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Iscrizione del militare Minetti Paolo, 13ª Compagnia Zappatori del 1° Reggimento Genio - Monte Sei Busi

Settore: Basso Isonzo - Carso

Codici

Codice
001581
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Gorizia / Gurize / Gorica
PVCC - Comune
Ronchi dei Legionari / Roncjis / Ronke
PVCL - Località principale
Monte Sei Busi
PVSL - Località specifica
Prati del Vecchio
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Basso Isonzo - Carso
LTST - Toponimo storico località principale
Monte Sei Busi
LTPE - Altra denominazione
Monte dei Sei Busi; Monte delle Sei Buse; Sei Busi
LTSL - Toponimo storico località specifica
Trincea Marchetti

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Genio
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Zappatori
ESBR - Reggimento o unità equipollente
1° Reggimento Genio Zappatori
ESBC - Compagnia, Batteria, Squadrone, Centuria
13ª Compagnia Zappatori

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

Iscrizione lasciata dal militare Paolo Minetti, appartenente alla 13ª Compagnia Zappatori del 1° Reggimento Genio, in una nicchia adibita a cartucciera posta entro una trincea italiana rafforzata con notevoli getti di malta e cemento.

 

Non si conoscono ulteriori informazioni sul geniere autore del graffito, che non compare menzionato sull'Albo d'Oro dei militari caduti nella guerra nazionale 1915-1918, cit., né sull'Anagrafica dei decorati al valor militare, cit. 

Il cognome Minetti risulta presente in quasi ogni regione italiana, con precipua concentrazione in Piemonte, Liguria e Lombardia.

 

La 13ª Compagnia Zappatori del 1° Reggimento Genio venne impiegata nel settore Basso Isonzo-Carso in numerosi frangenti del conflitto, fra l'estate del 1915 e la fine dell'estate del 1917.

Le compagnie zappatori del Genio erano reparti particolarmente specializzati nella costruzione delle fortificazioni, nella demolizione dei reticolati avversari, nella strutturazione dei ricoveri e in altre attività tecniche da compiersi in presenza del nemico, quindi nel territorio delle operazioni (sebbene i genieri siano stati impiegati diffusamente anche in retrovia). Di solito, dette compagnie venivano posti alle dirette dipendenze tattiche dei comandi di grande unità (divisione, corpo d'armata, armata), che ne determinavano l'utilizzo a seconda delle esigenze, spesso diversificando gli incarichi in ragione di singoli plotoni, drappelli o nuclei pur appartenenti alla stessa compagnia.

 

Secondo cartografie storica custodite nell'Archivio privato di Mauro Ambrosi e nell'Archivio privato di Marco Mantini, corroborate dalle altre fonti citate, nel giugno-luglio del 1916 il tratto di trincea dove si trova l'incisione coincideva con un segmento della Trincea Marchetti.

La denominazione della Trincea Marchetti si ispira al Sottotenente Alberto Federico Marchetti (figlio di Carlo), nato a Teramo il 21 novembre 1889, in forza al 138° Reggimento Fanteria della Brigata Barletta, perito l'11 Novembre 1915 presso la 31ª Sezione Sanità (accantonata in Cassegliano), a causa delle ferite riportate in combattimento sull'altopiano carsico in regione Monte Sei Busi-Monte di Redipuglia. Alla sua memoria, nel 1918 venne concessa la Medaglia d'Argento al Valor Militare (in commutazione di una prima Medaglia di Bronzo al Valor Militare attribuitagli), con la seguente motivazione: "Sebbene sofferente in salute, volle seguire il reggimento e prender parte all'azione. Sprezzante del pericolo, fu di mirabile esempio al suo plotone nel condurlo all'attacco, finché rimase mortalmente ferito. Morì in seguito alla ferita riportata. Monte Sei Busi, 10 novembre 1915". 

Marchetti cadde quindi durante la Quarta Battaglia dell'Isonzo, nella quale i reparti del 138° Reggimento Fanteria della Brigata Barletta furono protagonisti delle azioni di attacco sul tavolato settentrionale del Monte Sei Busi. Gli scontri sostenuti si dimostrarono durissimi, di talché l'occupazione di "qualcuna delle antistanti doline" costò al reggimento "5 ufficiali e 213 militari di truppa". Fra il 6 novembre e il 31 dicembre 1915, comprendenti i detti assalti e le successive operazioni di presidio e difesa delle posizioni conquistate nel "Settore Redipuglia-Polazzo-Monte Sei Busi-QQ. 112-102-111-Azioni a Trincea <<Ferro di Cavallo>>", il 138° Reggimento Fanteria perse 5 morti e 15 feriti fra gli ufficiali, 75 morti, 394 feriti e 56 dispersi fra la truppa (cfr. Riassunti storici, cit.).

