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Targa della 73ª Batteria del 3° Reggimento Artiglieria da Montagna - Doss della Gialetta

Settore: Giudicarie - Alto Garda - Vallagarina

Codici

Codice
004087

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Targa
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Trentino-Alto Adige/Südtirol
PVCP - Provincia
Trento
PVCC - Comune
Nago - Torbole
PVCL - Località principale
Doss della Gialetta
PVPE - Altra denominazione
Dos dela Gialeta
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Giudicarie - Alto Garda - Vallagarina
LTST - Toponimo storico località principale
Dos Casina

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Artiglieria
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Da Montagna
ESBR - Reggimento o unità equipollente
3° Reggimento Artiglieria da Montagna
ESBB - Battaglione, Battaglione autonomo, Gruppo
XVII Gruppo da Montagna
ESBC - Compagnia, Batteria, Squadrone, Centuria
73ª Batteria da Montagna

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

La targa testimonia la presenza della 73ª Batteria del 3° Reggimento Artiglieria da Montagna nella zona di Doss della Gialetta; poco distante è stata rinvenuta un'altra targa (cod. 4186) della medesima Batteria. Dalle testimonianze storiche sotto riportate, è emerso infatti che la 73ª Batteria era dotata di 4 pezzi d'artiglieria dislocati in quella zona.

 

La 73ª Batteria del 3° Reggimento Artiglieria da Montagna, autrice della presente epigrafe, giunse in linea sul Monte Baldo nei primi giorni di febbraio 1917, dopo avere operato sull’Ortigara. I suoi cannoni da 65 mm. furono collocati nelle trincee di prima linea tra Doss Casina e Doss Alto, adattando postazioni originariamente predisposte per mitragliatrici.

 

La postazione in cui compare la targa in oggetto dirigeva il suo tiro in direzione delle postazioni austro-ungariche dei monti Corno, Creino e Biaena e sulle linee che attraversavano la Valle del Cameras in corrispondenza di Loppio; l'epigrafe è collocata al suo interno, nella parte posteriore, su un muro rinforzato di cemento con andamento semicircolare, lungo il quale si notano due incavi paralleli che ospitavano i binari per la rotazione del cannone. Nel muro semicircolare sono altresì presenti due aperture, oggi occluse da materiale crollato: quella a sinistra dell’epigrafe costituiva l'ingresso originario e conduceva ai camminamenti retrostanti alla postazione; l'altra apertura immetteva invece in un locale, anch'esso crollato, adibito probabilmente a deposito. La finestra di sparo è completamente crollata; al suo ingresso sono presenti grossi blocchi cemento armato putrelle di ferro, che ne costituivano la struttura.

 

In Fioroni, “La Valle di Gresta e la Valle del Cameras” (cit., pagg. 196-204), sono riportati estratti dal diario del Tenente comandante della 73ª Batteria da Montagna. Così riferisce l’ufficiale sul tiro della sua Batteria e sulle risposte dell’artiglieria austro-ungarica : “Fu qui [in linea sul Monte Baldo] che l'abbondanza di proiettili da cannone mi permise di fare la caccia all'uomo, senza dover rendere alcun conto ai comandi superiori... Mi accinsi allora alla distruzione di Loppio perché nel paese vi erano le trincee della prima linea nemica. Il bersaglio preferito distava 600 metri, tiro diretto, dall'alto. Ogni mattina sconvolgevo i lavori che il nemico faceva nella notte e nel pomeriggio sforacchiavo il campanile e le case perché vi erano nascosti dei tiratori scelti che ci davano alquanto fastidio. […] Dopo un mese di questa guerriglia il Biaena, il Monte Corno ed il Brione, tre nidi di cannoni invisibili e potenti si accordarono per punirmi. La mattina del 20 marzo aggiustarono il tiro: scaraventarono addosso ai miei cannoni per tutto il pomeriggio una vera valanga di granate di ogni calibro. […] Feci ritirare, sotto l’infuriare dei colpi, i cannoni nelle caverne. Dopo tre ore di bombardamento le piazzuole dei pezzi erano ridotte in cenere.

