A partire dall'estate 1915, diversi reparti di cavalleria italiani vennero appiedati per operare a guisa di fanteria sul Carso, dove l'utilizzo di una forza montata risultava impraticabile in virtù sia delle caratteristiche morfologiche del teatro di battaglia, sia dei connotati statici delle attività tattiche degli opposti eserciti (guerra di posizione). Pertanto, nel settore del Basso Isonzo si registrarono ripetuti impieghi di siffatte compagini di cavalleria appiedate in attività di presidio e rafforzamento delle fortificazioni di prima linea, oltre che in combattimenti cinetici le forze austro-ungariche.
I Dragoni del Reggimento Genova Cavalleria (4°) mantennero le posizioni fra il Monte Sei Busi e le Alture di Vermegliano nell'estate 1916, rilevando in linea i commilitoni del 19° Reggimento Cavalleggeri Guide durante la giornata del 23 luglio 1916. Parteciparono quindi all'avanzata scaturita dalla 6ª Battaglia dell'Isonzo, occupando in data 12 agosto 1916 il Monte Cosich, donde avanzare verso l'interno dell'Altopiano di Doberdò.
Il Reggimento Genova Cavalleria (4°) è un'unità di solide tradizioni militari, già decorato di due Medaglie d'Oro al Valor Militare per il contegno sostenuto nella Battaglia del Bricchetto (1796); durante la Grande Guerra, al suo stendardo furono concesse due Medaglie d'Argento al Valor Militare, per il valore dimostrato rispettivamente nelle operazioni di attacco alla Quota 144 Arupacupa (14,15,16 settembre 1916) e durante la Battaglia di Pozzuolo del Friuli il 30 ottobre 1917.
La targa risulta realizzata in modo piuttosto speditivo mediante un getto di malta appositamente predisposto per supportare l'incisione, evidentemente nel periodo compreso fra il 23 luglio e il 12 agosto del 1916, quando i reparti del Genova Cavalleria hanno contribuito alla guarnigione e alla difesa del sistema trincerato che ospita l'epigrafe. Questa emerge all'interno della trincea in cemento che, fra l'ultima decade del luglio 1915 (Seconda Battaglia dell'Isonzo, fase che portò alla conquista italiana della posizione) e la seconda settimana dell'agosto 1916 (Sesta Battaglia dell'Isonzo, evento a cui conseguì la progressione italiana per alcuni chilometri nell'entroterra carsico), costituì l'asse fondamentale del sistema trincerato avanzato tenuto dal Regio Esercito lungo il ciglione che del Monte Sei Busi digrada verso le Alture di Vermegliano. Successivamente all'agosto del 1916 e fino alla ritirata italiana conseguita allo sfondamento austro-tedesco di Caporetto (scattata sul Carso il 27 ottobre del 1917), tale trincea venne inglobata in quello che nel 1917 rappresentava il settimo sistema fortificato arretrato della 3ª Armata (Linea di San Martino).