Il Catasto dei Graffiti della Grande Guerra
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Targa "II B B" - Monte Debeli
Settore: Basso Isonzo - Carso
Codici
Codice
000485
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna
OG - Oggetto
OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
OGTE - Epoca origine
Bellica
LC - Localizzazione
PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Gorizia / Gurize / Gorica
PVCC - Comune
Doberdò del Lago / Doberdob
PVCL - Località principale
Monte Debeli
PVSO - Localizzazione attuale
In situ
LS - Localizzazione storica
LTSS - Settore
Basso Isonzo - Carso
LTST - Toponimo storico località principale
Dolina Balbo / Quota 113
AU - Autore
ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Artiglieria
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Bombardieri
ESBZ - Specializzazione, Ripartizione specifica
Bombarde da 240 L
ESBR - Reggimento o unità equipollente
2° Raggruppamento Bombarde
ESBB - Battaglione, Battaglione autonomo, Gruppo
II Gruppo Bombarde
ESBC - Compagnia, Batteria, Squadrone, Centuria
2ª Batteria Bombarde da 240 L
RE - Notizie storiche
RENN - Notizia storica
L'epigrafe è collocata sui resti di una costruzione nella parte settentrionale della Dolina Balbo, sede di comandi di Brigata, Reggimenti e Battaglioni, di una Sezione di Sanità, di una postazione di artiglieria, oltre che di un cimitero.
Il Corpo dei Bombardieri del Re fu un corpo del Regio Esercito, predisposto per l'uso delle bombarde, istituito nel 1916 e sciolto nel 1919, affiliato all'arma dell'artiglieria svolse il servizio nella prima guerra mondiale. Nel settembre 1915, a Cirié fu creato il primo centro istruzione lanciabombe, dove furono addestrati 900 artiglieri all'uso delle bombarde. Già ad ottobre furono inviate al fronte, con la 2ª e 3ª armata, 34 squadre addestrate all'uso dei lanciabombe Maggiora e le bombarde 58 A. Il 17 novembre 1915 il Comando Supremo istituì la Scuola di Tiro per Bombardieri che venne localizzata a Susegana. Nel 1916 il lanciabombe Maggiora venne abbandonato per i numerosi difetti di funzionamento. Nel febbraio del 1916 fu istituito il corpo dei bombardieri, specialità di Artiglieria dal Ministero della Guerra, Vittorio Italico Zupelli, era prevista la mobilitazione di quasi 30.000 uomini, di cui 900 ufficiali, per la formazione del corpo. Contestualmente nacque il Deposito dei Bombardieri situato a Nervesa (TV), ad opera di Arnaldo Lambertini. Per la primavera del 1916 il comando supremo richiedeva in linea 100 batterie da 12 pezzi ciascuna, per questo si richiedeva l'acquisizione di 2000 bombarde, di cui la maggioranza, oltre mille, da 58 A e B. Una batteria, composta da 12 bombarde leggere da 58 o 50, aveva un equipaggio di 5 ufficiali, 125 soldati, 42 cavalli, 14 carri, 24 carrette ed una bicicletta. I soldati inquadrati nel nuovo corpo avrebbero ricevuto la divisa dell'artiglieria da fortezza con un nuovo fregio e distintivo omerale ed il fucile Vetterli-Vitali Mod. 1870/87. Alla fine di febbraio uscì dalla scuola di Susegana il 1º Gruppo Bombardieri che si schierò con la 3ª Armata. Alla quinta battaglia dell'Isonzo parteciparono quattro gruppi di bombardieri con sole 13 batterie, sulle 100 richieste dal comando supremo. Nella sesta battaglia dell'Isonzo ci fu il primo impiego in massa delle bombarde con 38 gruppi schierati forti di 164 batterie, che lanciarono 35.0000 proietti. Nella battaglia, che costò al corpo dei bombardieri il 18% tra morti e feriti, cadde il primo decorato con la medaglia d'oro del corpo dei Bombardieri, il capitano Filippo Zuccarello.
Nelle tre successive battaglie dell'Isonzo, non si ripeterono i successi delle bombarde contro le difese austro-ungariche di Gorizia, le contromisure avversarie e la scarsa preparazione concessa prima degli attacchi ridussero grandemente l'efficacia delle bombarde. Alla fine del 1916, grazie alla richiesta del comandante della scuola bombardieri, il Re concesse la denominazione "Corpo dei Bombardieri del Re". Nel maggio del 1917 vennero drasticamente ridotto il numero dei carriaggi a disposizione di ogni batteria, questa decisione ebbe gravi conseguenze al momento della ritirata di Caporetto.
