Targa di notevoli dimensioni che rappresenta il simbolo patriottico-istituzionale della Stella d'Italia, il fregio del 2° Reggimento Genio Zappatori, l'acronimo T.P.P. e la data del 1917.
La Stella d'Italia, o Stellone, rappresenta un simbolo patrio italiano di antichissima tradizione. Largamente adottato nel corso del Risorgimento dai patrioti di vario orientamento politico, con il Regio Decreto del 13 Dicembre 1871 si disponeva che tale emblema (nella forma delle stellette) identificasse la divisa di ogni militare delle Forze Armate del Regno d'Italia. Nel '900, e quindi durante la Prima Guerra Mondiale, la Stella d'Italia venne riprodotta anche in ambiti politici, istituzionali, propagandistici, artistici e personali, nonché all'interno dei fregi di talune specialità del Regio Esercito Italiano. Tuttora contraddistingue le uniformi dei militari delle Forze Armate della Repubblica Italiana ed appare al centro dell'emblema repubblicano.
Il fregio del 2° Reggimento Genio Zappatori richiama l'unità a cui appartenevano gli autori dell'epigrafe.
Stando a quanto documenta Polo Erminio, op.cit., pag. 63, l'acronimo T.P.P. allude al Tenente Pietro Pozza, ufficiale del citato 2° Reggimento Genio, direttore del cantiere finalizzato a realizzare una mulattiera che collegasse l'alta Valle del Tagliamento con la Val Cellina, lungo l'itinerario montano Forni di Sotto (Vico) - Val Poschiedea - Forcella Lareseit - Val Settimana - Claut.
Siffatto cantiere si sviluppò nel corso del 1917, dall'aprile ai primi di novembre, quando la ritirata di Caporetto impose il suo abbandono.
Al giugno del 1917 vi risultavano impiegati 145 operai borghesi (ossia personale civile assunto dalle autorità militari), lo stato di avanzamento si attestava su un'aliquota di 1/10 rispetto al totale e il termine dei lavori era prognosticato per fine ottobre 1917.
Della lunga mulattiera progettata si completarono alcuni chilometri in Val Poschiedea e in Val Settimana, ma non il difficile tracciato necessario al valico di Forcella Lareseit. All'altezza della targa, per attraversare il Fiume Tagliamento, venne quasi ultimato un ponte in legno eretto con legname fornito dall'amministrazione comunale all'Ufficio Lavori di Forni di Sotto (Comando Genio XII Corpo d'Armata). Anche un'immagine scattata dai velivoli austro-ungarici a inizio novembre del 1917, durante i voli di ricognizione a supporto dell'avanzata verso il Piave, ne immortala l'estensione.
Durante l'occupazione austro-ungarica conseguita alla rotta di Caporetto, il legname stoccato in loco per la rifinitura del ponte fu requisito dalle autorità imperiali ed il manufatto non conobbe ulteriori manutenzioni. In seguito alla fine della guerra, nonostante i propositi di riatto espressi dal Comune di Forni di Sotto, il ponte ligneo finì demolito mercé le piene del Tagliamento.