Superato il confine all'inizio del conflitto, l'Esercito italiano avanzò sino al ciglione del Carso di Doberdò. Nel territorio di retrovia appena conquistato iniziarono immediatamente i lavori di predisposizione di linee trincerate arretrate, di controllo idrogeologico (arginatura) e di sistemazione delle infrastrutture (strade, ponti, ferrovie, acquedotti, linee telefoniche, ecc.). Per l'esecuzione di tali lavori, nel settembre 1915 il Comando del Genio della 3ª Armata costituì tre "Direzioni Lavori di Zona", corrispondenti ognuna alle aree di competenza di altrettanti Corpi d'Armata: la 1ª Zona nel settore sud (VII C.d.A.), la 2ª Zona nel settore centrale (XIII C.d.A.) e la 3ª Zona nel settore nord (XI C.d.A.). I lavori furono poi eseguiti prevalentemente da reparti della Milizia Mobile o della Milizia Territoriale.
I sistemi difensivi arretrati vennero inizialmente suddivisi tra "Zona arretrata" e "Zona principale di resistenza, articolate ognuna su tre linee difensive; all'inizio del 1916, la "Zona principale di resistenza" venne rinominata "Zona dell'Isonzo" e affiancata alla "Zona intermedia tra Isonzo e Tagliamento", anch'essa articolata su tre ordini di trincee. Le linee trincerate presero una numerazione progressiva, da I a VII. Dopo la VI Battaglia dell'Isonzo il fronte si spostò all'interno del Carso; si definì così la nuova "Zona del Carso", mentre le singole linee arretrate si ribattezzarono con nomi di località.
Le linee trincerate furono via via sviluppate: i primi lavori di scavo lungo gli argini dei corsi d'acqua, in prossimità dei principali punti strategici, furono progressivamente congiunti tra loro e dotati di copertura in calcestruzzo; furono realizzati postazioni per mitragliatrici, lunette, osservatori in torretta, camminamenti di collegamento, ricoveri blindati, postazioni per lanciafiamme e lanciagas.
Nella 2ª Zona le linee erano costituite da una trincea continua in cemento con tratti coperti muniti di feritoie per fucileria, alternati a due appostamenti per mitragliatrici (ogni 30 metri) e con elementi scoperti. Ogni linea era munita di lunette e opere staccate per il fiancheggiamento.
La targa in oggetto - analogamente a quelle censite con i codici nn. - è apposta a un elemento di trincea compreso nella 2ª Zona e facente parte della IV linea difensiva, poi denominata "Linea delle Teste di Ponte".