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Monumento cimiteriale "ai 500 prodi" sepolti nella Dolina dei Cinquecento - Monte Sei Busi

Settore: Basso Isonzo - Carso

Codici

Codice
000287
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Lapide - Cimitero militare
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Gorizia / Gurize / Gorica
PVCC - Comune
Ronchi dei Legionari / Roncjis / Ronke
PVCL - Località principale
Monte Sei Busi
PVSL - Località specifica
Dolina dei Cinquecento
PVSE - Altra denominazione
Dolina dei Bersaglieri; Dolina del XV Bersaglieri
PVSO - Localizzazione attuale
Ricollocato (in museo/collezione/area monumentale)
PVSN - Nota localizzazione attuale

La lapide monumentale e alcuni altri elementi del monumento, fra cui una parte della scultura della Croce, si trovano in situ presso la Dolina dei Cinquecento, valorizzati nel contesto del Museo all'aperto Comprensorio difensivo della Dolina del XV Bersaglieri.

Il Volto del Cristo, raffigurazione sacra originariamente posizionata sulla scultura della Croce, è oggi conservato ed esposto al pubblico all'interno della Cappella del Sacrario di Redipuglia.

PVDD - Descrizione Dolina

Dolina Zappatori o Dolina dei Cinquecento

La Dolina Zappatori o Dolina dei Cinquecento si trova tra la Quota 89 di Redipuglia (estremità alta del Sacrario) e la Quota 118 del Monte Sei Busi, nell’ambito del Museo all'aperto Comprensorio difensivo della Dolina del XV Bersaglieri (gestito e manutenuto a cura della Pro Loco di Fogliano-Redipuglia Sentieri di Pace).

Il toponimo Dolina del 15° Bersaglieri risulta sia stato attribuito al luogo dal pioniere della ricerca epigrafica della Grande Guerra, Antonio Scrimali, con riferimento alla targa ivi censita (eseguita dalla Compagnia Zappatori del 15° Reggimento Bersaglieri - cfr. Scrimali Antonio, Scrimali Furio, op. cit.).

 

Durante il conflitto, l’Esercito italiano individuò la Dolina in oggetto col toponimo di Dolina Zappatori  (resa anche come Dolina degli Zappatori o Dolina dei Zappatori); seguì quello di Dolina dei Cinquecento (resa anche come Dolina dei 500), ispirato dall’inumazione in fossa comune delle salme di 500 militari, poi traslate al Sacrario di Redipuglia.

Si rivela diffusa anche la denominazione di Dolina della Morte, peraltro scritta con calligrafia autografa sul retro di una delle foto allegate alla presente scheda: tale denominazione, sebbene presente in un documento originale dell'epoca, apparirebbe equivoca in relazione alla prevalente cartografia militare italiana in uso nel 1916, ove la Dolina della Morte si trova 90 metri ad Est della Trincea Mazzoldi, pertanto circa 300 m ad Est della Dolina Zappatori in parola (cfr. rappresentazione Hillshade in allegato). Infine, dalla documentazione esaminata (conservata negli archivi privati citati in bibliografia) risulta adottato anche il toponimo di Dolina Barone. A conforto di tale osservazione, va detto che nella cartografia dei reparti e delle grandi unità che si sono succedute nel tratto di linea in questione, sia nei primi mesi del 1916 che in quelli successivi (inclusi i documenti e le mappe relativi ai lavori in corso nei primi mesi del 1917 per rafforzare l'arretrata Linea di San Martino), si menzionano almeno altre due doline denominate Della Morte oltre a quella sopracitata, entrambe site ben distanti dalla Dolina dei 500 o degli Zappatori in oggetto, a ovest e adiacenti alla Trincea Vaccheri.

 