 

Lo stesso Tenente, ancora in linea con la 73ª Batteria da Montagna nel maggio 1917, ricorda poi l’intensificarsi degli attacchi austro-ungarici, probabilmente diretti a trattenere le forze italiane sul fronte dell’Alto Garda, ostacolando così la contemporanea offensiva sull’Isonzo (la X Battaglia): “Dopo due mesi di piccole scaramucce gli austriaci il 21 maggio 1917 si fecero vivi all'improvviso e con idee alquanto bellicose. Durante il pomeriggio di quel giorno si accese un furioso bombardamento. Il nemico però colpiva i rovesci delle trincee dove avevamo le nostre baracche-ricovero [...] Davanti a noi avevamo a circa 600 metri le trincee nemiche: Malga Zures - Scudelle - Loppio. I quattro cannoni da 65 montagna della mia batteria erano in linea con gli alpini e dovevano sbarrare col loro tiro una ristretta zona, circa duecento metri di fronte (50 metri per ogni cannone). Avanti a noi vi erano due file di reticolati non troppo alti. Verso le otto di sera il nemico intensificò il bombardamento che raggiunse il ritmo di quelli del Carso. I colpi erano diretti esclusivamente sui reticolati. Il nemico parlava chiaro. Si sa che il tiro sui reticolati è il preludio dell'attacco. Difatti verso le ore ventidue il nemico allungò il tiro improvvisamente, sparando sulle trincee e sul rovescio delle nostre postazioni [...] Un caporale stravolto si precipitò nel mio ricovero e mi disse: «Tenente, il capitano è svenuto, gli austriaci sparano granate a gas lacrimogeni contro i pezzi e contro l'osservatorio. Sulla destra e sulla sinistra dei cannoni, il nemico è riuscito a entrare nelle nostre trincee. Molti gridano "hurrà"!»”. Prosegue il Tenente comandante, che era rimasto coinvolto nel crollo di una postazione colpita da una granata non esplosa, procurandosi una distorsione al piede sinistro: “Mi feci caricare sulle spalle del mio attendente ed allo scoperto mi feci portare all'osservatorio vicino al secondo pezzo: diedi ordine a tutti i soldati non serventi e ai porta-munizioni di difendere colla baionetta le nostre spalle da eventuali attacchi dei nemici già penetrati nelle nostre trincee. L'attendente mi sdraiò vicino al cannone e feci riprendere il fuoco alla mia sezione di Blockhaus. «Graduate a zero 200 colpi per pezzo, fuoco accelerato, falciare a destra ed a sinistra senza puntare» furono i miei comandi. Al cannone vicino al mio posto vi era già un morto: il sergente capo-pezzo Rebecchini; vari feriti gemevano, ma continuavano a sbrigare secondo le loro possibilità le mansioni di servente. Dopo circa un'ora di fuoco infernale diedi ordine di sospendere il tiro. Gli "hurrà" erano cessati [...] gli austriaci fuggivano verso le loro trincee illuminati dai nostri riflettori. Feci riprendere il tiro misto (granate e schrapnels) sui reticolati del nemico e sulle sue trincee per rendergli più difficile il ritorno nei suoi ricoveri. Durante tutta quella notte il nostro medico, ten. Maiocchi, non fece che accorrere ai pezzi incurante del pericolo per somministrare ai soldati arsi dalla sete alcune bevande. La mattina del 22 maggio si raccolsero davanti ai pezzi alcune decine di morti e di feriti nemici ed oltre trecento elmetti e fucili [...] Durante l'azione fummo anche bersagliati da due mitragliatrici leggere che il nemico era riuscito a piazzare allo scoperto davanti ai nostri cannoni che sparavano a zero. Durante la notte noi avevamo sparato con quattro cannoni, 1600 granate e 2000 schrapnels”.

 

 

Il 3° Reggimento Artiglieria da Montagna venne costituito con r.d. n. 1254 dell'1 gennaio 1915; avente sede a Bergamo, il Reggimento fu organizzato in quattro gruppi (IX Oneglia, X Genova, XI Bergamo e XII Como) e le batterie vennero armate con cannoni 65/17 a deformazione. Nel Dicembre 1915 vengono costituiti il XVII gruppo (Batterie 72ª, 73ª e 74ª) ed il XVIII (Batterie 75ª, 76ª e 77ª).

