La piccola targa riporta l'indicazione dell'anno 1917 e le iniziali dei nominativi degli autori, militari che operarono nei lavori di potenziamento dei trinceramenti sul Monte Cosich.
Il Monte Cosich rappresentò un caposaldo
difensivo di rilievo strategico per la difesa austro-ungarica nel
settore meridionale del Carso. Dalla Prima Battaglia dell'Isonzo
esordita il 23 giugno 1915, sino alla Sesta Battaglia dell'Isonzo
sviluppatasi nell'agosto 1916, le forze
imperiali respinsero ogni attacco italiano volto a conquistarlo,
rafforzandone i trinceramenti e gli apprestamenti fortificatori. Nel quadro dell'avanzata italiana scaturita dalla Sesta
Battaglia dell'Isonzo, durante la giornata del 12 agosto 1916, le forze
italiane vi riuscirono a superare "la strenua difesa dell'avversario"
(cosi la Relazione Ufficiale Italiana, Volume III, Tomo 3°, Narrazione, cit., pag. 127), espugnandone la sommità.
Di seguito, sino alla ritirata di Caporetto di fine ottobre 1917, il
Cosich venne a trovarsi 2-3 chilometri al tergo delle linee avanzate
italiane; costituì una notevole base tattica per gli attacchi alle
posizioni imperiali di Quota 144 (Arupacupa), durante le tre spallate
del settembre-ottobre-novembre 1916.
Cima e versanti furono interessati da notevoli lavori di riassetto
difensivo arretrato tesi all'approntamento della Linea di San Martino e
della Linea di Doberdò, che al settembre del 1917 costituivano
rispettivamente il settimo e il sesto sistema difensivo italiano del
settore carsico.
La targa in censimento si riferisce a tale fase, caratterizzata
da attività, scavi e cantieri svolti in relativa lontananza del nemico.
Nello specifico, è stata realizzata all'interno di un trinceramento
afferente al lembo meridionale della Linea di Doberdò (che si
incontrava con i trinceramenti della Linea di San Martino quasi un centinaio di metri più a sud).