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Targa dedicata dagli abitanti di Marani al Generale Cantore - Marani di Ala

Settore: Giudicarie - Alto Garda - Vallagarina

Codici

Codice
004137
ESC - Ente Schedatore
Associazione Storico Culturale Memores di Ala

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Targa
OGTE - Epoca origine
Postbellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Trentino-Alto Adige/Südtirol
PVCP - Provincia
Trento
PVCC - Comune
Ala
PVCL - Località principale
Marani
PVSL - Località specifica
Borgo Generale Cantore

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Giudicarie - Alto Garda - Vallagarina
LTST - Toponimo storico località principale
Marani
LTPE - Altra denominazione
Marani Primi

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBV - Civili
Civili - Abitanti di Marani di Ala

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica
Il 24 giugno 1923 venne inaugurata nella frazione Marani di ala la lapide ad Antonio Cantore, il "Generale degli Alpini" che entrò in Ala nel 1915.
La cerimonia era iniziata alla stazione, poi il corteo a piedi arrivò a Villa Liguria in località "Marani Primi". I quattro bambini che si vedono nella cartolina storica (cfr. foto b.) sono Maria Debiasi, Angelo Tomasi, Carmela Trainotti e Letizia Pinter (di schiena con il mazzo di fiori). La scritta "Borgo Generale Cantore" presente sulla targa era stata danneggiata un mese prima dell’inaugurazione.

Nel centro di Ala, in piazza Antonio Cantore, è presente una targa commemorativa posizionata nel 1955 sul muro di Palazzo Angelini, dove il "Generale degli Alpini" sostò durante il suo periodo in bassa Val Lagarina. Sulla lapide si legge una strofa della composizione poetica “Per i combattenti” scritta nel 1916 da Gabriele D'Annunzio:
Il valor rise come il fiore sboccia.
Ala, una città prese per amore!
E l’eroe d’Ala avea nome Cantore
E il suo canto è scolpito nella roccia.



Il generale Antonio Cantore (1860–1915) è considerato l'alpino per antonomasia. Ufficiale dal carattere inflessibile e leggendario, era noto per il suo motto "Avanti, avanti!" e per la sua costante presenza in prima linea, spesso sfidando apertamente il fuoco nemico.
il 24 maggio 1915, alla dichiarazione di guerra contro l’Austria, Cantore assunse il comando della 3ª Brigata Alpina dislocata in Val Lagarina e comprendente sei battaglioni alpini, un battaglione di bersaglieri, uno di Guardia di Finanza e il 113° e 114° Reggimento Fanteria della Brigata Mantova.
Rapidamente occupò il monte Altissimo e la linea Monte Corno - Monte Foppiano, anche per l’arretramento della linea difensiva dell’esercito austro-ungarico.
Mentre correva voce della distruzione dei ponti sull'Adige, un'audace avanguardia italiana composta da circa quaranta uomini - tra fanti della "Brigata Mantova", Finanzieri e il Battaglione Volontari Ciclisti-Automobilisti con alla testa il generale Cantore - penetrò nel borgo.
Lo scontro si accese immediatamente tra le vie del paese. I difensori austro-ungarici - 170 gendarmi e 651 Standschützen di Ala e di Borghetto al comando del maresciallo maggiore Prospero Galvan - si erano arroccati presso Villa Brazil (oggi Villa Italia) e lungo i costoni sovrastanti il rio Ala, riuscirono inizialmente a bloccare l'avanzata italiana, infliggendo le prime perdite tra i filari di viti ai soldati del 114° Reggimento Fanteria: Pietro Vallaro da Trino Vercellese ed Ettore Vincenzi da Modena.
Sotto il fuoco nemico, il Generale Cantore rimase a impartire ordini appoggiato a un muro mentre una salva di proiettili colpiva l'edificio alle sue spalle. Nonostante il pericolo e l'invito dei sottoposti a ripararsi, rimase impassibile sorridendo, alimentando il mito della sua invulnerabilità.

