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Targa "Osservatorio Marocco" - Cornuda

Settore: Monte Grappa

Codici

Codice
001086
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Veneto
PVCP - Provincia
Treviso
PVCC - Comune
Cornuda
PVCL - Località principale
Monte Sulder
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Monte Grappa

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica
Le numerose batterie schierate sui Colli asolani erano guidate da diversi osservatori d’artiglieria che impartivano coordinate di tiro per colpire le linee austriache tra Vidor e Valdobbiadene. presso uno di questi osservatori. L’osservatorio Marocco assieme al Bengasi, Derna, Tripoli e Tunisi costituivano la rete degli osservatori tattici che coprivano tutto il settore del Comando dell’artiglieria del XXVII Corpo d’armata. Tali osservatori si dislocavano dai Colli asolani fino al Montello. La costruzione dell'osservatorio Marocco è stata eseguita dopo Caporetto come dimostra la data MCMXVIII impressa sulla lapide posta all'interno e il nome Marocco sia da attribuire al generale Antonio Marocco, comandante del Genio della 5ª armata dal 27 dicembre 1917. L'11 marzo 1918 arriva l'ordine di trasferimento al 27° corpo d'armata. Dovrà sostituire il 12° corpo d'armata francese nella zona dei colli Asolani con giurisdizione, lungo la linea del Piave, da Pederobba alla località antistante la presa 10 nord. Nei giorni seguenti il comando del 27° corpo si insedia a Villa Clelia a Casella d'Asolo, mentre il comando d'artiglieria presso Villa Rinaldi. In linea vengono dislocate due divisioni: la 66ª tra Pederobba e Rivasecca e la 51ª tra Rivasecca e la presa 10 nord. A metà luglio il territorio di competenza sarà spostato fino alla presa 8 nord. Il 12 il colonnello Mario Carpinteri con il comando del Genio si trasferisce da Vigardolo (VI) a Crespignaga in casa dell'ingegnere Luigi Bolzon. Si reca poi a Maser presso il comando del 35° battaglione zappatori per conferire sui lavori da porsi al battaglione stesso e riceve dal colonnello del genio del 12° corpo francese la consegna dei carteggi dei lavori eseguiti in precedenza. Successivamente il comandante del genio si reca in ricognizione nella località di monte Fagarè in compagnia del comandante del 35° battaglione. Durante il mese di aprile il colonnello Carpinteri esegue vari sopralluoghi tra Asolo, Alert, Forner, Rech, Era Grande, Mura Bastia. Viene intuito dal comando del 27° corpo la necessità di poter avere dei posti per l'osservazione del nemico più ad est di monte Collalto e viene individuata a monte Sùlder la posizione ideale a tale scopo. I lavori per l'osservazione e la fortificazione riguarderanno non solo la cima ma pure vari pendii e costoni posti in prossimità del monte. Il 4 maggio il comandante del genio si reca in visita ai lavori del costruendo osservatorio a monte Sùlder. Il 6 e il 10 vi ritorna con il maggiore Messina, poi il 12 e il 14. L'osservatorio, vista l'importanza strategica di posizione, viene considerato “osservatorio di corpo d'armata”. Il 15 il s.tenente Tullio Testa ha il compito di riconoscere la linea che da monte Sùlder scende per la valle di San Lorenzo. Il 24 maggio il tenente Luigi De Colle continua i lavori dell'osservatorio. Da questa posizione, durante la battaglia del Solstizio e fino alla fine del conflitto, le truppe italiane poterono controllare i movimenti del nemico oltre il Piave, costituendo una spina nel fianco all'esercito austro-ungarico. Il 1° ottobre il comandante del genio si reca in visita alle caverne e alle gallerie di monte Sùlder per rilevarne la capacità in uomini e l'efficienza delle difese contro i gas. L'osservatorio sarà additato dal comando nemico come una delle cause maggiori della loro sconfitta finale. Si accedeva all'osservatorio attraverso un camminamento lungo una decina di metri presumibilmente di tipo a blindatura leggera come in uso durante il conflitto in molti camminamenti coperti. Un ricovero di sicurezza era stato costruito nelle immediate vicinanze. La teleferica, che partiva dalla località Castello Cigotto (Muliparte di Maser) e saliva a monte Sùlder, contribuì al trasporto dei materiali occorrenti alla costruzione delle varie opere dislocate sulla cima e nei pressi dell'altura.
REVI - Data
1918/00/00

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSII - Trascrizione testo graffito
Osservatorio Marocco
LSIO - Trascrizione testo originale
Osservatorio Marocco
LSTI - Traduzione in italiano
Osservatorio Marocco
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Cemento

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Integro

DO - Fonti e documenti di riferimento

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
RilevamentoDiego Franchetti11/04/2018
Foto diDiego Franchetti23/05/2019
InserimentoGiorgio Pisaniello28/01/2022

AN - Annotazioni

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