La Dolina si trova lungo la Linea di San Martino (sistema difensivo arretrato - settima linea difensiva, all'ottobre del 1917 - organizzato dalla 3ᵃ Armata italiana fra il 1916 e il 1917, riutilizzando i preesistenti trinceramenti italiani e ribaltando quelli austro-ungarici che, fino all'agosto del 1916, avevano sostanziato le linee avanzate), è leggermente ovale con una larghezza est-ovest di 45 m. x 50 m. di lunghezza sul lato nord-sud, mentre i fianchi degradano per una profondità di 12 m. rispetto al piano percorso dai camminamenti di avvicinamento. Dopo la conquista italiana, avvenuta nell'1915 (molto verosimilmente nelle giornate del 21-22 ottobre, durante la III Battaglia dell'Isonzo), e fino all’avanzata oltre il Vallone dell’agosto del 1916, la Dolina venne utilizzata dal Regio Esercito come sede di posto di medicazione, situato a ridosso del fronte di combattimento e a poche centinaia di metri dalle trincee avanzate austro-ungariche. Nel periodo successivo e sino alla ritirata di Caporetto, nonostante l'area di contatto fra gli opposti eserciti si fosse trasferita diversi chilometri ad oriente, l'edificio del posto di medicazione continuò a esistere quale "Posto di Medicazione per la linea di S. Martino" e sottoposto a manutenzione, ancorché verosimilmente non presidiato con continuità, né con l'organico previsto (cfr. didascalia di un'immagine storica conservata presso l'Archivio privato di Roberto Todero), pronto ad essere attivato in caso di necessità.

Oltre al posto di medicazione e ad altre baracche, gli Zappatori del 15° Reggimento Bersaglieri scavarono (o quantomeno ampliarono) una caverna ad “U” affinché offrisse adeguata protezione dai cannoneggiamenti avversari. I lavori di scavo intercettarono una cavità naturale verticale. La caverna, censita al Catasto Speleologico Regionale FVG col numero 5824 CSR, è lunga 28 m. ed ha una profondità di 27,5 m. Si precisa che la parte artificiale della caverna ha un dislivello di 0,5 m., mentre il restante dislivello di 27 m. riguarda la cavità naturale. Alcuni scalini in cemento, originali dell’epoca bellica, permettono di uscire dalla caverna.

In aggiunta alla targa qui censita, al fregio del 15° Reggimento Bersaglieri (cfr. scheda cod. 000285) e alla vicina epigrafe riportante l’elenco degli ufficiali medici operanti in loco (cfr. scheda cod. 000286), il luogo conserva altri particolari: sugli scalini dell’ingresso occidentale della caverna, l’occhio attento riconosce un’impronta di scarpa chiodata e alcune linee graffiate nel cemento che rappresentano il tavoliere del gioco del tris (detto anche tria, mulino, filetto, ecc.); e le vestigia di un elemento cementizio individuato fra i resti del posto di medicazione riportano l'incisione impressa a rovescio "Terni 140", lasciata da una trave metallica (probabilmente acciaio) di rafforzamento della struttura prodotta, appunto, nelle industrie siderurgiche di Terni.

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Basso Isonzo - Carso
LTST - Toponimo storico località principale
Monte Sei Busi
LTPE - Altra denominazione
Monte delle Sei Buse; Sei Busi
LTSL - Toponimo storico località specifica
Dolina dei Cinquecento
LTSE - Altra denominazione
Dolina Barone; Dolina della Morte; Dolina Zappatori

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Artiglieria
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Pesante Campale
ESBZ - Specializzazione, Ripartizione specifica
Batterie Autocampali da 102
ESBR - Reggimento o unità equipollente
6° Reggimento Artiglieria da Fortezza
ESBB - Battaglione, Battaglione autonomo, Gruppo
I Gruppo Cannoni Pesanti Campali da 102
ESBC - Compagnia, Batteria, Squadrone, Centuria
2ª Batteria Autocampale da 102

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

Il monumento cimiteriale della Dolina dei Cinquecento, qui censito, è una testimonianza simbolica e di particolare interesse storico. Venne posto nell'ottobre del 1916 dagli artiglieri della 2ª Batteria Autocampale da 102, sopra una fossa comune in cui furono inumate le salme di cinquecento militari caduti nella zona circostante fra l'autunno del 1915 e l'agosto del 1916, traslate dalle sepolture sparse che via via avevano punteggiato gran parte della dolina e della più piccola, vicina, Dolina Negrotto (cfr. scheda cod. 000284). I cinquecento caduti in questo luogo tumulati ispirarono la toponomastica bellica italiana del periodo, tanto che la conca carsica che li accolse fu denominata Dolina dei Cinquecento.

