Iscrizione, parzialmente non più interpretabile, lasciata dai fanti del 13° Reggimento Fanteria della Brigata Pinerolo lungo la linea trincerata che chiude a sud-est quella che, fra il luglio del 1915 e l'agosto del 1916, era una posizione italiana avanzata di notevole rilievo tattico: il saliente di Quota 65.
I reparti del 13° Reggimento Fanteria operarono nella regione di Selz e sulle sovrastanti alture per l'intera campagna estiva e parte di quella autunnale del 1915. Successivamente, Comandante il reggimento Colonnello Luigi Molina, vi furono impegnati nel periodo intercluso fra il 19 marzo e il 14 luglio del 1916, partecipando a importanti lavori di irrobustimento e articolazione del sistema fortificatorio italiano, nonché ad azioni cinetiche di significativo rilievo tattico, come quella che portò alla conquista italiana della Trincea a Zeta. Seppur non sia certo, appare verosimile che l'iscrizione in parola risalga proprio a questa fase storica, analogamente ad altre epigrafi situate nelle immediate vicinanze ed arricchite dalla data di esecuzione inerente all'aprile del 1916 (schede codd. 001233 e 004506).
Le fanterie della Brigata Pinerolo, reclutate nei distretti di Aquila (città sede del deposito del 13° Reggimento Fanteria), Brescia, Caltanisetta, Frosinone, Genova, Novara, Padova e Verona (con il procedere della guerra, probabilmente anche nel distretto di Foggia dove aveva sede il deposito del 14° Reggimento Fanteria), operarono con gravi perdite ed encomiabile valore nei settori di Monte Sei Busi-Vermegliano e delle Alture di Selz sin dalle prime battaglie dell'estate del 1915. L'epopea di cui furono protagoniste sul Carso, sul Piave e sull'Altopiano di Asiago durante l'intero periodo del conflitto venne premiata con la Medaglia d'Oro al Valor Militare, assegnata alle bandiere di entrambi i reggimenti (13° e 14° Fanteria) che formavano la brigata; tanta gloria costò al 13° Reggimento 83 morti, 214 feriti e 17 dispersi fra gli ufficiali - 1.397 morti, 7.055 feriti e 1.858 dispersi fra i militari di truppa; al 14° Reggimento 76 morti, 205 feriti e 67 dispersi fra gli ufficiali - 1.402 morti, 6.802 feriti e 2.820 dispersi fra i militari di truppa. "Sempre più avanti, sempre più alto" era il motto di entrambi i reggimenti.
Il crinale di Quota 45-Quota 65 del Monte Sopra Selz fu raggiunto dalle truppe italiane in seguito a violenti assalti, nel luglio del 1915. Di seguito il Regio Esercito vi implementò numerosi lavori di carattere fortificatorio, sviluppatisi a più riprese in contesto di prima linea fino alla seconda settimana dell'agosto del 1916, quando gli avvenimenti della Sesta Battaglia dell'Isonzo portarono le forze della 3ª Armata ad avanzare di alcuni chilometri verso oriente, occupando l'intero Altopiano carsico di Doberdò (salvo la Quota 144, che cadde completamente in mani italiane solo nel maggio del 1917).
Dalla seconda settimana dell'agosto del 1916 a tutto ottobre del 1917, la regione del Monte Sopra Selz (così come quelle dei contermini Monte Sei Busi e Monte Cosich) fu oggetto di numerosi lavori di riassetto difensivo arretrato tesi all'approntamento della Linea di San Martino, che al settembre del 1917 rappresentava il settimo sistema fortificato italiano del settore carsico.
Fra la fine del giugno del 1915 e la seconda settimana dell'agosto del 1916, l'area del Monte Sopra Selz fu teatro di reiterati sanguinosi combattimenti, ricordati tutt'ora dai monumenti presenti sul terreno (in particolare, cfr. schede codd. 003601 e 004109).