Il Catasto dei Graffiti della Grande Guerra
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Targa "78° Riservetta N°1" - Quota 85 di Monfalcone (Quota Toti)
Settore: Basso Isonzo - Carso
Codici
Codice
000362
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna
OG - Oggetto
OGTT - Tipo oggetto
Targa
OGTE - Epoca origine
Bellica
LC - Localizzazione
PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Gorizia / Gurize / Gorica
PVCC - Comune
Monfalcone / Monfalcon / Tržič
PVCL - Località principale
Quota 85 di Monfalcone
PVPE - Altra denominazione
Quota Toti
PVSO - Localizzazione attuale
In situ
LS - Localizzazione storica
LTSS - Settore
Basso Isonzo - Carso
LTST - Toponimo storico località principale
Quota 85 di Monfalcone
LTSL - Toponimo storico località specifica
Trincea Adamo
AU - Autore
ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Fanteria
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Fanteria
ESBZ - Specializzazione, Ripartizione specifica
Reparti Lanciabombe
ESBG - Brigata
Brigata Toscana
ESBR - Reggimento o unità equipollente
78° Reggimento Fanteria
ESBP - Reparto, Sezione, Plotone
Sezione Lanciatorpedini Bettica
RE - Notizie storiche
RENN - Notizia storica
Le Alture di Monfalcone sono formate da una bassa catena collinosa che delimita a nord-est la piana di Monfalcone, rappresentando il settore più meridionale dell'altopiano carsico isontino. La catena delle alture è disposta in direzione nordovest-sudest, presentando come prime elevazioni ad occidente i colli del Sochet, come rilievo centrale e altimetricamente maggiore la Quota 121 (Cima di Pietrarossa), come ultima propaggine orientale le quote di Moschenizza.
Durante la Grande Guerra, le Alture di Monfalcone costituirono un importante campo di battaglia all'estremo mezzogiorno del fronte dell'Isonzo. Furono coinvolte da combattimenti e campagne fortificatorie, sviluppate da entrambi gli eserciti contendenti, per l'intero periodo compreso fra il giugno del 1915 (Primo sbalzo offensivo) e l'ottobre del 1917 (ritirata di Caporetto). Più precisamente, durante la fase iniziale del conflitto (fino alla Sesta Battaglia dell'Isonzo, avvenuta nell'agosto del 1916), gli schieramenti avanzati dei rispettivi eserciti e quindi i combattimenti diretti fra le opposte fanterie ne coinvolsero la porzione occidentale e soprattutto quella centrale. In seguito, fino alla Decima Battaglia dell'Isonzo (maggio 1917), l'epicentro tattico si spostò nell'area centro-orientale delle Alture. Dopo la Decima Battaglia dell'Isonzo e fino alla ritirata di Caporetto, le forze italiane mantennero il possesso dell'intero gruppo collinoso in parola, imperniando le proprie linee avanzate sulle alture più orientali, divenute posizioni di partenza per gli attacchi italiani contro le difese austro-ungariche del settore Flondar-Hermada-San Giovanni
Fino al 6 agosto 1916, sulla Quota 85 gli austro-ungarici organizzarono e mantennero un importante caposaldo difensivo, reiteratamente e violentemente attaccato dagli italiani, che pur nell'estate del 1916 erano giunti ad approcciare il versante occidentale dell'altura lambendo la sommità. Con la Sesta Battaglia dell'Isonzo, il Regio Esercito Italiano conquistò l'intera quota, ribaltando, rafforzando e ampliando secondo le proprie necessità fortificatorie le precedenti difese austro-ungariche. Pertanto, dall'agosto del 1916 fino alla Decima Battaglia dell'Isonzo del maggio 1917, il sistema difensivo italiano di Quota 85 rappresentò un cardine della prima linea difensiva italiana del settore, fronteggiante le posizioni austro-ungariche di Quota 77. Dopo l'avanzata italiana scaturente dalla Decima Battaglia dell'Isonzo e fino alla ritirata di Caporetto, le fortificazioni di Quota 85 vennero ulteriormente integrate e implementate nel contesto della seconda e della terza fascia difensiva italiana organizzate all'estrema destra del settore carsico.