 

In base a quanto risulta inciso nella lapide monumentale, coerente con quanto si apprende nelle fonti citate ed interamente noto in virtù di un'immagine storica conservata presso l'Archivio privato di Paolo Gropuzzo, i caduti qui sepolti appartenevano al 15° e 16° Reggimento Fanteria (Brigata Savona), al 123°e 124° Reggimento di Fanteria (Brigata Chieti), al 137° e 138° Reggimento di Fanteria (Brigata Barletta) e al 15° Reggimento Bersaglieri. Molti di loro perirono presso l'adiacente posto di medicazione, dove veniva trasportata e soccorsa la grande parte dei militari feriti in zona e bisognosi di cure immediate. Nel Primo Dopoguerra le cinquecento salme vennero provvisoriamente traslate presso il Cimitero degli Invitti della Terza Armata sul Colle di Sant'Elia e quindi definitivamente trasferite al Sacrario di Redipuglia, dove tuttora riposano.

 

Il monumento cimiteriale era formato da un tumulo di pietre carsiche ricavato in aiuola, in cui s'incastonava la lapide sovrastata dalla scultura, rappresentante la Croce con l'effigie del Volto del Cristo. La lapide, i resti del tumulo e parte della Croce permangono in situ. Il Volto del Cristo è invece esposto presso la Cappella del Sacrario di Redipuglia.

 

Meritano un approfondimento gli autori del monumento, rappresentanti di una specializzazione dell'Artiglieria Pesante Campale che durante la Grande Guerra presentava caratteri di indubbia innovazione, mobilità e potenza. Si tratta degli artiglieri della 2ª Batteria Autocampale da 102 (nella lapide denominata "2ª Batteria Automobile da 102"), reparto dotato di cannoni pesanti campali calibro 102 mm postati su autocarri ad hoc, chiamati anche "autocannoni". Nel secondo semestre del 1916, le batterie autocampali da 102 si contavano in numero di 16, per 64 pezzi totali. La 2ª Batteria Autocampale da 102 apparteneva al I Gruppo Cannoni Pesanti da 102, costituito il 20 novembre 1915 dal Centro di Mobilitazione del 6° Reggimento Artiglieria da Fortezza e giunto in zona di guerra nell'aprile del 1916.

 

Testimonia il Conte Andrea di Valmarana, Tenente assegnato al I Gruppo Cannoni Pesanti da 102 e quindi alla 3ª Batteria "Autocannoni": "Il 21 [marzo 1917, n.d.r.] con un tempo pessimo, freddo e piovoso, risalgo per la prima volta le pendici del Carso. Sulla destra e sulla sinistra della cattiva mulattiera il terreno ondulato coperto di sassi e di sterpi; qua e là, vicine e lontane, rozze croci su dei mucchi di pietre sopraelevati. Un'impressione di solitudine e di desolazione. Ogni tanto nel terreno c'è uno sprofondamento, una specie di catino naturale, la dolina, grande o piccola, più o meno profonda, dove ferve la vita. Vi sono costruite le baracche, i depositi, ci sono le sezioni di sanità della sussistenza, i cannoni in posizione, ecc., ecc. [...]". E riguardo agli autocannoni, aggiunge: "Sono cannoni da marina installati fissi a candeliere su chassis con motore SPA; un telaio sotto la macchina e due grandi vomeri inchiodano il pezzo al terreno quando è in posizione. Vi sono vari tipi di proiettili, la gittata massima è di 12 km ma un'ottima precisione si ha alla distanza di 8-9 km; il tiro è molto radente e si possono sparare vari colpi al minuto per pezzo in caso di bisogno. Ogni batteria è composta di quattro cannoni, quattro carri scorta per i serventi, dodici cassoni per munizioni, una diecina di camion, un carro officina, una vettura comando, due sidecar, quattro motociclette. L'organico è di un comandante, tre ufficiali, circa centosessanta uomini" (Di Valmarana Andrea, op. cit., pagg. 78-79). 

