Iscrizione situata su un'irregolare cornice in malta che verosimilmente sosteneva una targa asportata in tempi remoti, probabilmente deputata a denominare o altrimenti a individuare la derivazione orientale del Camminamento del Valloncello Settentrionale di Vermegliano, la quale percorreva il fondo della parte alta della depressione. Difatti, l'oggetto in censimento si trova posizionato presso il punto di immissione del detto camminamento nella trincea che, fra la seconda metà del luglio del 1915 (Seconda Battaglia dell'Isonzo, fase che portò alla conquista italiana della posizione) e la prima decade dell'agosto del 1916 (Sesta Battaglia dell'Isonzo, evento a cui conseguì la progressione italiana per alcuni chilometri nell'entroterra carsico fin oltre il Vallone), costituì l'asse fondamentale del sistema difensivo avanzato tenuto dal Regio Esercito sulle Alture di Vermegliano; e che, nei successivi mesi bellici fino alla "ritirata di Caporetto" di fine ottobre 1917, venne integrata nella Linea di San Martino, ossia il settimo sistema difensivo arretrato apprestato dalle forze della 3ª Armata sul Carso.
Sebbene si dimostri analoga per funzione e anno di costruzione, lo stile costruttivo della cornice appare sensibilmente diverso da quelle delle pur vicine testimonianze censite alle schede codd. 001683 e 002923, pertanto non si ritiene di presumere la coincidenza della paternità in termini di soggetto autore.
L'iscrizione in censimento riporta l'anno 1916, il nominativo del militare Ettore Paini e l'indicazione del Comune di provenienza: Nova (quasi certamente Nova Milanese) o Novara (in tal caso, le ultime due lettere "ra" non sono state incise o sono andate perse). Si noti che il cognome Paini è particolarmente diffuso in Lombardia ed Emilia Romagna, pur risultando presente in modo significativo presso diverse altre regioni del Settentrione e del Centro Italia.
Un riscontro attinente al testo del graffito è quello offerto dall'Anagrafica dei Decorati al Valor Militare tenuta dall'Istituto del Nastro Azzurro, cit, che indica "Ettore Paini, da Novara (frazione Bicocca), soldato, n. 33333 matricola" come assegnatario di una Medaglia di Bronzo al Valor Militare, meritata quando serviva nei ranghi del 7° Reggimento Fanteria Brigata Cuneo durante la Guerra Italo-Turca, in Cirenaica (Libia), con la seguente motivazione: "In combattimento dava lodevole esempio di slancio e di coraggio. Derna, 27 dicembre 1911".
Ulteriore collegamento, forse più distante dall'iscrizione in censimento ma meritevole di essere riferito, emerge nell'Albo d'Oro dei militari italiani caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918, di cui al citato sito www.graffitidiguerra.it, laddove identifica il nominativo di Ettore Paini, figlio di Giuseppe, Classe 1895, proveniente da Colorno (Parma), in forza al 56° Reggimento Fanteria della Brigata Marche, fra i militari dispersi poi riconosciuti come caduti in combattimento nella giornata dell'8 agosto 1916, sul Carso. Secondo i citati Riassunti Storici, la Brigata Marche, in quei giorni della Sesta Battaglia dell'Isonzo, operava sulle vicine Alture di Monfalcone, mentre nei mesi immediatamente precedenti reparti del 56° Reggimento Fanteria si erano trovati presenti a Staranzano e nell'adiacente settore delle Alture di Selz - Quota 70, dopo essere rientrati dall'Albania.