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Monumento ai soldati del 13° e 14° Reggimento Fanteria Brigata Pinerolo - Monte Sopra Selz

Settore: Basso Isonzo - Carso

Codici

Codice
003061
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Monumento - Cippo
OGTE - Epoca origine
Postbellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Gorizia / Gurize / Gorica
PVCC - Comune
Ronchi dei Legionari / Roncjis / Ronke
PVCL - Località principale
Monte Sopra Selz
PVSL - Località specifica
Strada Provinciale 15
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Basso Isonzo - Carso
LTST - Toponimo storico località principale
Quota 65 di Selz
LTPE - Altra denominazione
Cave di Selz; Kote 61; Kote 65; Steinbruchhöhe
LTSL - Toponimo storico località specifica
Quota 45

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Fanteria
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Fanteria
ESBG - Brigata
Brigata Pinerolo
ESBR - Reggimento o unità equipollente
13° - 14° Reggimento Fanteria

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

A chi si reca per la prima volta sull'Altopiano carsico di Doberdò, questo monumento di netta forma piramidale si presenta come un severo monito d'accesso a quello che fu uno dei più infernali campi di battaglia della Prima guerra mondiale.

 

Il manufatto si erge in cima al ciglione carsico, al fianco della strada che da Ronchi dei Legionari mena a Doberdò del Lago, presso Quota 45: una posizione conquistata dalle fanterie italiane nel luglio del 1915, nonché epicentro di una regione del fronte coinvolta da reiterati combattimenti e segnata dalle trincee più avanzate del Regio Esercito fino alla seconda settimana dell'agosto del 1916 (quando, in seguito alle vicende operative della Sesta Battaglia dell'Isonzo, le truppe della 3ª Armata guidata dal Tenente Generale Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta avanzarono per alcuni chilometri verso oriente.

 

L'opera celebra e commemora i soldati appartenenti ai due reggimenti della Brigata Pinerolo, protagonisti massimi delle operazioni nel settore. Difatti, le fanterie della Brigata Pinerolo, reclutate nei distretti di Aquila (città sede del deposito del 13° Reggimento Fanteria), Brescia, Caltanisetta, Frosinone, Genova, Novara, Padova e Verona (con il procedere della guerra, probabilmente anche nel distretto di Foggia dove aveva sede il deposito del 14° Reggimento Fanteria), operarono con gravi perdite ed encomiabile valore nei settori di Monte Sei Busi-Vermegliano e delle Alture di Selz sin dalle prime battaglie dell'estate del 1915. L'epopea di cui furono protagoniste sul Carso, sul Piave e sull'Altopiano di Asiago durante l'intero periodo del conflitto venne premiata con la Medaglia d'Oro al Valor Militare, assegnata alle bandiere di entrambi i reggimenti (13° e 14° Fanteria) che formavano la brigata; tanta gloria costò al 13° Reggimento 83 morti, 214 feriti e 17 dispersi fra gli ufficiali - 1.397 morti, 7.055 feriti e 1.858 dispersi fra i militari di truppa; al 14° Reggimento 76 morti, 205 feriti e 67 dispersi fra gli ufficiali - 1.402 morti, 6.802 feriti e 2.820 dispersi fra i militari di truppa. "Sempre più avanti, sempre più alto" era il motto di entrambi i reggimenti.

 

La vicenda storico-costruttiva del monumento è articolata è merita di essere approfondita. Sebbene non compaia menzionato nella guida edita dal Touring Club Italiano nel 1937 citata in bibliografia, in genere attenta a segnalare le opere commemorative e celebrative riferite alla Grande Guerra, altre autorevoli fonti affermano non solo come il monumento sia stato costruito fra il 1920 e il 1935 circa (Di Micco Concetta, Azzolini Corrado, op. cit., pag. 66), ma anche più precisamente che "venne eretto dagli stessi fanti subito dopo la fine del conflitto su un terreno di proprietà Dottori ed era costituito da una piramide in pietra corrosa del Carso dell'altezza di circa tre metri, recintata con catene metalliche ancorate a quattro colonnine" (Degrassi Fabio, op. cit., pag. 60).  

 

A suffragio dell'eventualità che i primi costruttori del monumento siano stati proprio i reduci della Brigata Pinerolo, sta anche l'immagine storica proposta dal memoriale del cappellano del 13° Reggimento Fanteria (Abate Giuseppe, op. cit.), che ritrae un "monumentino" di fattezze piramidali molto simili, eretto dai fanti nel 1916 presso Vermegliano a segnale delle sepolture e in onore alla memoria dei propri camerati caduti sulle alture sovrastanti. 

 

Nell'agosto del 1962, a causa delle scadenti condizioni di manutenzione, l'opera venne riedificata dai genieri della Divisione Fanteria Motorizzata Folgore dell'esercito italiano, grande unità che peraltro fu autrice di numerosi interventi infrastrutturali e attività di presidio in Friuli e in Venezia Giulia durante i complessi decenni della Guerra Fredda. L'architettura a piramide del manufatto venne in ogni caso rispettata, tanto che la caratterizza tuttora in modo emblematico.

