Iscrizione apprezzabile lungo la trincea rafforzata in cemento (presso il punto di immissione di un poco profondo camminamento proveniente dal fondo del Valloncello Settentrionale di Vermegliano) che, fra la seconda metà del luglio del 1915 (Seconda Battaglia dell'Isonzo, fase che portò alla conquista italiana della posizione) e la prima decade dell'agosto 1916 (Sesta Battaglia dell'Isonzo, evento a cui conseguì la progressione italiana per alcuni chilometri nell'entroterra carsico fin oltre il Vallone), costituì l'asse fondamentale del sistema difensivo avanzato tenuto dal Regio Esercito sulle Alture di Vermegliano.
La testimonianza presenta il riferimento al 18° Reggimento Fanteria della Brigata Acqui, accompagnato dalla data del 1916, dal memento del giorno di prima occupazione (21 Luglio 1915) della posizione su cui successivamente venne costruita la trincea ospite, nonché dall'indicazione dei cognomi Bresa e Gentili (ossia i cognomi dei due militari che realizzarono il graffito). L'oggetto si trova nelle immediate adiacenze delle incisioni catalogate alla scheda cod. 001683 e della targa descritta alla scheda cod. 000308), rispettivamente afferenti al 14° Reggimento Fanteria della Brigata Pinerolo (unità che combatté assai duramente in zona, spesso affiancando ed alternandosi alla Brigata Acqui) e al III Battaglione del medesimo 18° Reggimento Fanteria della Brigata Acqui.
Le fanterie della Brigata Acqui, reclutate nei distretti di Ascoli Piceno, Brescia, Caltanisetta, Chieti, Frosinone, Genova, Novara, Padova e Verona, operarono con gravi perdite ed encomiabile valore nei settori del Colle di Sant'Elia-Redipuglia, di Monte Sei Busi-Vermegliano e delle Alture di Selz sin dai primi combattimenti del giugno del 1915. L'epopea di cui i "Diavoli Gialli", com'erano chiamati i fanti dai loro ufficiali in virtù del colore delle proprie mostrine, furono protagonisti sul Carso e sull'Altopiano dei Sette Comuni fra il 1915 e il 1916 venne premiata con la Medaglia d'Argento al Valor Militare e la Medaglia di Bronzo al Valor Militare assegnata alla bandiera del 18° Reggimento Fanteria; con la Medaglia di Bronzo al Valor Militare assegnata alla bandiera del 17° Reggimento Fanteria. Successivamente, i reparti della Brigata Acqui si distinsero in ulteriori azioni militari sul Carso, nella difesa della linea del Tagliamento durante la "ritirata di Caporetto", sul Piave, in Val d'Astico e in Val d'Adige. Nel corso dell'intero conflitto, il 17° Reggimento perse 51 morti, 143 feriti e 30 dispersi fra gli ufficiali - 765 morti, 3.949 feriti e 2.451 dispersi fra i militari di truppa; il 18° Reggimento 48 morti, 143 feriti e 9 dispersi fra gli ufficiali - 711 morti, 4.207 feriti e 934 dispersi fra i militari di truppa. "Avanti Savoia" era il motto del 17° Reggimento Fanteria; "Aquensem legionem time" ("Temi la legione Acqui") risulta essere quello del 18° Reggimento Fanteria, adottato nel periodo fra le due guerre.
Sui Riassunti storici citati si appura come il 18° Reggimento Fanteria della Acqui, a cui appartenevano gli autori dell''iscrizione in censimento, partecipò alla Prima Battaglia dell'Isonzo che aveva condotto all'occupazione del paese di Vermegliano il 27 giugno 1915 e all'affermazione sulle falde delle sovrastanti alture carsiche che culminano nel Monte Sei Busi, durante i primi giorni di luglio del 1915. Nella successiva Seconda Battaglia dell'Isonzo, "ripreso l'attacco il 18 luglio, il 18° [Reggimento Fanteria], apertosi un passaggio nei reticolati, raggiunge le prime difese avanzate del nemico ad est di Vermegliano. Fra il 19 e il 22 luglio, mentre il 17° [Reggimento Fanteria] rinnova i tentativi per superare le difese nemiche delle cave di Selz, i tenaci attacchi del 18° [Reggimento Fanteria] permettono di conquistare il ciglio delle alture di q. 45 (est di Vermegliano) e di mantenervisi a malgrado degli energici contrattacchi del nemico. Per il valore e la tenacia dimostrati in queste sanguinose azioni, è decretata alla Bandiera del 18° Reggimento la Medaglia d'Argento al Valor Militare" Nella sola Seconda Battaglia dell'Isonzo, fra il 18 e il 24 luglio 1915, il 18° Reggimento Fanteria lamenta la perdita di 3 morti e 17 feriti fra gli ufficiali - 40 morti e 439 feriti e 31 dispersi fra i militari di truppa. La vicenda sintetizzata è confermata anche dalla Relazione Ufficiale Italiana, ove si legge che, alla fine dei durissimi combattimenti in parola, sulle Alture di Vermegliano rimasero in mani italiane alcuni elementi trincerati già costruiti e difesi dalle forze austro-ungariche.
L'iscrizione in censimento eterna, con l'essenziale proposizione "occupata 21 lu" (da leggersi come "posizione occupata il 21 luglio 1915"), questi fatti d'arme entrati di diritto nelle tradizioni guerresche del 18° Reggimento Fanteria. Nel contempo, testimonia come l'elemento difensivo austro-ungarico che qui esisteva in luogo dell'attuale trincea durante la Seconda Battaglia dell'Isonzo (appunto "occupato" dai fanti del 18° Reggimento Fanteria, secondo i due soldati autori dell'incisione), sia stato ribaltato e quindi rafforzato in seguito alla conquista con notevoli lavori fortificatori propedeutici a meglio integrarlo nel sistema difensivo italiano di prima linea. Tant'è che la data del 1916 afferisce proprio all'ultimazione dei lavori di rinforzo strutturale applicati al trinceramento, qui evidentemente almeno in parte eseguiti sempre dai soldati del 18° Reggimento Fanteria durante il periodo compreso fra il 21 marzo e il 9 maggio del 1916 (fase in cui i reparti dell'unità operarono nuovamente sulle ben conosciute Alture di Vermegliano e sulle Alture di Selz, da loro presidiate anche nella tarda estate e nell'autunno precedente, quando peraltro parteciparono sanguinosamente alla Terza Battaglia dell'Isonzo).
Da ultimo, si noti come la vicinissima targa di cui alla scheda cod. 000308, eseguita sempre da reparti del 18° Reggimento Fanteria (segnatamente, dalla 9ª Compagnia del III Battaglione) e quindi inevitabilmente portatrice dei medesimi contenuti storici evocati dall'iscrizione descritta nella presente scheda, individui il momento dell'occupazione della posizione ove si trova la trincea ospite nella data del 19 luglio 1915, invece che in quella del 21 luglio. Tale limitata discrasia temporale può venire attribuita alla memoria personale dei soldati Bresa e Gentili, i quali - immaginiamo - nella primavera del 1916 potevano ricordarsi, magari sulla scorta di qualche annotazione scritta, di essere entrati in quello che all'epoca era un elemento trincerato austriaco, esattamente durante la giornata del 21 Luglio. Si può anche pensare che nella targa di cui al cod. 000308 gli autori abbiano voluto fissare la data (19 luglio 1915) dell'inizio dell'attacco che portò alla conquista della tormentata posizione, piuttosto che quella della sua definitiva occupazione.