La targa commemorativa in esame si colloca nel peculiare filone dei mementi posti dai discendenti dei combattenti diversi decenni (talvolta oltre un secolo) dopo la fine del conflitto, in prossimità del luogo dove operò e/o cadde il militare in parola.
In questo caso, apprezziamo la targa commemorativa inaugurata dalla figlia e dal nipote di Mario De Carolis verso la fine degli anni '80 del Novecento "a ricordo di chi, pur vivendo in un mondo di orrore e di morte, seppe restare uomo. Il maestro elementare Mario De Carolis, soldato del 13° della brigata Pinerolo, rifiutò infatti licenze di convalescenza per poter restare vicino ai compagni feriti e ricoverati in un ospedaletto nei pressi del fronte" (Scrimali Antonio, Scrimali Furio, op. cit., pag. 227). Nel proprio diario, il De Carolis rammenta e descrive le inaspettatamente dure giornate di fine giugno del 1915, vissute coi ranghi del 13° Reggimento Fanteria della Brigata Pinerolo impegnato a scagliare i primi sanguinosi assalti italiani alla Quota 70 - Alture di Selz.
Mario De Carolis, maestro nella vita civile, sergente maggiore promosso aspirante ufficiale nei ranghi del Regio Esercito, rimase ferito in quella prima estate di fuoco bellica, ma riuscì a sopravvivere al conflitto.
Le fanterie della Brigata Pinerolo, reclutate nei distretti di Aquila (città sede del deposito del 13° Reggimento Fanteria), Brescia, Caltanisetta, Frosinone, Genova, Novara, Padova e Verona (con il procedere della guerra, probabilmente anche nel distretto di Foggia dove aveva sede il deposito del 14° Reggimento Fanteria), operarono con gravi perdite ed encomiabile valore nei settori di Monte Sei Busi-Vermegliano e delle Alture di Selz sin dalle prime battaglie dell'estate del 1915. L'epopea di cui furono protagoniste sul Carso, sul Piave e sull'Altopiano di Asiago durante l'intero periodo del conflitto venne premiata con la Medaglia d'Oro al Valor Militare, assegnata alle bandiere di entrambi i reggimenti (13° e 14° Fanteria) che formavano la brigata; tanta gloria costò al 13° Reggimento 83 morti, 214 feriti e 17 dispersi fra gli ufficiali - 1.397 morti, 7.055 feriti e 1.858 dispersi fra i militari di truppa; al 14° Reggimento 76 morti, 205 feriti e 67 dispersi fra gli ufficiali - 1.402 morti, 6.802 feriti e 2.820 dispersi fra i militari di truppa. "Sempre più avanti, sempre più alto" era il motto di entrambi i reggimenti.