Il complesso epigrafico in oggetto, ricavato sull'architrave che sovrasta l'ingresso a un sistema trincerato coperto e rafforzato con notevoli gettate di cemento, è formato dalla targa con fregio della 4ª Compagnia del 5° Reggimento Genio Minatori e dall'iscrizione della 711ª Centuria Lavoratori.
Entrambi i reparti parteciparono al cantiere fortificatorio, con funzioni prevalenti diverse: verosimilmente, a sbancare la roccia mediante brillamento di cariche esplosive e impiego di perforatori provvide il personale tecnicamente specializzato della 4ª Compagnia Minatori, ai più semplici lavori di carattere costruttivo ed edilizio quello della 711ª Centuria Lavoratori.
La 4ª Compagnia Minatori era una compagine istruita, addestrata ed equipaggiata per i lavori di mina e quindi per l'impiego di esplosivi, tanto in funzione dell'interruzione di opere viarie e della distruzione di elementi fortificati, quanto nel contesto delle attività di scavo orientate alla costruzione di varie infrastrutture (strade, gallerie cannoniere, trinceramenti, ecc.). Dalla dichiarazione italiana di guerra del 23 maggio 1915 ai giorni della ritirata di Caporetto a fine ottobre del 1917, questa compagnia risultò assegnata al XII Corpo d'Armata Zona Carnia. In Val Dogna lasciò numerose testimonianze epigrafiche dei lavori eseguiti.
La 711ª Centuria Lavoratori era invece un reparto di militari addetti prevalentemente a lavori edilizi, di scavo, di riordino, di trasporto e simili, avente per centro di mobilitazione il 6° Distretto (Bologna). In generale, le Centurie Lavoratori vennero concepite a fine gennaio 1916 come reparti addetti al lavoro, formati da 100 militari (da cui la denominazione) e comandati da ufficiali del genio di milizia territoriale, possibilmente laureati in ingegneria. Le prime Centurie Lavoratori si costituirono nel febbraio del 1916, con i soldati della terza categoria della Classe 1881, di professione sterratori, falegnami, muratori e affini. Le notevoli esigenze di manodopera favorirono un rapido sviluppo e un grande incremento delle Centurie Lavoratori. Per completarne gli organici, già dall'aprile del 1916 si impiegarono uomini appartenenti a categorie e classi diverse da quelle anzidette, pur scelti fra il personale non idoneo o poco atto alle fatiche di guerra di tutte le classi e categorie, già riformato, di classi anziana, di terza categoria oppure presente presso i battaglioni di Milizia Territoriale dislocati in Paese e avente attitudine ai lavori di terrazziere e manovale. Le Centurie Lavoratori venivano formate e alimentate dai distretti militari/di reclutamento o dai depositi reggimentali di varie Armi. Sovente, risultavano amministrate dalle compagnie del Genio a cui venivano aggregate e distribuite sul fronte direttamente dal Comando d'Armata o di Corpo d'Armata autonomo, a seconda delle necessità. Alla fine del 1916 risultavano costituite 821 Centurie Lavoratori, tutte dislocate nella zona di guerra per attendere a lavori di difesa e lavori infrastrutturali.
Il trinceramento su cui insiste il complesso epigrafico qui censito appartiene a un'articolata linea difensiva italiana che tocca l'intera dorsale della Pale di Chiout di Gus e che si estende, con alcuni elementi, anche a meridione del Torrente Dogna. L'opportunità di fortificare questa "dorsale a occidente del Rio Mas" nel contesto delle "difese arretrate della Val Dogna" appare nella documentazione militare già nell'agosto del 1915, quando pur vi era stata preparata solo "la strada mulattiera di Chiout di Guss - Chiotassot". Al 12 dicembre 1915, il Tenente Colonnello Ferdinando Pecco, Capo di Stato Maggiore della III Frazione Parco Assedio Genio del XII Corpo d'Armata Zona Carnia, evidenziava come si potesse "collocare l'artiglieria sui ripiani di Chiotasot, molto adatti per l'installazione. La roccia ne permette caverne, le case di Chiotasot permettono il pronto e provvisorio alloggio della truppa, e la comunicazione da Chiout di Guss ne permette pure, con qualche ripiego, il pronto transito".
I lavori di edificazione fortificatoria che portarono alla realizzazione delle gallerie cannoniere, dei trinceramenti e degli apprestamenti tuttora visibili lungo la Pale di Chiout di Gus si svilupparono quindi nel 1916 e in successive fasi fino all'ottobre del 1917, con l'impiego di distaccamenti prima della 4ᵃ e poi della 35ᵃ Compagnia del 5° Reggimento Genio Minatori, oltre che di Centurie Lavoratori e di personale di altri reparti del Genio e di Milizia Territoriale.
Durante l'anno 1917, il complesso fortificatorio delle Pale di Chiout di Gus risultava essere parte del quarto e ultimo sbarramento difensivo della Val Dogna (o terzo sbarramento arretrato, non contando la prima linea "a contatto col nemico"); nell'assetto generale delle susseguenti linee di difesa del XII Corpo d'Armata Zona Carnia, tale complesso era inquadrato entro il terzo sistema difensivo durante la primavera del 1917, mentre all'ottobre del 1917 risultava definito come un settore "principale" della "Seconda linea di difesa".