Targa posta dai fanti del III Battaglione del 21° Reggimento Fanteria, appartenente alla Brigata Cremona, il 14 Aprile del 1916. L'epigrafe si trova lungo la trincea rafforzata in cemento che, in quel periodo, costituiva l'asse fortificatorio principale del sistema difensivo italiano di prima linea fra il Monte Sei Busi e le Alture di Vermegliano. Segnatamente, è situata nei pressi della partenza di un camminamento d'approccio, inizialmente scavato nella terra di nessuno in direzione della linea nemica in modo da favorire l'avvicinamento coperto dei reparti destinati all'attacco della stessa, quindi integrato (mediante un sistema di scavi fra loro ortogonali) nel saliente denominato Parallela Pavia. Secondo una cartografia del giugno 1916 appartenente all'Archivio privato di Marco Mantini, siffatto camminamento portava come denominazione la lettera C. Con ogni verosimiglianza, tale identificativo mono-lettera compariva sulla targhetta presente nelle adiacenze della targa in censimento (visibile in una delle foto, sopra a destra).
Il 21° Reggimento Fanteria operò nel settore del Carso dall'estate del 1915 a tutto il 1916, alternando fasi di presidio in prima linea, operazioni cinetiche contro le forze austro-ungariche e periodi di riposo in retrovia. Secondo i "Riassunti Storici" citati, vi perse 38 morti, 86 feriti, 2 dispersi fra gli ufficiali; 422 morti, 3568 feriti, 397 dispersi fra i sottufficiali, i graduati e i militari di truppa. Nella motivazione della Medaglia d'Argento al Valor Militare concessa alla sua Bandiera di Guerra, viene dato solennemente atto del valore dimostrato dall'unità.
Sempre alla luce dei "Riassunti Storici", si appura come nel settore fra Vermegliano e Cave di Selz i reparti della Brigata Cremona abbiano compiuto "turni di trincea" dal 10 Gennaio al 20 Marzo 1916, per poi trascorrere alcune settimane di riposo fra Terzo ed Aquileia e quindi rientrare in linea nel settore di Monfalcone durante la giornata del 25 Aprile (in verità, la datazione dell'epigrafe in censimento induce a pensare che alcuni nuclei del 21° Fanteria siano rimasti, o ritornati magari per eseguire lavori di fortificazione, nelle trincee del Sei Busi durante il periodo in cui il grosso della brigata stava a riposo nella pianura friulana). In un secondo momento, dal 23 Luglio fino alla seconda settimana di agosto, i reggimenti della Brigata Cremona tornarono a presidiare le posizioni sul ciglione carsico sovrastante Vermegliano, onde partecipare alla Sesta Battaglia dell'Isonzo e avanzare in direzione di Doberdò. Di seguito, fino al dicembre del 1916, essi operarono nei settori di Quota 144 - Quota 92 - Lago di Doberdò, mantenendo anche le posizioni immediatamente retrostanti sul ciglione carsico.
Fra i contenuti dell'incisione, spiccano espressioni di carattere patriottico ("Italia W") e, prima facie, riconducibili agli ideali del movimento dell'interventismo democratico ("Ai figli d'Italia che combattono per la civiltà dei popoli liberi"). Si distinguono anche la raffigurazione dell'esafoglio, spesso ritenuto simbolo di vita, rigenerazione e speranza, nonché la semicornice decorativa a linee rette e cerchi, frequente in epigrafi ed elementi architettonici dell'epoca.