Monumento eretto sulla Quota 65 del Monte Sopra Selz in onore ai sottotenenti Vincenzo Geraci e Giovanni Guccione, caduti poco lontano il 21 ottobre 1915 durante la Terza Battaglia dell'Isonzo e decorati di Medaglia d'Oro al Valor Militare (alla memoria).
L'opera fu solennemente inaugurata il 4 novembre 1964, alla presenza di illustri rappresentanze istituzionali (fra cui l'on. Mario Scelba) ed associative sia giuliane che siciliane, nel punto dove probabilmente esisteva un precedente cippo senza scritte o fregi.
Gli stemmi del Comune di Trieste e dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, rappresentati in mosaico, fregiano i rispettivi basamenti dei due pennoni che precedono il gruppo epigrafico principale.
Sulla stele centrale del monumento, la rappresentazione della Triscele di Sicilia (o Trinacria - antico simbolo della Sicilia tutt'ora presente sulla Bandiera della Regione Siciliana) sovrasta la frase patriottica ""Quando si combatterà attorno alle mura di Trieste ogni più umile fantaccino d'Italia diventerà un eroe, combatterà solo col cuore e solo guida sarà l'entusiasmo", verosimilmente tratta da una lettera scritta dallo stesso Sottotenente Vincenzo Geraci in zona di guerra, sotto la data del 15 settembre 1915.
L'epigrafe di sinistra onora il Sottotenente di Complemento Vincenzo Geraci, nato a Messina il 5 marzo 1891 in una famiglia di tradizioni risorgimentali, studente presso la facoltà di Giurisprudenza di Messina, assegnato in seguito alla chiamata alle armi del maggio 1915 alla 1ª Compagnia del I Battaglione del 76° Reggimento Fanteria della Brigata Napoli. Cadde da valoroso verso le ore 21:00 del 21 ottobre del 1915 per un colpo di arma da fuoco al petto, poche centinaia di metri ad oriente del luogo su cui insiste il monumento, durante un'azione offensiva condotta nel corso della Terza Battaglia dell'Isonzo. Così recita la motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare assegnatagli alla memoria con D. Lgt. del 1° giugno 1916, in commutazione della Medaglia d'Argento al Valor Militare conferitagli con D. Lgt. del 24 febbraio 1916: "In un'azione di avanzata generale sotto l'imperversare del fuoco d'artiglierie e fanterie avversarie, condusse con grandissimo slancio il proprio plotone alle trincee nemiche, precedendolo sempre al comando dei suoi, fulgido esempio di valore, fino a quando raggiunto il reticolato nemico, vi si gettò primo, arditamente, svellendone egli stesso, con le mani, i paletti e trovandovi, insieme con numerosi suoi soldati, morte gloriosa. Cave di Selz, 21 Ottobre 1915".
In seguito alla morte, il corpo di Geraci venne recuperato solo il 28 novembre 1915 e quindi sepolto presso le Cave di Selz. Si ignora dove riposi oggi, forse fra gli Ignoti del Sacrario di Redipuglia.
L'epigrafe di destra commemora il Sottotenente di Complemento Giovanni Guccione, nato a Terranova di Sicilia (dal 1927 nuovamente denominata Gela, in provincia di Caltanisetta) il 4 gennaio 1891. Studente presso la facoltà di Ingegneria di Catania, si arruolò volontario nel Regio Esercito già durante il 1912, con l'intento di intraprendere la carriera militare. Esaurito il servizio di prima nomina da sottotenente di complemento, nel settembre del 1914 venne assegnato al 76° Reggimento Fanteria della Brigata Napoli. Scoppiato il conflitto contro l'Austria-Ungheria, operò con coraggio e capacità da comandante di plotone presso la 2ª Compagnia del I Battaglione del 76° Reggimento Fanteria, tanto da poter vantare una proposta da parte dei suoi superiori per la promozione a tenente per merito di guerra. Cadde eroicamente il 21 ottobre del 1915 causa ferite riportate in combattimento, poche centinaia di metri ad oriente del luogo su cui oggi insiste il monumento in descrizione, durante un'azione offensiva condotta nel corso della Terza Battaglia dell'Isonzo. Così recita la motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria, concessagli "con moto proprio da S.M. il Re" il 4 febbraio 1916: "Con eroico impeto e foga trascinatrice, alla testa del suo plotone, raggiunse un reticolato nemico, e vi si internò svellendone egli stesso i paletti e trovandovi, nella sosta obbligata, che lo espose a violentissime raffiche di fuoco, onorata e gloriosa morte. Cave di Selz, 21 ottobre 1915" (si evidenzia che il Bollettino Ufficiale delle Ricompense al Valor Militare riporta erroneamente il cognome come Guccioni, invece di Guccione).
Recuperato solo dopo tre giorni poiché rimasto impigliato nei reticolati, il corpo di Guccione venne sepolto in un cimitero militare a Ronchi, nelle vicinanze di Villa Hinke, durante la giornata del 26 ottobre 1915. Non è noto dove riposi oggi, forse fra gli Ignoti del Sacrario di Redipuglia.
Alla memoria del Sottotenente Geraci, l'Esercito Italiano dedica una caserma situata a Messina; a quella del Sottotenente Guccione, i Carabinieri intitolano una propria caserma a Caltanisetta (già caserma del Distretto Militare).