Epigrafe lasciata dai militari A. Loppi (della Classe 1886), M. Meneghello (della Classe 1895) e G. Molinari (della Classe 1895), appartenenti alla 5ª Compagnia del II Battaglione del 17° Reggimento Fanteria della Brigata Acqui. A corredo dei nominativi e delle indicazioni relative all'appartenenza organica, l'iscrizione offre il riferimento alla data del 17 aprile 1916 e la stilizzata rappresentazione dello Stemma Sabaudo.
Non sono note ulteriori informazioni sui fanti incisori, di cui non si conoscono il grado e la sorte: non ravvisandosi precise corrispondenze con l'elenco riportato dall'Albo d'Oro dei militari caduti nella guerra nazionale 1915-1918, né con le epigrafi che individuano l'identità dei caduti tumulati presso il Sacrario di Redipuglia, ci si può augurare che i tre militari siano sopravvissuti al conflitto.
L'iscrizione è stata realizzata sulla parete di un piccolo ricovero in caverna ("tana di volpe") ricavato nelle adiacenze del ciglio prodotto dalle sottostanti Cave di Selz, pochi metri al tergo della linea trincerata che chiude a sud-est quella che, fra il luglio del 1915 e l'agosto del 1916, era una posizione italiana avanzata di notevole rilievo tattico: il saliente di Quota 65.
Durante il mese di aprile del 1916, richiamato dall'epigrafe, nella regione del Monte Sopra Selz-Trincea a Zeta-Quota 70 si alternarono importanti lavori di irrobustimento e articolazione del sistema fortificatorio italiano, a momenti di notevole dinamismo tattico e azioni cinetiche. Fra queste ultime, rammentiamo l'operazione che portò alla conquista italiana della Trincea a Zeta, in cui alcuni reparti del 17° e del 18° Reggimento Fanteria della Brigata Acqui si segnalarono fra i protagonisti, di concerto con i fanti delle Brigate Pinerolo, Napoli e Friuli, con i bersaglieri del IX Battaglione Ciclisti e particolarmente con i genieri incaricati dell'impiego dei lanciafiamme (primo utilizzo sul campo dei lanciafiamme da parte del Regio Esercito).
La Bandiera di Guerra del 17° Reggimento Fanteria venne fregiata della Medaglia di Bronzo al Valor Militare, motivata da "lo slancio, la tenacia e il valore dal I Battaglione del reggimento in aspre e sanguinose giornate di battaglia", incluse quelle conosciute presso il "Valloncello di Selz" nelle giornate del "22-23 aprile 1916". Il turno operativo sulle Alture di Selz, sviluppatosi dal 20 marzo al 12 maggio 1916, costò al 17° Reggimento Fanteria 1 morto e 11 feriti fra gli ufficiali - 101 morti, 425 feriti e 37 dispersi fra i militari di truppa.
Le fanterie della Brigata Acqui, reclutate nei distretti di Ascoli Piceno, Brescia, Caltanisetta, Chieti, Frosinone, Genova, Novara, Padova e Verona, operarono con gravi perdite ed encomiabile valore nei settori del Colle di Sant'Elia-Redipuglia, di Monte Sei Busi-Vermegliano e delle Alture di Selz sin dai primi combattimenti del giugno del 1915. L'epopea di cui i "Diavoli Gialli", com'erano chiamati i fanti dai loro ufficiali in virtù del colore delle proprie mostrine, furono protagonisti sul Carso e sull'Altopiano dei Sette Comuni fra il 1915 e il 1916 venne premiata con la Medaglia d'Argento al Valor Militare e la Medaglia di Bronzo al Valor Militare assegnata alla bandiera del 18° Reggimento Fanteria; con la Medaglia di Bronzo al Valor Militare assegnata alla bandiera del 17° Reggimento Fanteria. Successivamente, i reparti della Brigata Acqui si distinsero in ulteriori azioni militari sul Carso, nella difesa della linea del Tagliamento durante la ritirata di Caporetto, sul Piave, in Val d'Astico e in Val d'Adige. Nel corso dell'intero conflitto, il 17° Reggimento perse 51 morti, 143 feriti e 30 dispersi fra gli ufficiali - 765 morti, 3.949 feriti e 2.451 dispersi fra i militari di truppa; il 18° Reggimento 48 morti, 143 feriti e 9 dispersi fra gli ufficiali - 711 morti, 4.207 feriti e 934 dispersi fra i militari di truppa. "Avanti Savoia" era il motto del 17° Reggimento Fanteria; "Aquensem legionem time" ("Temi la legione Acqui") risulta essere quello del 18° Reggimento Fanteria, adottato nel periodo fra le due guerre.
Il crinale di Quota 45-Quota 65 del Monte Sopra Selz fu raggiunto dalle truppe italiane in seguito a violenti assalti, nel luglio del 1915. Di seguito il Regio Esercito vi implementò numerosi lavori di carattere fortificatorio, sviluppatisi a più riprese in contesto di prima linea fino alla seconda settimana dell'agosto del 1916, quando gli avvenimenti della Sesta Battaglia dell'Isonzo portarono le forze della 3ª Armata ad avanzare di alcuni chilometri verso oriente, occupando l'intero Altopiano carsico di Doberdò (salvo la Quota 144, che cadde completamente in mani italiane solo nel maggio del 1917).
Dalla seconda settimana dell'agosto del 1916 a tutto ottobre del 1917, la regione del Monte Sopra Selz (così come quelle dei contermini Monte Sei Busi e Monte Cosich) fu oggetto di numerosi lavori di riassetto difensivo arretrato tesi all'approntamento della Linea di San Martino, che al settembre del 1917 rappresentava il settimo sistema fortificato italiano del settore carsico.
Fra la fine del giugno del 1915 e la seconda settimana dell'agosto del 1916, l'area del Monte Sopra Selz fu teatro di reiterati sanguinosi combattimenti, ricordati tutt'ora dai monumenti presenti sul terreno (in particolare, cfr. schede codd. 003601 e 004109).