Iscrizione, riportante il nominativo del militare Mariano Loffredo (erroneamente reso come "Lofredo" e autore della vicina incisione cod. 004343), realizzata nel muro della trincea che sale da Quota 45 verso Quota 65 del Monte Sopra Selz.
Con ogni verosimiglianza trattasi di Mariano Loffredo, figlio di Raffaele, nato il 18 giugno 1891 a Carinola (Caserta), soldato del 2° Reggimento Genio Zappatori, morto sul Carso il 30 giugno 1916 per ferite riportate in combattimento (luogo di sepoltura non conosciuto, forse attualmente le sue spoglie giacciono fra gli Ignoti del Sacrario di Redipuglia).
Ulteriori incisioni a lato della principale, purtroppo molto consumate, riportano alcuni numeri forse relativi alla matricola del Loffredo e di altri militari.
La prossimità dell'oggetto in censimento all'iscrizione descritta nella scheda cod. 004127, nonché la contiguità dell'altro graffito attribuibile al Loffredo (di cui alla scheda cod. 004343) all'iscrizione presentata alla scheda cod. 001400 (rispettivamente arricchite con le date del 5, dell'1 e del 20 febbraio del 1916), consentono di ritenere l'oggetto risalente al febbraio del 1916 o a periodi prossimi, caratterizzati da importanti lavori di irrobustimento e articolazione delle sistema fortificatorio campale italiano presente sul ciglione carsico. Tale elemento temporale richiama anche le coeve iscrizioni lasciate dall'8ª Compagnia del 2° Reggimento Genio Zappatori sulle vicine Alture di Vermegliano, proprio durante i lavori di rafforzamento degli elementi trincerati (cfr. schede codd. 000309 e 000310).
Il crinale di Quota 45-Quota 65 del Monte Sopra Selz fu raggiunto dalle truppe italiane in seguito a violenti assalti, nel luglio del 1915. Di seguito il Regio Esercito vi implementò numerosi lavori di carattere fortificatorio, sviluppatisi a più riprese in contesto di prima linea fino alla seconda settimana dell'agosto del 1916, quando gli avvenimenti della Sesta Battaglia dell'Isonzo portarono le forze della 3ª Armata ad avanzare di alcuni chilometri verso oriente, occupando l'intero Altopiano carsico di Doberdò (salvo la Quota 144, che cadde completamente in mani italiane solo nel maggio del 1917).
Dalla seconda settimana dell'agosto del 1916 a tutto ottobre del 1917, la regione del Monte Sopra Selz (così come quelle dei contermini Monte Sei Busi e Monte Cosich) fu oggetto di numerosi lavori di riassetto difensivo arretrato tesi all'approntamento della Linea di San Martino, che al settembre del 1917 rappresentava il settimo sistema fortificato italiano del settore carsico.
Fra la fine del giugno del 1915 e la seconda settimana dell'agosto del 1916, l'area del Monte Sopra Selz fu teatro di reiterati sanguinosi combattimenti, ricordati tutt'ora dai monumenti presenti sul terreno (in particolare, cfr. schede codd. 003601 e 004109).