Nella decima battaglia dell'Isonzo furono schierate 1.070 bombarde di cui 58 batterie pesanti da 240 e 43 leggere da 58 e Van Deuren, comandate da 6 comandi di raggruppamento. Nella prima offensiva parteciparono 10.900 bombardieri. L'undicesima battaglia dell'Isonzo vide la massima espansione dell'uso delle bombarde, superiore a quello delle grandi battaglie sul fronte francese, 2 batterie da 400, 128 da 240, 61 da 58 A e V.D. e 61 sezioni da 58 B, armate da 20.000 bombardieri.
Nella battaglia di Caporetto il corpo perse gran parte del suo equipaggiamento, 1.732 bombarde andarono perdute tanto che nel novembre del 1917 erano disponibili poco più di 1300 bombarde. Data la scarsità del materiale, il comando supremo creò due brigate di bombardieri- fucilieri: 1ª e 2ª brigata bombardieri, formate da 3 reggimenti ciascuna. La 1ª brigata andò in linea sul Piave nel dicembre del 1917. Via via che venivano reintegrate le bombarde perdute, anche con 18 sezioni di lanciabombe Stokes, i reggimenti di bombardieri-fucilieri venivano sciolti, l'ultimo nella primavera del 1918.
Nella battaglia del Piave il corpo non poté esercitare tutta la sua forza per la mancanza di mezzi e perché le bombarde mal si adattavano ad una battaglia difensiva. Nell'offensiva austro-ungarica del solstizio i bombardieri tornarono ad avere un ruolo importante con oltre 200 batterie in linea e con l'ultimo reggimento di bombardieri-fucilieri, il 2º, rimasto in linea che ottenne la menzione sul bollettino di guerra. Il 2º gruppo bombardieri, in prima linea sul Montello, venne distrutto dall'offensiva nemica, il suo comandante fu la seconda medaglia d'oro del corpo, Annibale Caretta.
Nell'estate del 1918 il comando supremo iniziò a ridurre le batterie di bombarde in vista di una ritrovata mobilità del fronte e con l'accresciuta disponibilità di artiglierie tradizionali. Nella battaglia di Vittorio Veneto le bombarde diedero un ultimo contributo nel battere le posizioni nemiche prima dell'assalto, dopo la rottura del fronte non ebbero più un ruolo.
RENF - Fonte
Gropuzzo Paolo, CENTOQUARANTAQUATTRO E DINTORNI, Aviani&Aviani Editori, Udine 2015.
Montù Carlo, STORIA DELLA ARTIGLIERIA ITALIANA, PARTE IV (DAL 1914 AL 1920), VOLUME XIV, Roma 1943.
Scrimali Antonio, Scrimali Furio, GRAFFITI E ISCRIZIONI DELLA GRANDE GUERRA, DAL CARSO ALLE ALPI GIULIE - CARNICHE, Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storico, Roma 2007.
REVI - Data
1916/00/00 - 1917/00/00
TE - Testo epigrafe
LSIL - Lingua
Italiano - Latino
LSII - Trascrizione testo graffito
II B B
LSIO - Trascrizione testo originale
II B B
LSTI - Traduzione in italiano
2ª Batteria Bombarde
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Cemento
CO - Stato di conservazione
STCC - Stato di conservazione
Integro
DO - Fonti e documenti di riferimento
BIB - Bibliografia che menziona il graffito
Scrimali Antonio, Scrimali Furio, GRAFFITI E ISCRIZIONI DELLA GRANDE GUERRA, DAL CARSO ALLE ALPI GIULIE - CARNICHE, Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storico, Roma 2007.
CM - Compilazione e aggiornamenti
CMPR - Ruolo intervento
CMPN - Nome
CMPD - Data
Rilevamento
Sergio Cassia
11/11/2020
Foto di
Sergio Cassia
05/12/2020
Inserimento
Giorgio Pisaniello
14/03/2021
Aggiornamento
Sergio Cassia
23/05/2021
AN - Annotazioni
Gallery
a. La targa "II B B"
b. La targa prima della pulizia
c. La targa sui resti della costruzione