l'ottobre del 1917, invece rappresentavano un importante settore dell'arretrata Linea di San Martino.
L'incisione principale appare realizzata dallo Zappatore Vittorio Toffoletto della Classe 1893. Le si affiancano i minori graffiti del militare Bodello (sempre della Classe 1893) e del militare Zorzitto (cognome interpretato), nonché l'incisione della lettera "P" e la rappresentazione di lettere specchiate impresse dal marchio di una trave metallica della blindatura.
Il cognome Toffoletto risulta diffuso in Veneto; il più raro Bodello nell'area piemontese; Zorzitto in Friuli.
Gli uomini abili della Classe 1893 servirono nel Regio Esercito per l'intero periodo bellico. Chi non si trovava già sotto le armi per l'espletamento del servizio di leva o per richiami di istruzione nel periodo della neutralità, generalmente fu richiamato con la mobilitazione generale del maggio 1915.
Sull'Albo d'Oro dei militari caduti nella guerra nazionale, compare iscritto il Soldato Vittorio Toffoletto, figlio di Giovanni, Classe 1893, nato a Nervesa (oggi Nervesa della Battaglia), arruolato dal distretto militare di Treviso, assegnato al 34° Reggimento Fanteria della Brigata Livorno, morto in prigionia il 13 giugno 1918.
I dati corrispondenti autorizzano a ipotizzare che possa trattarsi dell'autore dell'iscrizione in censimento, pensando a lui quale fante del 34° Reggimento assegnato a uno dei reparti zappatori di cui l'unità disponeva, da cui deriverebbe la qualificazione di "zappatore" riportata nell'epigrafe. Atteso che il 34° Reggimento Fanteria risulta presente nel settore carsico fra il novembre del 1916 e il marzo del 1917, alternando turni in linea sulle alture ad oriente del Vallone con momenti di riposo e attività di consolidamento fortificatorio in retrovia vicina, si può desumere che l'incisione in parola risalga a tale contesto. Se così, possiamo immaginare che il Toffoletto e gli altri militari incisori abbiano lasciato la propria traccia epigrafica in un momento di pausa dai lavori atti al rafforzamento delle fortificazioni della Linea di San Martino.
Tuttavia, si può contemplare anche l'ipotesi che il Toffoletto facesse parte di altra unità prima di approdare al 34° Reggimento Fanteria, oppure che l'autore dell'iscrizione fosse un suo omonimo, magari geniere zappatore e non fante zappatore, qui intervenuto nella primavera del 1916 (analogamente ai militari della 57ª Compagnia Zappatori del 1° Reggimento Genio, autori delle vicine iscrizioni censite alle schede codd. 001233, 002562, 004112) o in altro momento.
Il crinale di Quota 45-Quota 65 del Monte Sopra Selz fu raggiunto dalle truppe italiane in seguito a violenti assalti, nel luglio del 1915. Di seguito il Regio Esercito vi implementò numerosi lavori di carattere fortificatorio, sviluppatisi a più riprese in contesto di prima linea fino alla seconda settimana dell'agosto del 1916, quando gli avvenimenti della Sesta Battaglia dell'Isonzo portarono le forze della 3ª Armata ad avanzare di alcuni chilometri verso oriente, occupando l'intero Altopiano carsico di Doberdò (salvo la Quota 144, che cadde completamente in mani italiane solo nel maggio del 1917).
Dalla seconda settimana dell'agosto del 1916 a tutto ottobre del 1917, la regione del Monte Sopra Selz (così come quelle dei contermini Monte Sei Busi e Monte Cosich) fu oggetto di numerosi lavori di riassetto difensivo arretrato tesi all'approntamento della Linea di San Martino, che al settembre del 1917 rappresentava il settimo sistema fortificato italiano del settore carsico.
Fra la fine del giugno del 1915 e la seconda settimana dell'agosto del 1916, l'area del Monte Sopra Selz spiccò quale teatro di reiterati sanguinosi combattimenti, ricordati tutt'ora dai monumenti presenti sul terreno (in particolare, cfr. schede codd. 003601 e 004109).
In conclusione risulta difficile esprimersi per una datazione univoca dell'oggetto, che può risalire a un frangente dell'intero intervallo temporale compreso fra il luglio del 1915 e l'ottobre del 1917.