La targa riproduce l'indicazione della 4ª Compagnia del 5° Reggimento Genio Minatori, di cui rappresenta l'emblema reggimentale. Tale Compagnia era specializzata nei lavori di mina e quindi nell'impiego di esplosivi, tanto in funzione dell'interruzione di opere viarie e della distruzione di elementi fortificati, quanto nel contesto delle attività di sbancamento e scavo orientate alla costruzione di varie infrastrutture (strade, gallerie cannoniere, trinceramenti, ecc.). Dalla dichiarazione italiana di guerra del 23 maggio 1915 ai giorni della ritirata di Caporetto a fine ottobre del 1917, la 4ª Compagnia Minatori risultò assegnata al XII Corpo d'Armata Zona Carnia. In Val Dogna lasciò numerose testimonianze epigrafiche dei lavori eseguiti.
In questo caso, la targa è stata collocata sull'architrave dell'ingresso di una galleria cannoniera scavata lungo la dorsale della Pale di Chiout di Gus, nelle vicinanze delle Casere Chiout Tassot, a immortalare i'identità del reparto che eseguì i lavori di scavo e di approntamento della galleria. Quest'ultima risultava in costruzione già al 12 gennaio 1916 e si presenta organizzata per schierare pezzi di piccolo calibro (cannoni da 75 mm o simili bocche da fuoco) in casamatta, aventi per campo di tiro l'area compresa fra Sella Bieliga e il fondo della Val Dogna (in gran parte occupata dal costone di Chiout, detto anche La Gran Rive). Ai sensi della documentaizone citata, risulta che almeno fino al marzo del 1917 la galleria cannoniera non sia stata armata. Tuttavia, alla vigilia della ritirata di Caporetto risultavano schierate presso le Casere Chiout Tassot sia la 167ª Batteria d'Assedio A, armata con quattro obici da 210 mm R.E., sia la 254ª Batteria d'Assedio A, armata con quattro cannoni da 87B: attesa la conformazione delle casematte, non si può escludere che alcuni pezzi di quest'ultima batteria fossero stati postati nella cannoniera all'ottobre del 1917.
La galleria cannoniera su cui insisteva la targa qui censita appartiene a un'articolata linea difensiva italiana che tocca l'intera dorsale della Pale di Chiout di Gus e che si estende, con alcuni elementi, anche a meridione del Torrente Dogna. L'opportunità di fortificare questa "dorsale a occidente del Rio Mas" nel contesto delle "difese arretrate della Val Dogna" appare nella documentazione militare già nell'agosto del 1915, quando pur vi era stata preparata solo "la strada mulattiera di Chiout di Guss - Chiotassot". Al 12 dicembre 1915, il Tenente Colonnello Ferdinando Pecco, Capo di Stato Maggiore della III Frazione Parco Assedio Genio del XII Corpo d'Armata Zona Carnia, evidenziava come si potesse "collocare l'artiglieria sui ripiani di Chiotasot, molto adatti per l'installazione. La roccia ne permette caverne, le case di Chiotasot permettono il pronto e provvisorio alloggio della truppa, e la comunicazione da Chiout di Guss ne permette pure, con qualche ripiego, il pronto transito".
I lavori di edificazione fortificatoria che portarono alla realizzazione delle gallerie cannoniere, dei trinceramenti e degli apprestamenti tuttora visibili lungo la Pale di Chiout di Gus si svilupparono quindi nel 1916 e in successive fasi fino all'ottobre del 1917, con l'impiego di distaccamenti prima della 4ᵃ e poi della 35ᵃ Compagnia del 5° Reggimento Genio Minatori, oltre che di Centurie Lavoratori e di personale di altri reparti del Genio e di Milizia Territoriale.
Durante l'anno 1917, il complesso fortificatorio delle Pale di Chiout di Gus risultava essere parte del quarto e ultimo sbarramento difensivo della Val Dogna (o terzo sbarramento arretrato, non contando la prima linea "a contatto col nemico"); nell'assetto generale delle susseguenti linee di difesa del XII Corpo d'Armata Zona Carnia, tale complesso era inquadrato entro il terzo sistema difensivo durante la primavera del 1917, mentre all'ottobre del 1917 risultava definito come un settore "principale" della "Seconda linea di difesa".