RENF - Fonte
Avsenak Vinko, Pallasmann Karl, Pascoli Marco, LUOGHI NASCOSTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE DALLE ALPI CARNICHE ALL'ADRIATICO, Edizioni Saisera, Malborghetto-Valbruna 2025.Di Valmarana Andrea, CON GLI AUTOCANNONI SUI FRONTI DELLA GRANDE GUERRA, a cura di Claudio Gattera, Gino Rossato Editore, Valdagno 2003.Documenti conservati presso l'Archivio privato di Mauro Ambrosi.Documenti conservati presso l'Archivio privato di Paolo Gropuzzo.Documenti conservati presso l'Archivio privato di Roberto Todero.https://catastogrotte.regione.fvg.it/scheda/5824-Grotta_del_15_Bersaglierihttps://eaglefvg.regione.fvg.ithttps://icadutidel carso.blogspot.comhttps://it.wikipedia.org/wiki/102/35_su_SPA_9000#Il_sistema_d.27armahttps://www.hungaricana.hu/en/https://www.riccardoravizza.com/index.php/articoli/prima-guerra-mondiale/126-la-dolina-dei-500Mantini Marco, Stok Silvo, I TRACCIATI DELLE TRINCEE SUL FRONTE DELL'ISONZO, III. LE ALTURE DI MONFALCONE, PARTE 1ᵃ, Gaspari Editore, Udine 2009.Mantini Marco, Stok Silvo, TRACCIATI DELLE TRINCEE SUL FRONTE DELL'ISONZO, III. LE ALTURE DI MONFALCONE, PARTE 2ᵃ, Gaspari Editore, Udine 2010.Mantini Marco, VIAGGIO NELL'ADE CARSICA. IL CIMITERO DEGLI INVITTI DELLA TERZA ARMATA SUL COLLE S. ELIA, Gaspari Editore, Udine 2023.Ministero della Guerra - Comando del C. di S. M. - Ufficio Storico, L'ESERCITO ITALIANO NELLA GRANDE GUERRA (1915 - 1918), VOLUME II, LE OPERAZIONI DEL 1915 (NARRAZIONE), Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1929.Ministero della Guerra - Comando del Corpo di S.M. - Ufficio Storico, L'ESERCITO ITALIANO NELLA GRANDE GUERRA (1915 - 1918), VOLUME III, LE OPERAZIONI DEL 1916, TOMO 3°, LA BATTAGLIA DI GORIZIA, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1937.Ministero della Guerra, RIASSUNTI STORICI DEI CORPI E COMANDI DELLA GUERRA 1915 - 1918, BERSAGLIERI, Libreria dello Stato, Roma 1929.Ministero della Guerra, RIASSUNTI STORICI DEI CORPI E COMANDI DELLA GUERRA 1915 - 1918, BRIGATE DI FANTERIA, Libreria dello Stato, Roma 1924 - 1929.Montù Carlo, STORIA DELLA ARTIGLIERIA ITALIANA, PARTE IV (DAL 1914 AL 1920), VOLUME IX, Roma 1943.Ö. B. H. K., ÖSTERREICH-UNGARNS LETZTER KRIEG 1914-1918, ZWEITER BAND, DAS KRIEGSJAHR 1915, ERSTER TEIL, u. d. l. v. Edmund Glaise-Horstenau, Verlag der Militärwissenschaftlichen Mitteilungen in Wien, 1930.Schaumann Walther, ISONZO, LÀ DOVE MORIRONO, Ghedina&Tassotti Editori, Bassano del Grappa 1990. Scrimali Antonio, Scrimali Furio, GRAFFITI E ISCRIZIONI DELLA GRANDE GUERRA, DAL CARSO ALLE ALPI GIULIE - CARNICHE, Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storico, Roma 2007.Scrimali Antonio, Scrimali Furio, IL CARSO DELLA GRANDE GUERRA LE TRINCEE RACCONTANO, REDIPUGLIA - MONTE S.MICHELE - MONTE SEI BUSI, Edizioni Lint, Trieste 1996 (Seconda Edizione).Stok Silvo, I TRACCIATI DELLE TRINCEE SUL FRONTE DELL'ISONZO, IV. LA PIANURA TRA TORRE E JUDRIO, Gaspari Editore, Udine 2011.www.sanitagrandeguerra.it
REVI - Data
1916/10/10

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSCT - Categoria
Artistica; Commemorativa; Data; Prevalentemente di reparto - Collettiva
LSII - Trascrizione testo graffito

Resti di Monumento a forma Croce latina

Volto del Cristo 

 

[...]

[...]6 ̲ͦ -123 ̲ͦ -124 ̲ͦ 

[...]13[...] REGG.ᵀᴼ FANTERIA

E DEL 15. ̲ͦ  REGGᵀᴼ BERSAGLIERI

CHE IN QUESTA DOLINA
RIPOSANO IL SONNO DELLA

GLORIA
------------
LA 2.ᴬ BATTERIA AUTOMOBILE
DA 102
QUESTO RICORDO POSE

LI10-10-16
Aivo[...]

