Il Monte Parmesan è un piccolo rilievo situato nella parte alta della Vallarsa, sulla sinistra Leno, tra gli abitati di Obra e Riva, dominante la vallata all'altezza di Parrocchia.
L’altura, già oggetto di lavori di sistemazione da parte dell'Esercito austro-ungarico prima dello scoppio del conflitto, venne occupata, insieme al resto del fondovalle, il 24 maggio 1915 dai fanti dell’80° Reggimento della Brigata Roma e dagli alpini del Battaglione Vicenza, senza incontrare resistenza degli Imperiali, già ritiratisi dalla Vallarsa.
Concluso il “primo sbalzo offensivo” con il raggiungimento della linea Zugna-Torta - Matassone - Forte di Pozzacchio – Spil - Testo - Col Santo, il Parmesan, in posizione arretrata, non fu fortificato.
Iniziata l’Offensiva di Primavera (c.d. Strafexpedition), il Parmesan venne prima attaccato il 28 maggio 1916 e quindi conquistato il 30 maggio dagli uomini del K.K. Landesschützen Regiment Nr. 2, nel contesto delle operazioni contro Passo Buole.
Il 5 giugno seguente reparti della Brigata Roma attaccarono il rilievo, ma vennero respinti dalle mitragliatrici austro-ungariche, perdendo 9 ufficiali e 157 fanti del I Battaglione dell’80° Reggimento Fanteria, comandato dal Maggiore Urangia Tazzoli. Nonostante le successive sanguinose azioni dei fanti delle Brigate Roma e Puglie contro la linea austro-ungarica lungo il fianco di Cima Mezzana (Rio Romini - Parmesan), il colle venne definitivamente riconquistato solo il 24 giugno.
In seguito al ritiro degli Austro-Ungarici sulla Winterstellung, il Parmesan venne interessato da notevoli lavori (dei quali è anche ricordo nella presente epigrafe), con la costruzione di una cannoniera (cfr. allegata documentazione del Comando del Genio del V Corpo d'Armata), postazioni per mitragliatrici, gallerie e camminamenti, realizzando così un forte caposaldo dominante sull'alta Vallarsa.
La targa qui censita compare all'ingresso della cannoniera incavernata e contiene la notevole dedica dell'opera alla "più grande Italia" e alla "giovine Europa", entrambe risanate dalla "piaga tedesca" (con ciò testimoniando l'idea - diffusa tra fine '800 e inizio '900 - che l'elemento etnico tedesco, costituito nella Germania imperiale e dominante in Austria-Ungheria, fosse il principale ostacolo e la costante minaccia alla libertà dei popoli europei).
L'opera delle Centurie Lavoratori per la realizzazione di opere a servizio della linea di massima resistenza italiana - anche impegnate in specifiche aree di lavoro (come il qui ricordato "Cantiere Speccheri" o il "Cantiere Piano"; cfr. schede codd. 002760) - è altresì ricordata da epigrafi relative alla riparazione del Ponte delle Catene a Speccheri (cfr. codd. 002492, 002493 e 003664) o alla la costruzione/manutenzione della camionabile Speccheri-Piano (cfr. scheda cod. 002495).
In generale, le Centurie Lavoratori vennero concepite a fine gennaio 1916 come reparti addetti al lavoro, formati da 100 militari (da cui la denominazione) e comandati da ufficiali del genio di milizia territoriale, possibilmente laureati in ingegneria. Le prime Centurie Lavoratori si costituirono nel febbraio del 1916, con i soldati della terza categoria della Classe 1881, di professione sterratori, falegnami, muratori e affini. Le notevoli esigenze di manodopera favorirono un rapido sviluppo e un grande incremento delle Centurie Lavoratori. Per completarne gli organici, già dall'aprile del 1916 si impiegarono uomini appartenenti a categorie e classi diverse da quelle anzidette, pur scelti fra il personale non idoneo o poco atto alle fatiche di guerra di tutte le classi e categorie, già riformato, di classi anziana, di terza categoria oppure presente presso i battaglioni di Milizia Territoriale dislocati in Paese e avente attitudine ai lavori di terrazziere e manovale. Le Centurie Lavoratori venivano formate e alimentate dai distretti militari/di reclutamento o dai depositi reggimentali di varie Armi. Sovente, risultavano amministrate dalle compagnie del Genio a cui venivano aggregate e distribuite sul fronte direttamente dal Comando d'Armata o di Corpo d'Armata autonomo, a seconda delle necessità. Alla fine del 1916 risultavano costituite 821 Centurie Lavoratori, tutte dislocate nella zona di guerra per attendere a lavori di difesa e lavori infrastrutturali.