Iscrizione che denomina il Fortino Florindo, un munito caposaldo difensivo italiano posto nelle vicinanze della sommità di Quota 65 del Monte Sopra Selz, lungo il trinceramento che proviene da Quota 45. L'oggetto è adiacente all'iscrizione descritta alla scheda cod. 004509.
Sulla scorta della testimonianza di Abate Giuseppe, op. cit., pagg. 51-52, la denominazione del Fortino potrebbe richiamare "un prete di Caspoggio, don Florindo Negrini, Sotto-Tenente nel 57° Fanteria, [che] venne ucciso con una pallottola di fucile alla fronte. Era stato un Ufficiale Eroico, di un coraggio eccezionale, tiratore valentissimo di bombe a mano. Anche a questo valoroso collega la pietà dei Soldati del mio Reggimento [13° Reggimento Fanteria della Brigata Pinerolo] eresse un monumentino in cemento. Riposa al fianco di Buccarella [nel Cimitero di Ronchi]".
A disconferma di tale suggestione, pesa però quanto riferiscono l'Albo d'Oro dei militari caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 e i Riassunti storici, che identificano tale Sottotenente di complemento del 57° Reggimento Fanteria (Brigata Abruzzi), morto a causa di ferite riportate in combattimento sul Carso (Selz) il 6 luglio 1916, in Fiorino Amabile Negrini (quindi di nome "Fiorino", non "Florindo"), nato a Caspoggio (Lombardia) il 10 novembre 1892. La sua salma, così identificata, oggi riposa al loculo n° 25986, 14° gradone, del Sacrario di Redipuglia.
Pertanto, il dubbio che le memorie di Giuseppe Abate confondano il nome di don Negrini, e che la denominazione del Fortino Florindo non sia a lui ispirata, appare assai fondato.
Il crinale di Quota 45-Quota 65 del Monte Sopra Selz fu raggiunto dal Regio Esercito in seguito a violenti assalti, nel luglio del 1915. Di seguito gli italiani vi implementarono numerosi lavori di carattere fortificatorio, sviluppatisi a più riprese in contesto di prima linea fino alla seconda settimana dell'agosto del 1916, quando gli avvenimenti della Sesta Battaglia dell'Isonzo portarono le forze della 3ª Armata ad avanzare di alcuni chilometri verso oriente, occupando l'intero Altopiano carsico di Doberdò (salvo la Quota 144, che cadde completamente in mani italiane solo nel maggio del 1917).
Dalla seconda settimana dell'agosto del 1916 a tutto ottobre del 1917, la regione del Monte Sopra Selz (così come quelle dei contermini Monte Sei Busi e Monte Cosich) fu oggetto di numerosi lavori di riassetto difensivo arretrato tesi all'approntamento della Linea di San Martino, che al settembre del 1917 rappresentava il settimo sistema fortificato italiano del settore carsico.
Fra la fine del giugno del 1915 e la seconda settimana dell'agosto del 1916, l'area del Monte Sopra Selz fu teatro di reiterati sanguinosi combattimenti, ricordati tutt'ora dai monumenti presenti sul terreno (in particolare, cfr. schede codd. 003601 e 004109).
Non è possibile determinare con precisione quando fu incisa la testimonianza in censimento: potrebbe risalire all'epoca dei lavori di rafforzamento eseguiti in ambito di prima linea fra il 1915 e il 1916 (in particolare al luglio-inizio agosto del 1916), oppure alla campagna di fortificazione arretrata verificatasi fra l'agosto del 1916 e l'ottobre del 1917.