In questo scenario critico emerse la figura di Maria Abriani, giovane orfana originaria di Besagno di Mori cresciuta ad Ala dalle sorelle Ida e Carlotta presso la casa del cognato Felice Stefanelli. Esponendosi coraggiosamente da un'imposta, la Abriani guidò il Capitano Aldo Magagnoli attraverso i minuscoli orti e le ripide scalette di pietra del monte per aggirare le postazioni nemiche, restando sotto il fuoco per sei ore per aiutare nella costruzione di ripari di fortuna.
La battaglia si risolse grazie all'intervento dell'artiglieria italiana posizionata a Pilcante, che costrinse i difensori a ripiegare verso il campo trincerato di Rovereto.
La conquista della prima città “redenta” del Trentino fu così ricordata nel Bollettino del Comando Supremo: “Il 27 maggio truppe di fanteria rinforzate da Guardia di Finanza e d’artiglieria da Peri, per le due rive dell’Adige, avanzarono verso Ala. Espugnato il villaggio di Pilcante, coperto da più ordini di trincee, s’impossessarono stabilmente di Ala. Il combattimento durò da mezzogiorno a sera, le perdite nostre sono leggere”.

L'impegno di Maria Abriani non si esaurì con l'azione del 27 maggio 1915; ella prestò infatti opera volontaria come infermiera nell'Ospedaletto da Campo n. 07, operando coraggiosamente nonostante i ripetuti bombardamenti, inclusi quelli effettuati con un mortaio da 42 cm montato su treno. Per il suo eroismo venne insignita della Medaglia d'Argento al Valore Civile. Nel 1917, Maria sposò il Capitano Giuseppe Trimeloni del 113° Reggimento Fanteria conosciuto nell’Ospedaletto da Campo presso il quale la Abriani operò.

Dopo quest’azione il Generale Cantore fu promosso generale di divisione alla fine di giugno, ebbe il comando della 2ª Divisione in posizione nella Val Boite, in Cadore, dove impresse un ritmo risoluto alle operazioni di quel settore.
Cantore cadde il 20 luglio 1915 sul fronte dolomitico, a Forcella Fontana Negra, colpito in fronte da un cecchino durante una ricognizione. Le sue spoglie riposano oggi nel Sacrario di Pocol, sopra Cortina d'Ampezzo.
Alla memoria dell’eroico Generale, caduto in prima linea fra i suoi soldati, fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare, con il d.l. del 3 dicembre 1915, e la seguente motivazione che ne eterna il ricordo e lo addita alla riconoscenza della Patria: "Esempio costante e fulgido d’indomito ardimento alle sue truppe, le condusse attraverso regioni difficilissime, ove il nemico si era annidato, riuscendo a sloggiarlo. Cadde colpito da palla nemica sull’osservatorio, dal quale esplorava e preparava nuovi ardimenti. Monte Tofane, 20 luglio 1915".

La bandiera che il generale Antonio Cantore portò nel maggio del 1915 ad Ala e che poi sventolò dal Castello Buonconsiglio a Trento il 3 novembre 1918, è attualmente custodita nella Biblioteca Comunale di Ala. Venne riconsegnata al Sindaco nel 1921, quando Ala ricevette la Croce al Merito.
RENF - Fonte
Mederle Oswald, DA ALA A ROVERETO, La Grafica, Mori 2022Ongaro Oreste Bruno, ANTONIO CANTORE. DA ASSABA ALLE TOFANE IL MITO DEL GENERALE ALPINO, Gaspari Editore, Udine 2007.

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSCT - Categoria
Data; Patriottica - Interventista
LSII - Trascrizione testo graffito
MARANI ESULTANTE
AL
PRODE GEN. CANTORE
CON ANIMO GRATO
24 GIUGNO 1923
LSIO - Trascrizione testo originale
MARANI ESULTANTE
AL
PRODE GEN. CANTORE
CON ANIMO GRATO
24 GIUGNO 1923
LSIN - Interpretazione

Marani esultante (dedica questa targa) al prode Generale Cantore con animo grato

24 giugno 1923

LSIM - Materiali utilizzati
Cemento
LSDM - Dimensioni
Piccola

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Integro

DO - Fonti e documenti di riferimento

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
RilevamentoRené Querin10/07/2010
Foto diRené Querin25/07/2015
Notizia storicaRené Querin22/01/2026
InserimentoRené Querin22/01/2026

AN - Annotazioni

Gallery

  • a. La targa dedicata dagli abitanti di Marani al Generale Cantore
  • b. Cartolina storica dell'inaugurazione della targa (fonte: Collezione Brusco, Ala)
  • c. La targa posizionata sul muro lungo la S.S. 12
  • d. Visione aerea di Borgo General Cantore (Coll. Augusto Laghi)
  • e. Targa su Palazzo Angelini, in piazza Antonio Cantore ad Ala
  • f. Cartolina storica di Palazzo Angelini e Piazzatta Cantore ad Ala
  • g. Cartolina commemorativa
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