Iscrizione del militare Matteucci Alfredo, in forza alla 57ª Compagnia del 1° Reggimento Genio Zappatori, realizzata nel parapetto della trincea che sale da Quota 45 verso il monumento di Quota 65 del Monte Sopra Selz.
Non sono note ulteriori indicazioni sul militare in parola, né si ritiene corrisponda con uno dei due omonimi fanti indicati sull'Albo d'Oro dei Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918; si può reputare che il nostro geniere Alfredo Matteucci (cognome molto diffuso in Italia, particolarmente nelle regioni centrale) sopravvisse al conflitto.
La presenza presso le trincee che attorniano la non lontana sommità di Quota 65, di altre tre iscrizioni della 57ª Compagnia Zappatori del 1° Reggimento Genio (codd. 001233, 002562, 004112), di cui una corredata dall'indicazione temporale del 13 aprile 1916, induce a ritenere che l'oggetto qui censito risalga proprio a quel periodo, peraltro caratterizzato da importanti lavori di irrobustimento e articolazione del sistema fortificatorio campale italiano di prima linea sul ciglione carsico e da notevole dinamismo tattico nella regione del Monte Sopra Selz-Trincea a Zeta-Quota 70.
Le compagnie zappatori del Genio erano reparti particolarmente specializzati nella costruzione delle fortificazioni, nella demolizione dei reticolati avversari, nella strutturazione dei ricoveri e in altre attività tecniche da compiersi in presenza del nemico, quindi nel territorio delle operazioni (sebbene i genieri siano stati impiegati diffusamente anche in retrovia). Di solito, dette compagnie venivano posti alle dirette dipendenze tattiche dei comandi di grande unità (divisione, corpo d'armata, armata), che ne determinavano l'utilizzo a seconda delle esigenze, spesso diversificando gli incarichi in ragione di singoli plotoni, drappelli o nuclei pur appartenenti alla stessa compagnia.
Fra il 1915 e il 1917 risulta documentato l'impiego di innumerevoli compagnie organicamente appartenenti ai due reggimenti del Genio Zappatori sul teatro carsico.
Il crinale di Quota 45-Quota 65 del Monte Sopra Selz fu raggiunto dalle truppe italiane in seguito a violenti assalti, nel luglio del 1915. Di seguito il Regio Esercito vi implementò numerosi lavori di carattere fortificatorio, sviluppatisi a più riprese in contesto di prima linea fino alla seconda settimana dell'agosto del 1916, quando gli avvenimenti della Sesta Battaglia dell'Isonzo portarono le forze della 3ª Armata ad avanzare di alcuni chilometri verso oriente, occupando l'intero Altopiano carsico di Doberdò (salvo la Quota 144, che cadde completamente in mani italiane solo nel maggio del 1917).
Dalla seconda settimana dell'agosto del 1916 a tutto ottobre del 1917, la regione del Monte Sopra Selz (così come quelle dei contermini Monte Sei Busi e Monte Cosich) fu oggetto di numerosi lavori di riassetto difensivo arretrato tesi all'approntamento della Linea di San Martino, che al settembre del 1917 rappresentava il settimo sistema fortificato italiano del settore carsico.
Fra la fine del giugno del 1915 e la seconda settimana dell'agosto del 1916, l'area del Monte Sopra Selz fu teatro di reiterati sanguinosi combattimenti, ricordati tutt'ora dai monumenti presenti sul terreno (in particolare, cfr. schede codd. 003601 e 004109).