 

Decorazione con motivo vegetale

LSIO - Trascrizione testo originale

Monumento a forma Croce latina con raffigurazione del Volto del Cristo

 

AI 500 PRODI

DEL 15 ̲ͦ -16 ̲ͦ -123 ̲ͦ -124 ̲ͦ 

137 ̲ͦ  138 ̲ͦ   REGG.ᵀᴼ FANTERIA

E DEL 15. ̲ͦ  REGGᵀᴼ BERSAGLIERI

CHE IN QUESTA DOLINA
RIPOSANO IL SONNO DELLA

GLORIA
------------
LA 2.ᴬ BATTERIA AUTOMOBILE
DA 102
QUESTO RICORDO POSE

LI10-10-16
Aivo[...]

 

Decorazione con motivo vegetale

LSIN - Interpretazione
Croce con Volto del Cristo

 

Ai 500 prodi del 16°, 16°, 123°, 124°, 137° e 138° Reggimento Fanteria

e del 15° Reggimento Bersaglieri

che in questa dolina riposano il sonno della gloria

la 2ª Batteria Automobile da 102 pose questo ricordo il 10 ottobre 1916 

Aivo[...] (Firma dell'autore)

LSIC - Tecnica di costruzione

Scultura

Incisione in cavo

Incisione in rilievo

LSIM - Materiali utilizzati

Cemento e stucco

Pietra

LSDM - Dimensioni
Molto grande (il monumento cimiteriale nel suo complesso era alto oltre 2 metri).

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Parzialmente danneggiato
STCO - Note

Con ogni probabilità, il monumento cimiteriale fu danneggiato durante le attività di riesumazione delle salme, avvenuta nel Primo Dopoguerra.

Ad oggi, la lapide è danneggiata in talune parti, ma quasi interamente leggibile; il Volto del Cristo, che pure ha subito delle fratture, è accuratamente conservato presso la Cappella del Sacrario di Redipuglia; della scultura raffigurante la Croce abbellita con pietruzze di quarzo, rimangono solo pochi resti in situ.

DO - Fonti e documenti di riferimento

BIB - Bibliografia che menziona il graffito
Fabi Lucio, Todero Roberto, ANDAR PER TRINCEE SUL CARSO TRIESTINO, GORIZIANO E SLOVENO, Transalpina Editrice, Trieste 2004.https://www.riccardoravizza.com/index.php/articoli/prima-guerra-mondiale/126-la-dolina-dei-500Mantini Marco, IL RACCONTO DEI SEGNI DELLA GRANDE GUERRA - ALLA SCOPERTA DEL PATRIMONIO NASCOSTO LUNGO L'ISONZO DA MONFALCONE A PLEZZO, Gaspari Editore, Udine 2007.Quotidiano IL PICCOLO, numero del 3 febbraio 2016.Scrimali Antonio, Scrimali Furio, GRAFFITI E ISCRIZIONI DELLA GRANDE GUERRA, DAL CARSO ALLE ALPI GIULIE - CARNICHE, Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storico, Roma 2007.Scrimali Antonio, Scrimali Furio, IL CARSO DELLA GRANDE GUERRA LE TRINCEE RACCONTANO, REDIPUGLIA - MONTE S.MICHELE - MONTE SEI BUSI, Edizioni Lint, Trieste 1996 (Seconda Edizione).

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
Foto diValdina Bin
Foto diGuglielmo Esposito
Foto diAntonio Scrimali, Furio Scrimali
RitrovamentoMario Bin11/03/1998
Foto diMarco Mantini14/11/2001
RitrovamentoGiorgio Cian, Lucio Fabi, Marco Mantini, Silvo Stok24/11/2001
Foto diMarco Pascoli14/01/2014
RilevamentoAldo Pascoli, Marco Pascoli14/01/2014
InserimentoMarco Pascoli, Giorgio Pisaniello17/07/2014
Foto diSergio Cassia18/04/2015
Foto diSergio Cassia14/11/2020
Foto diMarco Pascoli25/03/2024
AggiornamentoMarco Pascoli28/12/2025
Notizia storicaMauro Ambrosi, Guglielmo Esposito, Paolo Gropuzzo, Marco Mantini, Marco Pascoli, Giorgio Pisaniello, Roberto Todero28/12/2025

AN - Annotazioni

OSS - Osservazioni

La lapide è stata rinvenuta il 24 novembre 2001 (secondo la testimonianza, anche fotografica, di Marco Mantini, uno dei ritrovatori) durante la prima ripulitura della dolina a fine turistico-culturale, da parte delle persone menzionate nell'apposito campo (soci del Gruppo Ricerche Studi Grande Guerra della SAG di Trieste, all'epoca guidato da Antonio Scrimali). Dalla citata testimonianza, risulta che la prima persona ad avere notato l'importante testimonianza sia stata Silvo Stok.