RENF - Fonte
Fioroni Giovanni, LA VALLE DI GRESTA E LA VALLE DEL CAMERAS NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE 1915-1918, Museo Storico italiano della Guerra, Rovereto 1988.Spoladore Maria Grazia (a cura di), PAPRAS! TRE ARTIGLIERI DELLA 71ª BATTERIA DA MONTAGNA, Voll. 1 e 2, Associazione Nazionale Artiglieri d'Italia - Associazione "Musei All'aperto", Roma - Bassano del Grappa 2015 - 2017.
REVI - Data
1917/02/00
REVX - Validità
post

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSCT - Categoria
Prevalentemente di reparto - Collettiva
LSII - Trascrizione testo graffito
3ᴼ̲ REG.ᵀ̲ᴼ̲ ART.
MON.ᴵ 73 BATT
LSIO - Trascrizione testo originale
3ᴼ̲ REG.ᵀ̲ᴼ̲ ART.
MON.ᴵ 73 BATT
LSIN - Interpretazione
73ª Batteria del 3° Reggimento Artiglieria da Montagna
LSIC - Tecnica di costruzione

Incisione in cavo

LSIM - Materiali utilizzati
Malta
LSDM - Dimensioni
Media (60x30 cm. circa)

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Integro

DO - Fonti e documenti di riferimento

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
SegnalazioneFederico Veronese10/08/2024
Foto diMatteo Volpe, Marco Piantoni28/12/2024
RilevamentoMatteo Volpe28/12/2024
RitrovamentoMatteo Volpe28/12/2024
InserimentoMatteo Volpe01/05/2025
Notizia storicaMatteo Volpe19/03/2026
AggiornamentoSergio Cassia21/03/2026

AN - Annotazioni

OSS - Osservazioni

La lettera in apice "I" dopo la parola "MON." è stata ragionevolmente interpretata come una "T", a modo di abbreviazione, seppur inusuale, della parola "Montagna".

 

Per quanto riguarda la toponomastica della località si sono riscontrate diverse versioni per la parola "dosso": sulle carte IGM, CTP (della Provincia Autonoma di Trento) ed escursionistica 4Land⁽ᴿ⁾ è riportato "Doss della Gialetta" (o "Gialeta" in versione dialettale) mentre sulle carte Tabacco⁽ᴿ⁾ è riportato "Dos" (con una sola "S"). La stessa particolarità si ripropone, senza una regola ben definibile, per gli altri dossi presenti nel versante nord del Monte Altissimo. Nella redazione delle schede del Catasto si è optato per la dicitura presente sulle carte IGM e CTP.

Gallery

  • a. La targa della 73ª Batteria del 3° Reggimento Artiglieria da Montagna
  • b. La postazione semicrollata con all'interno la targa della 73ª Batteria del 3° Reggimento Artiglieria da Montagna
  • c. La targa della 73ª Batteria del 3° Reggimento Artiglieria da Montagna, come rinvenuta
  • d. La postazione presenta due aperture, ora occluse: una (a destra della targa) che immetteva in un locale ora inagibile e l'altra (a sinistra della targa) che la collegava con i camminamenti retrostanti
  • e. Piazzola e camminamenti retrostanti alla postazione semicrollata
  • f. La postazione, semicrollata nella parte anteriore dell'apertura di sparo, aveva dei rinforzi in acciaio che sostenevano la volta
  • g. L'interno della postazione della 73ª Batteria da Montagna è semicircolare, per consentire le manovre di rotazione dell'artiglieria
  • h. L'interno della postazione della 73ª Batteria da Montagna è semicircolare, per consentire le manovre di rotazione dell'artiglieria
  • i. Una postazione vicina, sempre scavata in roccia
  • l. Panorama dal Dos della Gialeta verso la zona sud del lago di Garda
  • m. Panorama dal Dos della Gialeta verso la zona nord del lago di Garda (dove si trovavano le linee austro-ungariche)
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