Il piccolo abitato di Speccheri, sito alla confluenza tra Leno di Vallarsa e Leno di Prigioni, in tempo di guerra fu sede di magazzini, depositi e di un piccolo ospedale con annesso cimitero (come ancora testimoniato dalla colonna mozza censita nella scheda cod. 0024494). Speccheri costituiva inoltre un nodo viario di primaria importanza: vi passavano infatti la camionabile Speccheri-Piano, le strade carrettabili Speccheri-Ometto e Speccheri-Parmesan) e diverse mulattiere (Speccheri-Brozzi, Speccheri-Camposilvano).
La presente epigrafe (così come quelle censite nelle schede codd. 002493 e 003664) ricorda il restauro effettuato nell'estate 1916 dagli uomini della 324ª Centuria Lavoratori del ponte sul Leno di Vallarsa, noto come Ponte delle Catene.
Dal giugno del 1916, dopo la conclusione della c.d. Strafexpedition, operarono in alta Vallarsa diverse compagnie di Centurie Lavoratori, impegnate in specifiche aree di lavoro (come il "Cantiere Piano" e il "Cantiere Speccheri"; cfr. schede codd. 002760 e 002496), per la realizzazione di opere a servizio della linea di massima resistenza italiana. Si ricordano, a titolo esemplificativo, i lavori di fortificazione al Monte Parmesan (cfr. scheda cod. 002491), il rifacimento del ponte di Speccheri e la costruzione e consolidamento della camionabile per Piano (cfr. scheda cod. 002495).
La 324ª Centuria Lavoratori era un reparto di militari addetti prevalentemente a lavori edilizi, di scavo, di falegnameria, di riordino, di trasporto e simili, avente per centro di mobilitazione il Deposito del 7° Reggimento Fanteria Brigata Cuneo (situato a Milano). In generale, le Centurie Lavoratori vennero concepite a fine gennaio 1916 come reparti addetti al lavoro, formati da 100 militari (da cui la denominazione) e comandati da ufficiali del genio di milizia territoriale, possibilmente laureati in ingegneria. Le prime Centurie Lavoratori si costituirono nel febbraio del 1916, con i soldati della terza categoria della Classe 1881, di professione sterratori, falegnami, muratori e affini. Le notevoli esigenze di manodopera favorirono un rapido sviluppo e un grande incremento delle Centurie Lavoratori. Per completarne gli organici, già dall'aprile del 1916 si impiegarono uomini appartenenti a categorie e classi diverse da quelle anzidette, pur scelti fra il personale non idoneo o poco atto alle fatiche di guerra di tutte le classi e categorie, già riformato, di classi anziana, di terza categoria oppure presente presso i battaglioni di Milizia Territoriale dislocati in Paese e avente attitudine ai lavori di terrazziere e manovale. Le Centurie Lavoratori venivano formate e alimentate dai distretti militari/di reclutamento o dai depositi reggimentali di varie Armi. Sovente, risultavano amministrate dalle compagnie del Genio a cui venivano aggregate e distribuite sul fronte direttamente dal Comando d'Armata o di Corpo d'Armata autonomo, a seconda delle necessità. Alla fine del 1916 risultavano costituite 821 Centurie Lavoratori, tutte dislocate nella zona di guerra per attendere a lavori di difesa e lavori infrastrutturali.