 

La Trincea Marchetti vide la sua genesi durante la seconda settimana del novembre del 1915, a Quarta Battaglia dell'Isonzo aperta. Forse fu realizzata "ribaltando" precedenti postazioni austro-ungariche, comunque sopra il terreno conquistato dalle truppe italiane mercé le stesse azioni in cui cadde l'ufficiale che le donò la denominazione.

Dalle fonti citate, risulta che i difficili lavori di apprestamento del terreno appena espugnato, condotti a brevissima distanza e spesso sotto il fuoco del nemico, presso il settore settentrionale del tavolato del Monte Sei Busi vennero eseguiti anche dagli zappatori del 1° Reggimento. Essi intervennero a più riprese, stagione fredda inclusa: "Sul fronte dell'Isonzo fu particolarmente grave il compito dei reparti del genio in quell'inverno; gravissimo sul Carso ove la difficoltà di ottenere riparo nell'aspro terreno, si accompagnava alla mancanza di copertura ed al rigore del clima. Ivi, pur nelle pause delle grandi azioni, diuturna dovette essere l'opera dai genieri svolta a pro' dei reparti delle armi sorelle sotto l'imperversare del tiro nemico" (L'Arma del Genio nella Grande Guerra 1915 - 1918, cit., pag. 157).

In seguito, la Trincea Marchetti conobbe ulteriori interventi di consolidamento e riorganizzazione, svoltisi sia a contatto con il nemico (fino alla seconda settimana dell'agosto del 1916), sia nel contesto arretrato della Linea di San Martino (dalla seconda settimana dell'agosto del 1916 fino alla fine dell'ottobre del 1917, quando l'area del Monte Sei Busi si trovava ad alcuni chilometri di distanza dalla fascia di combattimento, in conseguenza dell'avanzata italiana verso oriente ottenuta durante la Sesta Battaglia dell'Isonzo). Al settembre del 1917, la Trincea Marchetti del 1916 appariva inglobata nella Linea di San Martino, che in quel momento costituiva il settimo sistema difensivo realizzato dalla Regia 3ª Armata nel settore del Carso.  

 

In coerenza con quanto poc'anzi dettagliato, l'epigrafe in censimento può risalire a due fasi storico-militari alternative: quella in cui la trincea ospite sostanziava una fortificazione di prima linea (novembre 1915-agosto 1916; più probabile), oppure quella in cui tale trincea risultava parte integrante delle difese arretrate italiane (agosto 1916-ottobre 1917; meno probabile).

 

Nelle prossimità dell'oggetto si reperiscono diverse altre iscrizioni, di cui alcune che menzionano la medesima 13ª Compagnia Zappatori del 1° Reggimento Genio (codd. 003249 e 003250), altre che rappresentano decorazioni a motivi vegetali e floreali (codd. 004401, 004222, 004236, 004540).

