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Targa del K.K. Standschützen Bataillon Enneberg - I Castei

Settore: Vallarsa - Pasubio - Astico

Codici

Codice
001288
ESC - Ente Schedatore
Associazione Storica 4 Ossari Vicenza

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Targa
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Veneto
PVCP - Provincia
Vicenza
PVCC - Comune
Arsiero
PVCL - Località principale
I Castei
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Vallarsa - Pasubio - Astico
LTST - Toponimo storico località principale
Castelli

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Impero Austro-Ungarico (Österreichisch-Ungarische Monarchie / Osztrák-Magyar Monarchia)
ESBE - Forza Armata
Imperiali e Regie Forze Armate Terrestri austro-ungariche (K.u.K. Landstreitkräfte)
ESBN - Esercito nazionale
Imperial - Regio Esercito Nazionale Austriaco (K.K. Landwehr)
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Fanteria (Infanterie)
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Fanteria (K.K. Landwehr Infanterie / Schützen)
ESBZ - Specializzazione, Ripartizione specifica
Formazioni Volontari (Freiwilligen Formationen)
ESBB - Battaglione, Battaglione autonomo, Gruppo
Imperial - Regio Battaglione Standschützen Enneberg (K.K. Standschützen Bataillon Enneberg)

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

La targa, apposta all'ingresso di un ricovero scavato nella roccia e probabilmente destinato a ospitare le cucine, ricorda la presenza degli Standschützen del Battaglione Enneberg nel settore del Monte Maio, dagli ultimi giorni di dicembre 1917 sino al 17 settembre 1918.

La particolarità dell'epigrafe risiede nel fatto che ne è noto l'autore materiale, lo Standschütze di Cortina Paolo Zardini, il quale così ricorda nel suo diario (cfr. Giacomel, op. cit., p. 106) il giorno 7 giugno 1918: "Le granate vengono a salve. ... Pareva venisse giù montagne. Andai a ora a fuggire nella galleria. Alle 5 ritornai in trincea su sui Castelli. ... Giù continua il bombardamento da parte Italiana. Si ripete il coraggio. ... Venne Sigismondo dal permesso. Mi portò una lettera da Teresa, mi augura fortuna, vuole vedermi. Poco sicuro con quel bombardamento che si crede di andare in aria da un momento all'altro, e a sentire che Teresa dice che vardi di fare la pelle dura, che devo ritornare a casa sano. Ciò mi commosse il cuore. Ma ò speranza in Dio di ritornare però. Piove. Andai a inscrivere nel petume [cemento fresco, n.d.r.] su una caverna K.K. Baon Enneberg".

 

 

All’inizio del conflitto con l’Italia, il K.K. Standschützen Bataillon Enneberg contava 940 uomini (25 ufficiali e 915 Schützen), risultando quindi una delle unità più corpose. Gli Schützen dell’Enneberg provenivano dalla Val Pusteria centrale, dalla Val Badia/Gadertal, dalle valli di La Valle/Wengental e di Badia/Abteital, dalla Val Cordevole/Buchensteintal e da Cortina d’Ampezzo (Anpezo/Haiden). La parte settentrionale dell'area di reclutamento era popolata da tirolesi di lingua tedesca, quella meridionale era abitata da tirolesi di lingua ladina.

Il Battaglione rispondeva al comando dello Stdsch.-Major Franz Kostner, classe 1877, direttore delle poste a Corvara, ed era diviso in quattro compagnie: 1ª “Bruneck” (Brunico), 2ª “Enneberg” (Marebbe), 3ª “St. Leonhard/Abtei” (San Leonardo/Badia) e 4ª “Buchenstein/Cortina” (Livinallongo/Cortina d’Ampezzo). Quanto a tale ultima Compagnia - formata da uomini di Livinallongo, Colle di Santa Lucina e Cortina - Il Comandante Kostner ricorda che inizialmente i superiori li consideravano infidi, ma che tale sfiducia "sparì ben presto, poiché essi si rivelarono fedeli ed attaccati al dovere. I soldati dei reparti alpini li prendevano spesso con sé quando dovevano uscire in pattuglia perché essi sapevano trovare i sentieri e i passaggi più difficili anche di notte" (cfr. Kostner, op. cit., pag. 76).

L'unità rimase attiva per tutta la durata della guerra, pur ridotta a 3 compagnie nell'ottobre 1917 e a 2 compagnie nel maggio 1918; dal luglio 1918 fu accorpata nel K.K. Standschützen Gruppe Enneberg. Prestò servizio nel V Rayon Pustertal (in particolare sul Col di Lana) da maggio 1915 a novembre 1917 e in Val Posina da fine dicembre 1917 sino all’armistizio.

