La targa scutiforme in esame rappresenta l'indicazione dell'87° Reggimento Fanteria della Brigata Friuli, corredata dalla precisazione di una specifica compagnia (non nota in quanto l'epigrafe risulta danneggiata) e dalla data del 2 giugno 1916. Lo scudo a croce greca richiama invece il potente simbolo, di ispirazione storico-cristiano, dello scudocrociato.
Essa insiste nel trinceramento che, fra la seconda metà del luglio del 1915 (Seconda Battaglia dell'Isonzo, fase che portò alla conquista italiana della posizione) e la prima decade dell'agosto 1916 (Sesta Battaglia dell'Isonzo, evento a cui conseguì la progressione italiana per alcuni chilometri nell'entroterra carsico fin oltre il Vallone), costituì l'asse fondamentale del sistema trincerato avanzato tenuto dal Regio Esercito sulle Alture di Vermegliano.
All'atto dell'entrata italiana nella Prima Guerra Mondiale, la Brigata Friuli si articolava sull'87° e sull'88° Reggimento Fanteria. L'87° aveva sede di pace a Siena, l'88° a Livorno. Entrambi i reggimenti venivano alimentati dai Distretti di reclutamento di Ascoli, Bergamo, Campagna (provincia di Salerno), Catania, Gaeta, Orvieto, Torino e Treviso; durante il conflitto arruolarono anche molti toscani, soprattutto provenienti dai distretti di Siena e Livorno.
Fra il 1915 e il 1918, i reparti della brigata combatterono sul Carso (Alture di Monfalcone, di Selz e di Vermegliano fino al Monte Sei Busi), sull'Altopiano dei Sette Comuni, sul Medio Isonzo, nella Conca di Plezzo (dove in particolare i fanti dell'87° vennero colpiti tragicamente dai gas lanciati dai pionieri tedeschi durante l'offensiva di Caporetto), sulle Prealpi Giulie e in Val d'Adige. Durante il corso della guerra, l'87° Reggimento Fanteria perse 25 morti, 73 feriti e 73 dispersi fra gli ufficiali - 543 morti, 1.321 feriti e 2.257 dispersi fra i militari di truppa; l'88° Reggimento Fanteria 17 morti, 45 feriti e 3 dispersi fra gli ufficiali - 419 morti, 1.050 feriti e 173 dispersi fra i militari di truppa.
Nello specifico, l'87° Reggimento Fanteria presidiò il settore del fronte compreso fra le Alture di Vermegliano ed il Monte Sei Busi nel periodo 12 maggio-11 giugno del 1916, senza partecipare ad azioni di rilievo, prima di venire trasferito sull'Altopiano dei Sette Comuni per contribuire a parare le ultime minacce offensive imperiali della "Strafexpediton" e riconquistare il terreno perduto nel settore di Asiago.
La targa in censimento è stata dunque realizzata durante le fasi di guarnigione delle prime linee italiane sovrastanti Vermegliano, che hanno caratterizzato il turno operativo antecedente alla menzionata dislocazione sull'Altopiano dei Sette Comuni.