L'iscrizione presenta l'indicazione della 8ª Compagnia del 2° Reggimento Genio Zappatori, affiancata alla data dell'11 febbraio 1916, incisa lungo la trincea rafforzata in cemento che, fra l'estate del 1915 e l'agosto 1916, costituiva l'asse fortificatorio principale del sistema difensivo italiano di prima linea fra il Monte Sei Busi e le Alture di Vermegliano.
Fra il 1915 e il 1917 risulta documentato l'impiego di innumerevoli compagnie organicamente appartenenti ai due reggimenti del Genio Zappatori sul teatro carsico.
Specificamente, nei primi mesi del 1916, l'8ª Compagnia Zappatori del 2° Reggimento Genio operò nel settore delle Alture di Vermegliano-Cave di Selz, a disposizione della 16ª Divisione (VII Corpo d'Armata).
Circa le sue azioni in zona durante la Quinta Battaglia dell'Isonzo, L'Arma del Genio nella Grande Guerra 1915-1918, op. cit., ricorda "che nella notte sul 12 marzo 1916 per opera di 25 zappatori guidati da due ufficiali [la compagnia] fece brillare tredici tubi di gelatina nei reticolati nemici, aprendovi brecce per l'assalto, e nelle notte successiva ripeté l'operazione facendo brillare altri dieci tubi con felice risultato. Senonché in quel primo periodo della battaglia l'azione fu sospesa per il maltempo e per la mancata preparazione di fuoco dell'artiglieria e fu ripresa nei giorni fra il 26 ed il 29 marzo per opera soprattutto della 14ª Divisione, che aveva sostituito la 16ª e che attaccò col 18° reggimento fanteria la Trincea a Zeta [sulle alture antistanti alle Cave di Selz, n.d.r.] riuscendo a conquistarla dopo tenace lotta durata fino al 29 marzo".
Rispetto al precedente mese di febbraio del 1916, invece, sono proprio l'iscrizione in censimento e quella vicina di cui alla scheda cod. 000310 a eternare l'impegno espresso dai genieri dell'8ª Compagnia nelle opere di rafforzamento del sistema trincerato italiano di prima linea sulle Alture di Vermegliano.
Le difficoltà e l'entità dei lavori di fortificazione eseguiti, a contatto con le forze avversarie, da parte dei militari del genio durante la prima stagione fredda della guerra appaiono ben sintetizzate dall'op. cit., che evidenzia: "Sul fronte dell'Isonzo fu particolarmente grave il compito dei reparti del genio in quell'inverno; gravissimo sul Carso ove la difficoltà di ottenere riparo nell'aspro terreno, si accompagnava alla mancanza di copertura ed al rigore del clima. Ivi, pur nelle pause delle grandi azioni, diuturna dovette essere l'opera dai genieri svolta a pro' dei reparti delle armi sorelle sotto l'imperversare del tiro nemico[...]".
Le compagnie zappatori del Genio erano reparti particolarmente specializzati nella costruzione delle fortificazioni, nella demolizione dei reticolati avversari, nella strutturazione dei ricoveri e in altre attività tecniche da compiersi in presenza del nemico, quindi nel territorio delle operazioni (sebbene i genieri siano stati impiegati diffusamente anche in retrovia). Di solito, dette compagnie venivano posti alle dirette dipendenze tattiche dei comandi di grande unità (divisione, corpo d'armata, armata), che ne determinavano l'utilizzo a seconda delle esigenze, spesso diversificando gli incarichi in ragione di singoli plotoni, drappelli o nuclei pur appartenenti alla stessa compagnia.
Si noti come, nell'iscrizione in oggetto, la numerazione delle compagnie sia quella precedente alla riforma ordinativa dell'aprile 1916, che attribuì a tutte le compagnie zappatori del 2° Reggimento Genio ordinativi compresi fra il numero 101 e il numero 261. Difatti, l'8ª Compagnia Zappatori assunse la denominazione di 108ª Compagnia Zappatori circa due mesi dopo la realizzazione della testimonianza epigrafica in oggetto.