 

Allertato nei giorni immediatamente precedenti l’inizio del conflitto, il Battaglione portò le sue compagnie presso la Sella e il Monte Sief, il Col de la Roda, il Passo Valparola, Arabba e il Pizzac. I "Marebbani" furono poi riuniti tutti nel settore del Col di Lana, dove prestarono poi servizio fino alla fine della guerra sulle Dolomiti.

Dopo l’arrivo del Deutsche Alpenkorps a giugno 1915, il Battaglione, prima impegnato in lavori di rafforzamento e sistemazione (scavo di trincee, costruzione di rifugi e mulattiere, ecc.), partecipò ai combattimenti del luglio e agosto 1915, respingendo i violenti attacchi italiani alle posizioni del Panettone/Infanteriestellung e del Cappello di Napoleone/Felsenwache, con significative perdite. Il Capitano Kostner riporta il giudizio di "un ufficiale tedesco che comandava un reparto di fanteria al quale erano aggregati 40 dei nostri uomini", il quale osservava che "a fianco dei nostri soldati combattono questi uomini che fanno pensare nel loro aspetto ad Andreas Hofer, ammirevoli nel coraggio durante i più aspri scontri. Fra le esigenze tecniche della guerra moderna essi portano soltanto il loro coraggio personale e la coscienza di difendere il suolo dove sono nati. Data la loro età non li possiamo considerare adatti alla guerra, né veri e propri soldati, ma tanto più è ammirevole la loro volontà, la loro decisione di aiutare con tutte le loro forze per la difesa della patria" (cfr. Kostner, op. cit., pag. 77).

Dopo un periodo di riposo, nell’ottobre 1915 il Battaglione Enneberg venne nuovamente inviato sul Col di Lana, prendendo parte, insieme ai Kaiserjäger, alla difesa delle suddette posizioni dagli attacchi italiani di fine ottobre.

Trasferiti in retrovia da fine novembre 1915 a marzo 1916, i "Marebbani" furono poi impegnati nella difesa del Sief dagli attacchi italiani provenienti dalla cima del Col di Lana, persa in seguito alla mina del 17 aprile (nell'esplosione, gli Standschützen ebbero 16 morti). Il Comandante Kostner così ricorda questo frangente: "Le nostre postazioni avanzate erano costruite in maniera primitiva. Era possibile lavorare solo di notte o con la nebbia, perché il versante della montagna rivolto verso il nemico era completamente scoperto, illuminato da riflettori anche di notte e continuamente bombardato" (cfr. Kostner, op. cit., pag. 78).

Il Battaglione lasciò la prima linea nel maggio 1916 per un periodo di riposo; provato dai combattimenti e dalla durezza del servizio in alta montagna, nell’ottobre 1917 fu riorganizzato su tre compagnie.

 

In seguito ai fatti di Caporetto il fronte dolomitico venne abbandonato e il 27 dicembre 1917 il Battaglione sostituì gli Standschützen di Kufstein nella zona della Cima del Coston e del Monte Maio, a est del Passo della Borcola.

Ridotti a due sole compagnie all’inizio di maggio 1918, i "Marebbani" furono rinforzati dagli Standschützen di Gröden (Val Gardena) e Kastelruth (Castelrotto), nel frattempo già riorganizzati su singole compagnie, formando così il K.K. Standschützen Gruppe Enneberg.

Alla fine dell’estate del 1918 le due compagnie di Enneberg erano posizionate sul Cimon dei Laghi e I Castelli (dove respinsero alcuni attacchi italiani), la compagnia della Val Gardena sul Monte Maio e la compagnia di Castelrotto a presidio delle posizioni avanzate sul Cimon dei Laghi, la Cuccà e il Capèl del Vescovo/Bischofsmütze.

Nel luglio 1918, 16 Standschützen (1ª e 2ª Compagnia), insieme a un distaccamento di Kaiserjäger, assaltarono il Monte Calligari. Zardini così ricorda: "E fra tutti i cannoni austriaci e italiani, tutte le mitragliatrici e tutti i lancia mine che screpitava era una tempesta di ferro e fuoco che non vidi ancora in 3 anni di guerra. Era un terrore che chi non provò non può farsi un'idea. Da per tutto scoppiava. Morti di qua, morti di là, feriti che grida, invano i soccorsi. tutto tremava. Pareva la frantumazione del mondo. La mia morte la vedevo certa. ...Solo si vede sangue" (cfr. Giacomel, op. cit. pagg. 116-117).

