Targa collocata dagli uomini di un non meglio determinato battaglione dell'87° Reggimento Fanteria della Brigata Friuli, sulle vestigia delle murature esterne di un ricovero che trovava luogo relativamente riparato alla testata del Valloncello Meridionale di Vermegliano, grazie alla protezione offerta dal declivio e nonostante la vicinanza rispetto alle prime linee (da metà luglio 1915 all'agosto 1916, poco più di un centinaio di metri).
All'atto dell'entrata italiana nella Prima Guerra Mondiale, la Brigata Friuli si articolava sull'87° e sull'88° Reggimento Fanteria. L'87° aveva sede di pace a Siena, l'88° a Livorno. Entrambi i reggimenti venivano alimentati dai Distretti di reclutamento di Ascoli, Bergamo, Campagna (provincia di Salerno), Catania, Gaeta, Orvieto, Torino e Treviso; durante il conflitto arruolarono anche molti toscani, soprattutto provenienti dai distretti di Siena e Livorno.
Fra il 1915 e il 1918, i reparti della Brigata combatterono sul Carso (Alture di Monfalcone, di Selz e di Vermegliano fino al Monte Sei Busi), sull'Altopiano dei Sette Comuni, sul Medio Isonzo, nella Conca di Plezzo (dove in particolare i fanti dell'87° vennero colpiti tragicamente dai gas lanciati dai pionieri tedeschi durante l'offensiva di Caporetto), sulle Prealpi Giulie e in Val d'Adige. Durante il corso della guerra, l'87° Reggimento Fanteria perse 25 morti, 73 feriti e 73 dispersi fra gli ufficiali - 543 morti, 1.321 feriti e 2.257 dispersi fra i militari di truppa; l'88° Reggimento Fanteria 17 morti, 45 feriti e 3 dispersi fra gli ufficiali - 419 morti, 1.050 feriti e 173 dispersi fra i militari di truppa.
Nello specifico, l'87° Reggimento Fanteria presidiò il settore del fronte compreso fra le Alture di Vermegliano ed il Monte Sei Busi nel periodo 12 maggio-11 giugno del 1916, senza partecipare ad azioni di rilievo, prima di venire trasferito sull'Altopiano dei Sette Comuni per contribuire a parare le ultime minacce offensive imperiali della "Strafexpediton" e riconquistare il terreno perduto nel settore di Asiago.
Con ogni verosimiglianza, analogamente alla non lontana epigrafe scutiforme di cui alla scheda cod. 000304, la targa qui censita è stata realizzata durante le fasi di guarnigione delle prime linee italiane sovrastanti Vermegliano, che hanno caratterizzato il turno operativo antecedente alla dislocazione sull'Altopiano dei Sette Comuni.