Settore: Giudicarie - Alto Garda - Vallagarina
La Croce Rossa individua la destinazione d'uso dell'edificio utilizzato durante il primo conflitto mondiale dal 106° Reparto Someggiato (6ª Sezione Sanità, 3ª Compagnia Sanità) di Tiarno di Sotto, che vi operò da novembre 1916 a febbraio 1918. Attorno al 1500, quando il paese di Tiarno era in forte espansione, venne costruito un grande complesso di edifici contraddistinti da elementi architettonici ispirati al classicismo, come portali, archi con chiavi di volta incise, ingressi con colonne e poggioli con vari motivi ornamentali; oggi l'intero aggregato è denominato “Villa del Seminario Minore Arcivescovile di Trento” o, più semplicemente, "La Villa", soprattutto dagli abitanti del paese. Il compendio comprende quattro grandi caseggiati: Casa Santa Elisabetta o Casa Sartori, Casa San Carlo, Casa San Vigilio e Casa San Luigi. La famiglia Sartori abitò stabilmente nella struttura a partire dal 1700 e nel 1760 fece realizzare a sue spese una cappella annessa all'edificio Casa Santa Elisabetta; la contessa Elisa Sartori, che abitava nella Villa, dopo aver comprato dal fratello tutta la proprietà ereditata dai genitori, nel 1883 maturò la decisione di lasciare i suoi beni al Seminario Arcivescovile di Trento, convinta che i grandi edifici, circondati di verde, potessero essere sede ideale per il soggiorno dei seminaristi durante le vacanze estive. Durante la guerra la struttura fu destinata a servizi sanitari, come testimonia la Croce Rossa qui censita, tutt'ora visibile sulla facciata di Casa Santa Elisabetta. Nel 1917 nel grande parco verde antistante alla Villa fu allestito dall'esercito italiano un tribunale militare, come testimonia una foto storica in allegato, appartenente alla collezione Don Domenico Alboni e riportata anche nel libro di M. Ischia (Sulle orme del Tenente Hect, op. cit. - pag. 203); nel testo citato sono anche riportati alcuni estratti del diario di guerra del cappellano militare Don Primo Discacciati che racconta i vari episodi successi in quel tribunale militare.
Durante la ricostruzione del paese, negli altri edifici furono ospitati i Tiarnesi rientrati dall'esodo forzato in Boemia del 1919 e Casa Santa Elisabetta continuò a ospitare una struttura sanitaria; in seguito, la Villa venne nuovamente destinata a colonia estiva per i seminaristi.