La targa compare all'interno della trincea in cemento che, fra l'ultima decade del luglio 1915 (Seconda Battaglia dell'Isonzo, fase che portò alla conquista italiana della posizione) e la prima decade dell'agosto 1916 (Sesta Battaglia dell'Isonzo, evento a cui conseguì la progressione italiana per alcuni chilometri nell'entroterra carsico), costituì l'asse fondamentale del sistema trincerato avanzato tenuto dal Regio Esercito lungo il ciglione che del Monte Sei Busi digrada verso le Alture di Vermegliano. Trincea che, successivamente all'agosto del 1916 fino alla ritirata italiana conseguita allo sfondamento austro-tedesco di Caporetto (scattata sul Carso il 27 ottobre del 1917), venne inglobata in quello che al settembre del 1917 rappresentava il settimo sistema fortificato arretrato della 3ª Armata, ossia la Linea di San Martino
Le incisioni riscontrabili sulla targa sono state lasciate dai militari italiani in due momenti diversi, come si può facilmente intuire dall'analisi stilistica dei diversi tratti incisori, dalla parziale sovrapposizione degli stessi e dal significato che se ne può estrarre.
Nello specifico, i riferimenti al Reggimento Cavalleggeri Guide (19°) risalgono al giugno-luglio del 1916, quando i suoi cavalieri presidiarono il settore trincerato in parola entro un contesto di prima linea; si tratta dei labilissimi resti del fregio reggimentale, dell'indicazione di un non meglio determinato plotone, del motto reggimentale "Alla vittoria ed all'onor son Guida" e dell'intervallo temporale fra le date del 26.6.1916 e del 22 .7.1916.
Invece, i riferimenti inerenti alla 6ª Compagnia Mitragliatrici Fiat, cioé l'indicazione abbreviata della compagnia e la raffigurazione della Mitragliatrice Fiat-Revelli Mod. 1914, afferiscono all'ottobre del 1917, mese che vide il reparto accantonarsi in riserva presso Vermegliano per circa quattro settimane.
A partire dall'estate 1915, diversi reparti di cavalleria italiani vennero appiedati per operare a guisa di fanteria sul Carso, dove l'utilizzo di una forza montata risultava impraticabile in virtù sia delle caratteristiche morfologiche del teatro di battaglia, sia dei connotati statici delle attività tattiche degli opposti eserciti (guerra di posizione). Nel 1916 il numero dei reparti di cavalleria appiedati, e quindi dislocati nel territorio di operazioni, aumentò. Sul Basso Isonzo si registrarono ripetuti impieghi di compagini di cavalleria appiedate in attività di presidio e rafforzamento delle fortificazioni di prima linea, oltre che in combattimenti cinetici contro le forze austro-ungariche.
Il Reggimento Cavalleggeri Guide (19°), costituito fin dal 1860 con la denominazione di "Reggimento Guide", originariamente era formato da cavalieri deputati ad assicurare il servizio di staffetta. Già decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare durante la Terza Guerra d'Indipendenza, partecipò al Primo Conflitto Mondiale su diversi scenari, meritando la Medaglia di Bronzo al Valor Militare per la presa di Sacile negli ultimi giorni di guerra.
Fra il 1915 e il 1916, i suoi reparti appiedati operarono sul fronte del Carso, sostenendo scontri rilevanti con dolorose perdite, in particolare durante i combattimenti difensivi avvenuti sulle Alture di Monfalcone verso la metà del maggio del 1916. Riorganizzati gli organici, il 2 giugno 1916 il Reggimento Cavalleggeri Guide (19°) fu suddiviso: durante la notte, il II Gruppo Squadroni - formato da tre dei sei squadroni appiedati e da una delle due sezioni mitragliatrici del Reggimento - da San Polo (Monfalcone) fu trasferito in trincea nel settore di Vermegliano, alle dipendenze della 16ª Divisione, mentre il I Gruppo Squadroni rimase momentaneamente di riserva nella zona di Isola Morosini, dove vi era stato trasferito. Durante la permanenza nel settore di Vermegliano, gli squadroni del II Gruppo furono impegnati in azioni di pattuglia e di ricognizione verso le linee nemiche, partecipando anche ad azioni dimostrative come quella del 14 giugno, in cui il 4° Squadrone riuscì a fare irruzione nelle linee nemiche senza subire perdite, tranne qualche lieve ferito.
Verso fine giugno, la Relazione Ufficiale Italiana testimonia il diverso assetto di schieramento che le compagini reggimentali avevano adottato: il I Gruppo squadroni teneva la linea fra il Monte Sei Busi e le Alture di Vermegliano ("sottosettore nord" del "settore di Ronchi"), mentre il II Gruppo operava nell'area delle Cave di Selz e di Quota 70 ("sottosettore sud" del "settore di Ronchi"), dove fu protagonista di accaniti scontri fra la sera del 28 giugno e il 1° luglio (conquista della posizione di Quota 70 e allargamento dell'occupazione verso nord-est, al costo di diverse perdite).
Il reggimento mantenne tale posizionamento a contatto col nemico sul ciglione del Carso, fra Monte Sei Busi e Quota 70, sino al 22 Luglio 1916, quando i suoi reparti vennero sostituiti in linea dagli squadroni del Reggimento Genova Cavalleria (4°). Dopodichè, l'intero Reggimento Cavalleggeri Guide (19°) si trasferì verso il medio Isonzo, raggiungendo il settore tra Zagora e Plava nella notte del 24 luglio.
L'epigrafe in parola, al netto delle successive tracce lasciate dai mitraglieri, in origine risale al periodo di schieramento del I Gruppo Squadroni sulle posizioni di Monte Sei Busi-Vermegliano: dal 22 giugno al 22 luglio del 1916, come confermano sia le incisioni della targa in descrizione e delle vicine targhe di cui alle schede codd. 000312 e 000313, sia la pur più generica Relazione Ufficiale Italiana citata. Peculiare il fatto che i cavalleggeri qui non siano riusciti a completare la datazione della targa una volta giunta notizia del loro trasferimento verso altro settore, incidendo il mero numero "22" a significare la data del 22 luglio 1916, termine del proprio servizio nel settore.