Quota 85 venne ridenominata Quota Toti in memoria di Enrico Toti, famoso ed eroico combattente aggregato al III Battaglione Bersaglieri Ciclisti, decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare, cadutovi il 6 agosto del 1916.
La targa in censimento individua la nicchia deputata a ospitare la riservetta delle munizioni del primo lanciatorpedini Bettica appartenente alla sezione appostata presso la Trincea Adamo. Si dimostra corredata dalla concisa indicazione del 78° Reggimento Fanteria della Brigata Toscana, a cui evidentemente appartenevano i costruttori della postazione e della targa.
La
Trincea Adamo
(così denominata in onore del Capitano Ettore Adamo, classe 1890, comandante del II Battaglione del 225° Reggimento Fanteria della Brigata Arezzo, caduto il 10 ottobre 1916 durante gli assalti contro le Quote 77 e 57 nello svolgersi dell'Ottava Battaglia dell'Isonzo, Medaglia d'Argento al Valor Militare) venne organizzata dal Regio Esercito Italiano in seguito alla Sesta Battaglia dell'Isonzo, fra l'agosto del 1916 e la fine ottobre del 1917. In detto periodo vi si alternarono molteplici e ripetuti lavori di rafforzamento, fino alla Decima Battaglia dell'Isonzo e quindi all'ultima decade del maggio 1917 eseguiti in contesto di prima linea; successivamente, residuali lavori di miglioramento vennero posti in essere in ambito di seconda/terza linea.
Riguardo alla vicenda del 78° Reggimento Fanteria della Brigata Toscana, si segnala come nei primi mesi del 1917, dopo aver compiuto alcuni turni al fronte nel settore di Monfalcone dal 23 gennaio 1917, l'unità partecipò alla Decima Battaglia dell'Isonzo (12-28 maggio 1917), operando a nord e a est della Palude del Lisert (a sud dell'attuale omonimo casello autostradale), contro la Quota 77 e i tunnel ferroviari compresi fra Sablici e San Giovanni di Duino. Fu presente in zona anche nei mesi successivi, fino al 9 settembre 1917, partecipando alla Undicesima Battaglia dell'Isonzo sempre nel settore di San Giovanni di Duino.
Di conseguenza, la targa in censimento risale al periodo compreso fra il 23 gennaio e il 9 settembre 1917, con maggiore probabilità in capo ai mesi appena precedenti alla Decima Battaglia dell'Isonzo (pertanto febbraio, marzo, aprile, prime settimane di maggio del 1917), quando la
Trincea Adamo
rappresentava un tratto della prima linea italiana ed esigeva continue opere di rafforzamento e manutenzione.
Il lanciatorpedini Bettica è un sistema d'arma adottato dal Regio Esercito durante la Prima Guerra Mondiale e tipicamente assegnato ai reparti di fanteria, in numero importante a partire dai primi mesi del 1917. Rientra nella categoria dell'artiglieria da trincea ed è, in sintesi, costituito da un lanciatore di ordigni esplosivi a tubo (torpedini) con raggio d'azione di circa 150-200 metri. Si rivelò facilmente trasportabile e speditivamente postabile sul terreno, nonché piuttosto efficace quando impiegato in massa nella distruzione delle difese accessorie e nel fuoco di interdizione contro movimenti e concentramenti ravvicinatissimi di truppa nemica.
RENF - Fonte
Avsenak Vinko, Pallasmann Karl, Pascoli Marco, LUOGHI NASCOSTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE DALLE ALPI CARNICHE ALL'ADRIATICO, Edizioni Saisera, Malborghetto-Valbruna 2025.
Cappellano Filippo, Di Martino Basilio, UN ESERCITO FORGIATO NELLE TRINCEE, Gaspari Editore, Udine 2008.
Cappellano Filippo, Marcuzzo Bruno, L'UNIVERSO PARABOLICO DELLA GRANDE GUERRA. I 100.000 BOMBARDIERI E L'ARTIGLIERIA DA TRINCEA, Gaspari Editore, Udine 2023.
