Targa incompiuta o ripianata, presente all'interno della trincea in cemento che, fra l'ultima decade del luglio 1915 (Seconda Battaglia dell'Isonzo, fase che portò alla conquista italiana della posizione) e la prima decade dell'agosto 1916 (Sesta Battaglia dell'Isonzo, evento a cui conseguì la progressione italiana per alcuni chilometri nell'entroterra carsico), costituì l'asse fondamentale del sistema trincerato avanzato tenuto dal Regio Esercito lungo il ciglione che del Monte Sei Busi digrada verso le Alture di Vermegliano. Trincea che successivamente, dall'agosto del 1916 fino alla ritirata italiana conseguita allo sfondamento austro-tedesco di Caporetto (scattata sul Carso il 27 ottobre del 1917), venne inglobata in quello che nel 1917 rappresentava il settimo sistema fortificato arretrato della 3ª Armata, ossia laLinea di San Martino.
Lo specchio della targa presente un'unica assai piccola incisione avente ad oggetto il numero 131, affiancato da alcuni tratti non inequivocabilmente decifrabili. Osservando l'elemento epigrafico, appare verosimile che il minuto graffito del "131" non rappresentasse il contenuto per cui originariamente si era predisposto il ben più ampio supporto costituito dalla targa,
Al riscontro storico, l'incisione dell'ordinamento numerico può alludere al 131° Reggimento Fanteria della Brigata Lazio, le cui truppe operarono nel settore del Basso Isonzo-Carso dall'estate del 1915 al febbraio del 1917, sostenendo duri impegni operativi e gravi perdite; il loro valore addusse alle bandiere del 131° e del 132° Reggimento Fanteria la Medaglia d'Argento al Valor Militare. Secondo i "Riassunti" citati in fonte, dopo quasi un anno di schieramento nel settore di Lucinico e soprattutto del Monte San Michele, il 131° Reggimento Fanteria della Brigata Lazio dislocò proprio reparti "sulle posizioni di Begliano-Ronchi-Staranzano" a fine giugno-inizio luglio 1916, quando sulle alture delle Cave di Selz cadde, fra gli altri, il Sottotenente Carlo Buccarella da Salonicco, volontario di guerra e decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare. Dal 24 luglio al 12 agosto 1916, il reggimento sostenne violenti attacchi nella regione di Quota 70, del Cosich e del Debeli, infine conquistati nel contesto della Sesta Battaglia dell'Isonzo. Di seguito e fino a tutto settembre 1916, i suoi reparti contribuirono a raffrozare le posizioni espugnate, partecipando agli attacchi contro la Q. 144 durante la Settima Battaglia dell'Isonzo. Il 2 novembre 1916 l'intera Brigata Lazio venne "trasportata in auto carri a Vermegliano, da dove il 131° col comando di brigata si reca a Palchisce", per poi partecipare alle azioni autunnali sulle alture oltre il Vallone. infine, nei mesi invernali fino al 10 febbraio 1917, i due reggimenti della brigata alternarono periodi di riposo fra Doberdò, Fogliano e Villesse e altre località poste nelle retrovie della 3ª Armata.
Raffrontando gli elementi storici sopra delineati, si può quindi ritenere che la targa sia stata realizzata nel giugno-luglio 1916, in contesto di prima linea. Forse, in origine venne affissa da militari appartenenti a compagini diverse rispetto al 131° Reggimento Fanteria (facile pensare alle vicine notevoli targhe poste da militari del Reggimento Genova Cavalleria (4°) e del Reggimento Cavalleggeri Guide (19°), alcune delle quali presentano evidenti segni di cancellazione). A targa incompiuta o ripianata per motivi noti,un fante del 131° Reggimento Fanteria può aver velocemente inciso l'ordinativo "131", giunto fino ai giorni nostri.