L'iscrizione in censimento, mai rinvenuta e nota solo mercé l'immagine allegata risalente al luglio del 1916, denominava un camminamento italiano in modo goliardico e celebrativo: Camminata 13° Reggimento Fanteria. Difatti, la parola Camminata richiama l'idea della promenade, ossia di un facile cammino panoramico, che nel contesto bellico del Carso assume una necessaria valenza goliardica; invece, il riferimento al 13° Reggimento Fanteria della Brigata Pinerolo appare celebrativo del valore e delle gesta di tale unità, protagonista dei combattimenti nel settore fra il 1915 e il 1916.
Verosimilmente, l'iscrizione è stata tracciata nella primavera-inizio estate del 1916 dagli stessi fanti del 13° Reggimento Fanteria, lungo quello che nelle cartografie dell'epoca appare denominato Camminamento Pinerolo, oppure presso una sua derivazione. Tale camminamento, ancora oggi esattamente identificabile sul terreno, collegava una delle cave presso l'abitato di Vermegliano con le fortificazioni di prima linea tracciate dagli italiani sul sovrastante ciglione del Monte Sei Busi: per le forze del Regio Esercito schierate nel settore, rappresentava una via di afflusso e deflusso protetta di notevole valore tattico.
Si noti come uno degli ufficiali di cavalleria fotografati nel luglio del 1916 dinnanzi all'iscrizione sia il Capitano Alessandro Grisi, citato in una vicina targa che denomina un elemento fortificato avanzato (la Lunetta Grisi - cfr. scheda cod. 001144).
Le fanterie della Brigata Pinerolo, reclutate nei distretti di Aquila (città sede del deposito del 13° Reggimento Fanteria), Brescia, Caltanisetta, Frosinone, Genova, Novara, Padova e Verona (con il procedere della guerra, probabilmente anche nel distretto di Foggia dove aveva sede il deposito del 14° Reggimento Fanteria), operarono con gravi perdite ed encomiabile valore nei settori di Monte Sei Busi-Vermegliano e delle Alture di Selz sin dalle prime battaglie dell'estate del 1915. L'epopea di cui furono protagoniste sul Carso, sul Piave e sull'Altopiano di Asiago durante l'intero periodo del conflitto venne premiata con la Medaglia d'Oro al Valor Militare, assegnata alle bandiere di entrambi i reggimenti (13° e 14° Fanteria) che formavano la brigata; tanta gloria costò al 13° Reggimento 83 morti, 214 feriti e 17 dispersi fra gli ufficiali - 1.397 morti, 7.055 feriti e 1.858 dispersi fra i militari di truppa; al 14° Reggimento 76 morti, 205 feriti e 67 dispersi fra gli ufficiali - 1.402 morti, 6.802 feriti e 2.820 dispersi fra i militari di truppa. "Sempre più avanti, sempre più alto" era il motto di entrambi i reggimenti.
Dal 19 marzo al 14 luglio del 1916 le truppe della Brigata Pinerolo presidiarono le difficili linee del ciglione carsico nel "Sottosettore Ronchi - Vermegliano - q. 70", respingendo diversi attacchi nemici ed esprimendo violente azioni tattiche di valenza dimostrativa e tattica.
Durante tale periodo il 13° Reggimento Fanteria, comandato dal Colonnello Luigi Molina, perse complessivamente oltre un migliaio di uomini, fra ufficiali e militari di truppa caduti, feriti o dispersi.