Gropuzzo Paolo, CENTOQUARANTAQUATTRO E DINTORNI, Aviani&Aviani Editori, Udine 2015.
Gropuzzo Paolo, FLONDAR E DINTORNI, VERSO L'HERMADA. LA 10ª E L’11ª BATTAGLIA DELL'ISONZO, MAGGIO-SETTEMBRE 1917, Aviani&Aviani, Udine, 2026.
https://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/
Juren Mitja, Persegati Nicola, Pizzamus Paolo, FLONDAR 1917, IL PRESAGIO DI CAPORETTO, Gaspari Editore, Udine 2017.
Mantini Marco, Stok Silvo, I TRACCIATI DELLE TRINCEE SUL FRONTE DELL'ISONZO, III. LE ALTURE DI MONFALCONE, PARTE 1ᵃ, Gaspari Editore, Udine 2009.
Mantini Marco, Stok Silvo, TRACCIATI DELLE TRINCEE SUL FRONTE DELL'ISONZO, III. LE ALTURE DI MONFALCONE, PARTE 2ᵃ, Gaspari Editore, Udine 2010.
Ministero della Guerra, RIASSUNTI STORICI DEI CORPI E COMANDI DELLA GUERRA 1915 - 1918, BRIGATE DI FANTERIA, Libreria dello Stato, Roma 1924 - 1929.
Polli Gea, Cortese Nino, I GRAFFITI DELLA GRANDE GUERRA SULLE ALTURE DI MONFALCONE, Gaspari Editore, Udine 2007.
Scrimali Antonio, Scrimali Furio, IL CARSO DELLA GRANDE GUERRA LE TRINCEE RACCONTANO, DA MONFALCONE AL VALLONE DI GORIZIA, Edizioni Lint, Trieste 1995.
Stok Silvo, a cura di, MONFALCONE, PAESAGGI DELLA GRANDE GUERRA - TRŽIČ, KRAJINE PRVE SVETOVNE VOJNE, Comune di Monfalcone, Cormòns 2014.
Toti Gabriella, "NUN MORO IO..." IN VITA E IN MORTE DI ENRICO TOTI, Aviani Editore, Udine 1998.
www.cadutigrandeguerra.it
REVI - Data
1917/01/23 - 1917/09/10
TE - Testo epigrafe
LSIL - Lingua
Italiano
LSCT - Categoria
Informativa - Di servizio
;
Prevalentemente di reparto - Collettiva
LSII - Trascrizione testo graffito
78°̳
RISERVETTA N 1
LSIO - Trascrizione testo originale
78°̳
RISERVETTA N 1
LSIN - Interpretazione
78° Reggimento Fanteria
Riservetta n° 1
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Malta
LSDM - Dimensioni
Media
CO - Stato di conservazione
STCC - Stato di conservazione
Parzialmente danneggiato
DO - Fonti e documenti di riferimento
BIB - Bibliografia che menziona il graffito
Polli Gea, Cortese Nino, I GRAFFITI DELLA GRANDE GUERRA SULLE ALTURE DI MONFALCONE, Gaspari Editore, Udine 2007.
Scrimali Antonio, Scrimali Furio, IL CARSO DELLA GRANDE GUERRA LE TRINCEE RACCONTANO, DA MONFALCONE AL VALLONE DI GORIZIA, Edizioni Lint, Trieste 1995.
CM - Compilazione e aggiornamenti
CMPR - Ruolo intervento
CMPN - Nome
CMPD - Data
Foto di
Sergio Cassia, Giorgio Pisaniello
07/11/2020
Rilevamento
Sergio Cassia, Giorgio Pisaniello
07/11/2020
Inserimento
Giorgio Pisaniello
01/02/2025
Notizia storica
Marco Pascoli
02/02/2025
Aggiornamento
Sergio Cassia, Marco Pascoli
02/02/2025
AN - Annotazioni
Gallery
a. La targa "78° Riservetta N°1"
b. La targa "78° Riservetta N°1", nella sua collocazione