A noi, oggi, il monumento si presenta per come è  stato ripristinato dai genieri della Folgore. Al centro della parete occidentale spicca la pregiata epigrafe originaria, decorata ai quattro angoli dalla rappresentazione della Stella d'Italia, recuperata dai resti del primo monumento. Poco sotto è stata aggiunta la targa che immortala i lavori effettuati nel 1962, mentre nella sezione più alta campeggia la raffigurazione della Stella d'Italia in ferro. Si è preservato anche il recinto sostanziato da una catena fissata a quattro colonnine metalliche.

 

Poco lontano dal monumento, è ancora visitabile il più modesto cippo posto nel 1965, in occasione del cinquantesimo anniversario dell'entrata in guerra dell'Italia nonché della conquista di Quota 45 da parte del Regio Esercito, dal Rotary Club di Gorizia.

RENF - Fonte
Abate Giuseppe, IL 13° REGGIMENTO FANTERIA (BRIGATA PINEROLO) NELL'ULTIMA GUERRA DI INDIPENDENZA 1915-1918, Stabilimento Arti Grafiche Bertarelli, Milano 1919.Degrassi Fabio, RONCHI INVISIBILE, LA RICERCA DELLA STORIA ATTRAVERSO LO STUDIO DEI MONUMENTI, Comune di Ronchi dei Legionari, Gorizia 2015.Di Micco Maria Concetta, Azzolini Corrado, 1918-2019 I MONUMENTI AI CADUTI DELLA GRANDE GUERRA IN FRIULI VENEZIA GIULIA, L'Orto della cultura Editore, Pasian di Prato 2019.Domini Silvio, RONCHI DEI LEGIONARI, STORIA E DOCUMENTI, Amministrazione Comunale di Ronchi dei Legionari - Meta Communication, Cormons 1998 | 1999 | 2006.Juren Mitja, Persegati Nicola, Pizzamus Paolo, CARSO 1915, L'INGRESSO DELL'INFERNO, Gaspari Editore, Udine 2022.Mantini Marco, Stok Silvo, I TRACCIATI DELLE TRINCEE SUL FRONTE DELL'ISONZO, III. LE ALTURE DI MONFALCONE, PARTE 1ᵃ, Gaspari Editore, Udine 2009.Mantini Marco, Stok Silvo, TRACCIATI DELLE TRINCEE SUL FRONTE DELL'ISONZO, III. LE ALTURE DI MONFALCONE, PARTE 2ᵃ, Gaspari Editore, Udine 2010.Ministero della Guerra, RIASSUNTI STORICI DEI CORPI E COMANDI DELLA GUERRA 1915 - 1918, BRIGATE DI FANTERIA, Libreria dello Stato, Roma 1924 - 1929.Scrimali Antonio, Scrimali Furio, IL CARSO DELLA GRANDE GUERRA LE TRINCEE RACCONTANO, REDIPUGLIA - MONTE S.MICHELE - MONTE SEI BUSI, Edizioni Lint, Trieste 1996 (Seconda Edizione).Touring Club Italiano, SUI CAMPI DI BATTAGLIA - IL MEDIO E IL BASSO ISONZO, Quarta Edizione, Milano 1937 - XV.
REVI - Data
1919/00/00
REVX - Validità
post

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSCT - Categoria
Celebrativa; Commemorativa; Data
LSII - Trascrizione testo graffito

Rappresentazione in ferro della Stella d'Italia

 

Quadrupla rappresentazione della Stella d'Italia

COME NELL'ANTICA VIA APPIA

I SOLDATI DEL 13° E 14° FANTERIA

SEGNARONO DI TOMBE FRATERNE

TRA MONTE SEI BUSI E SELZ

OGNI LORO PASSO DI LOTTA E DI GLORIA

ORA SUI CORPI DISTESI

S'ALZANO GLI SPIRITI INSONNI

PER CHIEDERE AL VIANDANTE

CHE

COME NELLA GUERRA

LA PASSIONE E IL DOVERE

ABBIANO SEMPRE

UN SOLO NOME  ITALIA

 

 

PERCHÉ VIVA ETERNA

SULL'ASPRA PIETRAIA DEL CARSO

LA MEMORIA DEGLI EROI

LA DIVISIONE FOLGORE

CON I SUOI GENIERI

RIEDIFICÒ

AGOSTO 1962

Rappresentazione dello scudetto della Divisione Fanteria Motorizzata Folgore

 

 

Rappresentazione dell'emblema del Rotary Club (ruota dentata)

ROTARY

CLUB GORIZIA

1915  1965

LSIO - Trascrizione testo originale

Rappresentazione in ferro della Stella d'Italia

 