 

Il Volto del Cristo venne reperito nel 1993 da Mario Bin, che da giovanissimo, negli anni '30, era stato "incaricato di dipingere i nomi dei caduti in quelle zone che il padre [scalpellino] aveva inciso nel Cimitero militare del Colle di Sant'Elia" (cfr.: https://www.riccardoravizza.com/index.php/articoli/prima-guerra-mondiale/126-la-dolina-dei-500). Bin comunicò ad Antonio Scrimali il ritrovamento, che contribuì a presentarlo alla Direzione del Sacrario di Redipuglia. Nel 1995 la raffigurazione sacra venne esposta presso la Cappella del Sacrario, dove, non senza alcune curiose contestazioni circa la sua autenticità, tuttora è conservata ed esposta al pubblico.

Gallery

  • a. La lapide del monumento cimiteriale "ai 500 prodi" sepolti nella Dolina dei Cinquecento
  • b. La lapide monumentale
  • c. Le vestigia del monumento cimiteriale presenti in dolina; oltre alla lapide, si nota l'elemento scultoreo della Croce impreziosito da pietruzze quarzose di colore rosseggiante
  • d. La lapide monumentale, poco distante dai resti del posto di medicazione del 15° Reggimento Bersaglieri
  • e. Le vestigia del monumento cimiteriale esistenti al centro della dolina
  • f. Le vestigia del monumento cimiteriale esistenti al centro della dolina
  • g. La lapide monumentale non evidenziata
  • h. La Dolina dei Cinquecento
  • i. La lapide monumentale al momento del ritrovamento, nel 2001
  • j. La lapide monumentale al momento del ritrovamento, nel 2001
  • k. La lapide monumentale dopo una prima evidenziazione, nel 2001
  • l. Il Volto del Cristo in dolina, nel periodo del ritrovamento durante gli anni '90 (foto Antonio Scrimali, Furio Scrimali)
  • m. Il Volto del Cristo affiancato dal ritrovatore Mario Bin, presso la Cappella del Sacrario di Redipuglia (foto Valdina Bin)
  • n. Il Volto del Cristo presso la Cappella del Sacrario di Redipuglia, nel 2014
  • o. Particolare del Volto del Cristo, esposto presso la Cappella del Sacrario di Redipuglia
  • p. Particolare del Volto del Cristo, esposto presso la Cappella del Sacrario di Redipuglia
  • q. Particolare del Volto del Cristo, esposto presso la Cappella del Sacrario di Redipuglia
  • qs. Il cimitero presso la Dolina dei Cinquecento, prima della costruzione del monumento "ai 500 prodi" (Archivio Pro Loco Fogliano-Redipuglia, cortesia Paolo Gropuzzo)
  • r. La Dolina dei Cinquecento nel marzo del 1917 (Archivio privato Paolo Gropuzzo, Archivio privato Roberto Todero)
  • s. Il monumento cimiteriale nel marzo del 1917; si distinguono chiaramente la lapide, la scultura della Croce e il Volto del Cristo (Archivio privato Paolo Gropuzzo, Archivio privato Roberto Todero)
  • t. Il monumento cimiteriale in primo piano; la didascalia sul retro della foto recita: "Dolina della Morte, Sei Busi, 1917" (Archivio privato Paolo Gropuzzo)
  • u. Articolo de "Il Piccolo", 3 febbraio 2016, circa il reperimento di un'importante testimonianza fotografica storica inerente al monumento cimiteriale (Archivio privato Marco Mantini)
  • v. Un "autocannone" da 102 (Archivio privato Roberto Todero - fondo Famiglia Bestagni)
  • z. Una batteria "autocannoni" da 102, appartenente al III Gruppo (Archivio privato Roberto Todero - fondo Famiglia Bestagni)
PROGETTO SOVRACOMUNALE “PIANO INTEGRATO PER LA REALIZZAZIONE DEL PARCO INTERNAZIONALE DELLA MEMORIA-PIM” [--Hlk167891930--] INTERVENTO DENOMINATO “ZONA MONUMENTALE STORICA RONCHI DEI LEGIONARI” [CUP G87B23000060002]

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