In seguito alla conclusione della Offensiva di Primavera (c.d. Strafexpedition), il Massiccio del Novegno e la dorsale dal Monte Priaforà al Monte Summano furono oggetto di imponenti lavori di fortificazione (trincee, gallerie, ricoveri, postazioni per artiglieria e mitragliatrici, gallerie cannoniere, osservatori), per evitare il ripetersi del grave rischio corso durante gli attacchi condotti dagli Austro-Ungarici tra il 29 maggio e il 15 giugno 1916.
L’iscrizione presentata, così come le numerose altre rinvenibili presso il Vaccaresse (cfr. schede codd. 002968, 003218, 003589, 003590, 003591, 003592, 003594, 003595, 003596, 003821, 003822, 003844, 003845 e 003846) e il Novegno (cfr. schede codd. 003824, 003825 e 003835), testimonia il contributo dato dalla 9ª Compagnia del 5° Reggimento Genio Minatori e di una non meglio precisata Centuria Lavoratori (del cui ordinale si distingue con certezza solo la cifra delle centina: "6") alla realizzazione e mantenimento di tali strutture nel periodo tra settembre e dicembre 1917.
In generale, le Centurie Lavoratori vennero concepite a fine gennaio 1916 come reparti addetti al lavoro, formati da 100 militari (da cui la denominazione) e comandati da ufficiali del genio di milizia territoriale, possibilmente laureati in ingegneria. Le prime Centurie Lavoratori si costituirono nel febbraio del 1916, con i soldati della terza categoria della Classe 1881, di professione sterratori, falegnami, muratori e affini. Le notevoli esigenze di manodopera favorirono un rapido sviluppo e un grande incremento delle Centurie Lavoratori. Per completarne gli organici, già dall'aprile del 1916 si impiegarono uomini appartenenti a categorie e classi diverse da quelle anzidette, pur scelti fra il personale non idoneo o poco atto alle fatiche di guerra di tutte le classi e categorie, già riformato, di classi anziana, di terza categoria oppure presente presso i battaglioni di Milizia Territoriale dislocati in Paese e avente attitudine ai lavori di terrazziere e manovale. Le Centurie Lavoratori venivano formate e alimentate dai distretti militari/di reclutamento o dai depositi reggimentali di varie Armi. Sovente, risultavano amministrate dalle compagnie del Genio a cui venivano aggregate e distribuite sul fronte direttamente dal Comando d'Armata o di Corpo d'Armata autonomo, a seconda delle necessità. Alla fine del 1916 risultavano costituite 821 Centurie Lavoratori, tutte dislocate nella zona di guerra per attendere a lavori di difesa e lavori infrastrutturali.