Quadrupla rappresentazione della Stella d'Italia

COME NELL'ANTICA VIA APPIA

I SOLDATI DEL 13° E 14° FANTERIA

SEGNARONO DI TOMBE FRATERNE

TRA MONTE SEI BUSI E SELZ

OGNI LORO PASSO DI LOTTA E DI GLORIA

ORA SUI CORPI DISTESI

S'ALZANO GLI SPIRITI INSONNI

PER CHIEDERE AL VIANDANTE

CHE

COME NELLA GUERRA

LA PASSIONE E IL DOVERE

ABBIANO SEMPRE

UN SOLO NOME  ITALIA

 

 

PERCHÉ VIVA ETERNA

SULL'ASPRA PIETRAIA DEL CARSO

LA MEMORIA DEGLI EROI

LA DIVISIONE FOLGORE

CON I SUOI GENIERI

RIEDIFICÒ

AGOSTO 1962

Rappresentazione dello scudetto della Divisione Fanteria Motorizzata Folgore

 

 

Rappresentazione dell'emblema del Rotary Club (Ruota Dentata)

ROTARY

CLUB GORIZIA

1915  1965

LSIN - Interpretazione

Stella d'Italia

Come nell'antica Via Appia,
i soldati del 13° e 14° Reggimento Fanteria
segnarono di tombe fraterne ogni loro passo di lotta e di gloria tra Monte Sei Busi e Selz;
Ora sui corpi distesi s'alzano gli spiriti insonni per chiedere al viandante che, come nella guerra,
la passione e il dovere abbiano sempre un solo nome: Italia.


Perché la memoria degli eroi viva eterna
sull'aspra pietraia del Carso.
La Divisione Folgore con i suoi genieri riedificò
nell'agosto 1962

Divisione Fanteria Motorizzata Folgore


Rotary Club Gorizia
1915  1965

LSIC - Tecnica di costruzione
Iscrizione in cavo (le epigrafi)
LSIM - Materiali utilizzati
Pietra, malta, ferro
LSDM - Dimensioni
Molto Grande

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Assoggettato restauro/ricostruzione
STCO - Note
Il monumento è stato ripristinato nel 1952 dai genieri della Divisione Folgore dell'Esercito Italiano, che sostanzialmente ricostruirono il precedente manufatto andato in rovina.

DO - Fonti e documenti di riferimento

BIB - Bibliografia che menziona il graffito
AA. VV., 1918 - 2018, I MONUMENTI AI CADUTI DELLA GRANDE GUERRA IN FRIULI VENEZIA GIULIA, a cura di Corrado Azzollini e Maria Concetta di Micco, Editore L'orto della Cultura, Pasian di Prato 2018.Degrassi Fabio, RONCHI INVISIBILE, LA RICERCA DELLA STORIA ATTRAVERSO LO STUDIO DEI MONUMENTI, Comune di Ronchi dei Legionari, Gorizia 2015.Fabi Lucio, ANDAR PER TRINCEE SUL CARSO DELLA GRANDE GUERRA, Transalpina Editrice, Trieste 2014.https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0600166203Scrimali Antonio, Scrimali Furio, IL CARSO DELLA GRANDE GUERRA - LE TRINCEE RACCONTANO, Volume I REDIPUGLIA, MONTE S. MICHELE, MONTE SEI BUSI, Edizione Lint, Trieste 1996.

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
Foto diMarco Pascoli12/01/2015
RilevamentoAldo Pascoli, Marco Pascoli12/01/2015
Notizia storicaMarco Pascoli19/06/2026
InserimentoMarco Pascoli19/06/2026

AN - Annotazioni

Gallery

  • a. Il monumento ai fanti del 13° e del 14° Reggimento Fanteria
  • b. Il suggestivo monumento piramidale
  • c. La parete frontale del monumento
  • d. La parete frontale del monumento
  • e. Le epigrafi incastonate sul monumento
  • f. L'epigrafe commemorativa principale
  • g. La targa afferente al ripristino del monumento effettuato nel 1962 dai genieri della Divisione Fanteria Motorizzata Folgore
  • h. L'attiguo cippo posto dal Rotary Club di Gorizia nel cinquantennale dell'ingresso italiano nella Grande Guerra
  • i. Il cippo emerge nella landa carsica di Quota 45
  • l. Il non più esistente monumento piramidale costruito nella primavera del 1916 in memoria dei Caduti del 13° Reggimento Fanteria, presso un camposanto militare vicino all'abitato di Vermegliano (tratta da: Abate Giuseppe, op. cit.).
PROGETTO SOVRACOMUNALE “PIANO INTEGRATO PER LA REALIZZAZIONE DEL PARCO INTERNAZIONALE DELLA MEMORIA-PIM” [--Hlk167891930--] INTERVENTO DENOMINATO “ZONA MONUMENTALE STORICA RONCHI DEI LEGIONARI” [CUP G87B23000060002]

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