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Targa del 23° Reparto Mitragliatrici - Arupacupa (Quota 144)

Settore: Basso Isonzo - Carso

Codici

Codice
001103
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Targa
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Gorizia / Gurize / Gorica
PVCC - Comune
Doberdò del Lago / Doberdob
PVCL - Località principale
Monte Arupacupa
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Basso Isonzo - Carso
LTST - Toponimo storico località principale
Quota 144

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Fanteria
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Fanteria
ESBZ - Specializzazione, Ripartizione specifica
Mitraglieri
ESBC - Compagnia, Batteria, Squadrone, Centuria
23° Reparto Mitragliatrici

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica
La targa conferma la presenza del 23° Reparto Mitragliatrici sulla Quota 144 durante il settembre 1916, al termine della 7ª Battaglia dell'Isonzo (14 - 16 settembre 1916).
Costituito nello stesso anno, il 23° Reparto partì per il fronte nel luglio 1916 e fu assegnato alla 16ª Divisione del VII Corpo d'Armata; schierato all'ala meridionale del Carso monfalconese, partecipò alla 6ª e 7ª Battaglia dell'Isonzo, dapprima sulle alture ad est di Monfalcone e quindi nel primo tentativo di conquista della contesissima Quota 144 (Arupacupa), che verrà definitivamente superata solo nel maggio '17, nel corso della 10ª offensiva.

Il 23° Reparto, dotato di mitragliatrici di fabbricazione francese mod. St. Etienne 907/F (poi modificato in mod. 907/I - italiano - per ovviare al cal. 8 originario e standardizzarlo col cal. 6,5 delle Maxim e Fiat-Revelli), era articolato in 3 sezioni di 2 armi ciascuna, più una di riserva (con una cadenza di tiro dichiarata tra i 220 e i 600 colpi al minuto).
Nel corso delle due battaglie, fu quasi sempre a supporto della Brigata Lazio (131° e 132° Reggimento), seguendone poi l'avvicendamento alla fine del mese di settembre, e partecipando con quest'ultima alla 8ª offensiva, con la 47ª Divisione, per la conquista di Versic sul Carso di Comeno.

Rispetto all'entrata in guerra e all'esiguo arsenale delle armi automatiche (618 Maxim-Vickers mod. 1911 di fabbricazione inglese), che non permetteva una dotazione adeguata ai reparti di fanteria e alle relative specialità (molti reparti partirono per il fronte con un'unica sezione su 2 armi), nel 1916 - grazie al forte incremento produttivo nazionale (Fiat-Revelli mod. 1914), agli acquisti dagli alleati, alle preesistenti Maxim e Perino, alle ottime Schwarzlose a.u. di preda bellica e infine (dall'aprile '16) alle nuove pistole-mitragliatrici "leggere" e portatili Villar-Perosa - il numero delle armi cominciò ad essere congruo alle esigenze, anche se comunque sempre in misura inferiore a quella degli altri eserciti (a dicembre erano in servizio 4478 mitragliatrici).

Nel mese di dicembre 1916, i reparti mitragliatrici cambiarono definitivamente la denominazione in compagnie mitragliatrici; a regime ogni battaglione, superando l'organizzazione a sezioni, avrebbe avuto una compagnia o reparto mitragliatrici autonomo; inoltre, era previso che 2 compagnie mitragliatrici venissero assegnate a ogni comando di brigata e a ogni comando di divisione (quasi sempre proprio le compagnie mitragliatrici St. Etienne), da assegnare discrezionalmente, considerate le necessità contingenti dei reparti. Infatti da agosto 1916 i reparti mitragliatrici Fiat e St. Etienne vennero distribuiti anche alle grandi unità in numero di 3 per corpo d’armata, di 1 per divisione (da settembre-ottobre 2; come nel caso della 16ª Divisione, che aveva in organico 2 reparti autonomi St. Etienne: 23° e 40°), di 1 per brigata (da novembre 2).

Dopo l'ingente perdita di materiali conseguente allo sfondamento di Caporetto ed il successivo sforzo di implementazione, la riorganizzazione procedette spedita; al termine della guerra, ogni comando divisionale di fanteria disponeva di 4 compagnie mitragliatrici; ogni comando di brigata di 2 compagnie mitragliatrici; ogni reggimento di 1 compagnia mitragliatrici Fiat e di 1 sezione pistole mitragliatrici per ogni compagnia di fanteria o di specialità. Complessivamente, quindi, un reggimento poteva contare, all’occorrenza, su 36 armi con il supporto di una compagnia divisionale e una di brigata, comunque nettamente inferiore alla potenza di fuoco di un corrispettivo reparto austro-ungarico. a pieno organico (che poteva schierare tra armi pesanti e leggere una quantità quasi doppia) o, tantomeno, di un reparto tedesco. A tale proposito, proprio l'esercito tedesco fu il primo a comprendere la fondamentale importanza dell'arma automatica sul campo (vista la constatazione di come, alla fine del conflitto, l'Italia vantava lo stesso numero di mitragliatrici che aveva la Germania all’inizio, circa 21.000).

Per approfondimenti sui mitraglieri e sulle mitragliatrici, cfr. le schede dedicate a ulteriori graffiti nel catasto (ad es., cod. 000435).
RENF - Fonte
Cabrio Franco, UOMINI E MITRAGLIATRICI NELLA GRANDE GUERRA, Parti I e II, Gino Rossato Editore, Valdagno 2008-2009.Cappellano Filippo, Di Martino Basilio, UN ESERCITO FORGIATO NELLE TRINCEE, Gaspari Editore, Udine 2008.Gropuzzo Paolo, CENTOQUARANTAQUATTRO E DINTORNI, Aviani&Aviani Editori, Udine 2015.
REVI - Data
1916/09/00
REVX - Validità
ca.

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSII - Trascrizione testo graffito
... SEZ...O...E
MITRAgLIAᶜ̳ᶦ̳
23
LSIO - Trascrizione testo originale
... SEZIONE
MITRAgLIAᶜ̳ᶦ̳
23
LSTI - Traduzione in italiano
... Sezione Mitragliatrici
23° Reparto
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Cemento

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Molto danneggiato
STCO - Note
A causa del deterioramento della parte superiore dell'epigrafe, della parola "Sezione" si intuiscono, dopo l'evidenziazione, solo le parti inferiori di alcune lettere.
Il graffito conservato recita “Mitraglia” e, in caratteri più minuti, “ci”: evidentemente l’improvvisato scalpellino non aveva calcolato bene lo spazio.
Il numero "23" rappresenta l'ordinativo del 23° Reparto Mitragliatrici.

DO - Fonti e documenti di riferimento

BIB - Bibliografia che menziona il graffito
Gherlizza Franco, Radacich Maurizio, GROTTE DELLA GRANDE GUERRA, Club Alpinistico Triestino - Gruppo Grotte, Trieste 2005.Gropuzzo Paolo, CENTOQUARANTAQUATTRO E DINTORNI, Aviani&Aviani Editori, Udine 2015.

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
Foto diMarco Pascoli17/12/2014
RilevamentoPaolo Gropuzzo11/04/2016
Foto diSergio Cassia14/11/2020
InserimentoSergio Cassia, Giorgio Pisaniello01/02/2022
AggiornamentoPaolo Gropuzzo27/02/2022
AggiornamentoMarco Pascoli28/02/2022

AN - Annotazioni

Gallery

  • a. L'epigrafe del 23° Reparto Mitragliatrici
  • b. L'epigrafe prima dell'evidenziazione
  • c. L'epigrafe del 23° Reparto Mitragliatrici
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