Gli Standschützen del Gruppe Enneberg rimasero in tali posizioni fino al 17 settembre 1918, allorché, rilevati dai Kaiserjäger, vennero trasferiti a Folgaria, dove furono fatti prigionieri in occasione dell'armistizio.

RENF - Fonte
Dalponte Lorenzo, I BERSAGLIERI TIROLESI NEL TRENTINO, Casa Editrice Publilux, 1994 Trento.Giacomel Paolo (a cura di), DIARIO DI GUERRA 1915-1918 DI PAOLINO ZARDINI, Edizioni ULdA, Cortina d'Ampezzo 2010.Greselin Roberto, Anzanello Ezio, Dal Piaz Enrico, Paltrinieri Enrico, 1916-1918 LA GRANDE GUERRA SUL MONTE MAJO, Ass. Culturale Amici del Majo, 2014.Joly Wolfgang, STANDSCHÜTZEN - DIE TIROLER UND VORALBERGER K.K. STANDSCHÜTZEN-FORMATIONEN IM ERSTEN WELTKRIEG. ORGANISATION UND EINSATZ, Universitätsverlag Wagner, Innsbruck 1998.Palla Luciana, LA GRANDE GUERRA NELLE VALLI LADINE FRA REALTÀ E MITO, Curcu&Genovese, Trento 2015.Palla Luciana, VICENDE DI GUERRA SULLE DOLOMITI (1914-1918), Edizioni DBS, Feltre 1995.Schemfil Viktor, 1915-1917 COL DI LANA, Ugo Mursia Editore, Milano 1987.Striffler Robert, GUERRA DI MINE NELLE DOLOMITI - COL DI LANA, Edizioni Panorama, Trento 2000.Viazzi Luciano, COL DI LANA MONTE DI FUOCO, Ugo Mursia Editore, Milano 1998.von Mörl Anton, DIE STANDSCHÜTZEN IM WELTKRIEG, Verlagsanstalt Tyrolia, Innsbruck-Wien-München 1934.von Mörl Anton, STANDSCHÜTZEN VERTEIDIGEN TIROL 1915-1918, Universitätsverlag Wagner, Innsbruck 2014.Weiser Fritz, KAISERSCHÜTZEN, TIROLER-VORALBERGER LANDSTURM UND STANDSCHÜTZEN, Jasper Verlag, Wien 1932.
REVI - Data
1918/06/07

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Tedesco
LSCT - Categoria
Prevalentemente di reparto - Collettiva
LSII - Trascrizione testo graffito
K.K.
BAON ENNEBERG
LSIO - Trascrizione testo originale
K.K.
BAON ENNEBERG
LSIN - Interpretazione
K.K. Standschützen Bataillon Enneberg
LSTI - Traduzione in italiano
Imperial-Regio Battaglione Standschützen Enneberg
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Cemento
LSDM - Dimensioni
Media

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Integro
STCO - Note
La targa è apposta all'ingresso di un locale destinato ad ospitare le cucine, i cui resti sono tuttora visibili all'interno.

DO - Fonti e documenti di riferimento

BIB - Bibliografia che menziona il graffito
Baù Guido, Borgo Luca, Borgo Valter, Rigoni Sergio, LE SCRITTE DELLA GRANDE GUERRA DAL TORRENTE ASTICO AL TORRENTE AGNO E NON SOLO, Fara Vicentino 2022.

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
Foto diSergio Cassia19/10/2019
Foto diLuca Comparin, Giovanni Zanettin05/03/2022
RilevamentoLuca Comparin, Giovanni Zanettin05/03/2022
InserimentoLuca Comparin, Giovanni Zanettin06/03/2022
AggiornamentoSergio Cassia02/07/2022
Notizia storicaSergio Cassia12/01/2026

AN - Annotazioni

OSS - Osservazioni
Del K.K. Standschützen Bataillon Enneberg si possono apprezzare anche le targhe con codice 003261 e 003277 e l'iscrizione su legno codice 001887

Gallery

  • a. La targa dell'Imperial-Regio Battaglione Standschützen Enneberg
  • b. Il ricovero con la targa
  • c. La conca in cui è reperibile il ricovero, sovrastata dalla mole del Castellone
  • e. All'ingresso del ricovero
  • f. I resti della cucina all'interno del ricovero
  • g. Il ricovero con la targa
  • h. La conca in cui è reperibile la targa
  • i. La conca al termine del canalone
  • j. Il canalone da percorrere in salita; sullo sfondo la Val di Tovo
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