RENF - Fonte
AISCAG, Fondo Guerra Italo-Austriaca 1915-1918, Contenitore 648, RELAZIONE SUGLI IMPIANTI CENTRALI DI PERFORAZIONE MECCANICA GENNAIO-LUGLIO 1916.Avsenak Vinko, Pallasmann Karl, Pascoli Marco, LUOGHI NASCOSTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE DALLE ALPI CARNICHE ALL'ADRIATICO, Edizioni Saisera, Malborghetto-Valbruna 2025.Cortelletti Luigi, OLTRE LA DURA TRINCEA - OPERE, MEZZI, EROISMI DELL'ARMA DEL GENIO, Gino Rossato Editore, Valdagno 2011.Documenti AUSSME conservati presso l'archivio privato di Mauro Ambrosi.Documenti conservati presso l'Archivio privato di Marco Mantini.Documenti conservati presso l'Archivio privato di Paolo Gropuzzo.Documenti conservati presso l'Archivio privato di Roberto Todero.https://cadutigrandeguerra.net/https://icadutidelcarso.blogspot.comIus Mario, Ius Luigi, VIVERE E MORIRE DA VOLONTARI, Gaspari Editore, Udine 2003.Juren Mitja, Persegati Nicola, Pizzamus Paolo, CARSO 1915, L'INGRESSO DELL'INFERNO, Gaspari Editore, Udine 2022.Mantini Marco, Stok Silvo, I TRACCIATI DELLE TRINCEE SUL FRONTE DELL'ISONZO, III. LE ALTURE DI MONFALCONE, PARTE 1ᵃ, Gaspari Editore, Udine 2009.Mantini Marco, Stok Silvo, TRACCIATI DELLE TRINCEE SUL FRONTE DELL'ISONZO, III. LE ALTURE DI MONFALCONE, PARTE 2ᵃ, Gaspari Editore, Udine 2010.Ministero della Difesa - Stato Maggiore dell'Esercito - Uff. Storico, L'ESERCITO ITALIANO NELLA GRANDE GUERRA (1915 - 1918), VOLUME IV, LE OPERAZIONI DEL 1917, TOMO 2°, GLI AVVENIMENTI DAL GIUGNO AL SETTEMBRE, Roma 1954.Ministero della Difesa - Stato Maggiore dell'Esercito - Ufficio Storico, L'ESERCITO ITALIANO NELLA GRANDE GUERRA (1915 - 1918), VOLUME IV, LE OPERAZIONI DEL 1917, TOMO 3°, GLI AVVENIMENTI DALL'OTTOBRE AL DICEMBRE, Roma 1967.Ministero della Guerra - Comando del C. di S. M. - Ufficio Storico, L'ESERCITO ITALIANO NELLA GRANDE GUERRA (1915 - 1918), VOLUME II, LE OPERAZIONI DEL 1915, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1929.Ministero della Guerra - Comando del Corpo di S.M. - Ufficio Storico, L'ESERCITO ITALIANO NELLA GRANDE GUERRA (1915 - 1918), VOLUME III, LE OPERAZIONI DEL 1916, TOMO 3°, LA BATTAGLIA DI GORIZIA, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1937.Ministero della Guerra - Comando del Corpo di Stato Mag. - Ufficio Storico, L'ESERCITO ITALIANO NELLA GRANDE GUERRA (1915 - 1918), VOLUME III, LE OPERAZIONI DEL 1916, TOMO 2°, OFFENSIVA AUSTRIACA E CONTROFFENSIVA ITALIANA NEL TRENTINO, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1936.Ministero della Guerra - Comando del Corpo di Stato Maggiore - Uff. Storico, L'ESERCITO ITALIANO NELLA GRANDE GUERRA (1915 - 1918), VOLUME IV, LE OPERAZIONI DEL 1917, TOMO 1°, L'AMPLIAMENTO DELL'ESERCITO NELL'ANNO 1917. GLI AVVENIMENTI DAL GENNAIO AL MAGGIO, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1940.Ministero della Guerra - Comando del Corpo di Stato Maggiore - Ufficio Storico, L'ESERCITO ITALIANO NELLA GRANDE GUERRA (1915 - 1918), VOLUME III, LE OPERAZIONI DEL 1916, TOMO 1°, GLI AVVENIMENTI INVERNALI, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1931.Ministero della Guerra - Ispettorato dell'Arma del Genio, L'ARMA DEL GENIO NELLA GRANDE GUERRA 1915 - 1918, Tipografia Regionale, Roma 1940.Ministero della Guerra, RIASSUNTI STORICI DEI CORPI E COMANDI DELLA GUERRA 1915 - 1918, BRIGATE DI FANTERIA, Libreria dello Stato, Roma 1924 - 1929.Schaumann Walther, ISONZO, LÀ DOVE MORIRONO, Ghedina&Tassotti Editori, Bassano del Grappa 1990.Scrimali Antonio, Scrimali Furio, IL CARSO DELLA GRANDE GUERRA LE TRINCEE RACCONTANO, REDIPUGLIA - MONTE S.MICHELE - MONTE SEI BUSI, Edizioni Lint, Trieste 1996 (Seconda Edizione).Stok Silvo, I TRACCIATI DELLE TRINCEE SUL FRONTE DELL'ISONZO, IV. LA PIANURA TRA TORRE E JUDRIO, Gaspari Editore, Udine 2011.www.cadutigrandeguerra.itwww.sanitagrandeguerra.it
REVI - Data
1915/11/10 - 1917/10/27

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSCT - Categoria
Prevalentemente individuale
LSII - Trascrizione testo graffito

Minetti Paolo

D 13ª C[...]mpagnia 1° Genio

Elementi decorativi

LSIO - Trascrizione testo originale

Minetti Paolo

D 13ª Compagnia 1° Genio

Elementi decorativi

LSIN - Interpretazione

Minetti Paolo

della 13ª Compagnia Zappatori del 1° Reggimento Genio

 

Elementi decorativi

LSIC - Tecnica di costruzione
Incisone in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Malta
LSDM - Dimensioni
Piccola

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Parzialmente danneggiato

DO - Fonti e documenti di riferimento

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
Foto diMarco Pascoli16/12/2021
RilevamentoSergio Cassia, Alisa Orlova, Aldo Pascoli, Marco Pascoli, Giorgio Pisaniello16/12/2021
InserimentoMarco Pascoli, Giorgio Pisaniello08/08/2026
Notizia storicaMarco Pascoli10/08/2026

AN - Annotazioni

Gallery

  • a. L'iscrizione
  • b. L'iscrizione nella nicchia adibita a cartucciera
  • c. Particolare dell'iscrizione
  • d. Particolare dell'iscrizione
  • e. L'iscrizione non evidenziata
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