Fra il 16 luglio del 1916 e il 26 ottobre del 1917, presso Cicigolis (paese situato nella Valle del Natisone, all'epoca zona di retrovia della 2ª Armata italiana), operò l'Ospedaletto da Campo n° 114 gestito dalla 4ª Compagnia di Sanità avente deposito in Piacenza.
Le non più esistenti scritte in censimento, aventi evidenti finalità di servizio, afferiscono a tale organizzazione.
Grazie ad una preziosa immagine datata 27 agosto 1916, custodita presso l'Archivio Storico Dal Molin e pubblicata sulla pagina web citata, si individua l'ancora esistente immobile che ospitò la direzione dell'ospedaletto. Sopra l'ingresso, vi campeggiava la targa identificava dell'Ospedaletto.
Un ospedaletto da campo da 50 letti era un reparto sanitario del Regio Esercito Italiano, costituito e gestito da una Compagnia di Sanità, solitamente posto alle dipendenze di un comando di Corpo d'Armata. Aveva la funzione di ricevere nelle strutture in cui si era insediato i feriti gravi trasportabili e leggeri provenienti dalle Sezioni di Sanità o direttamente dai reparti mobilitati. Di solito, vi si tratteneva i feriti per degenze di breve periodo (quanto necessitava per renderli trasferibili), prima di inviarli ad altri stabilimenti sanitari o dimetterli a seconda dei casi.
L'ospedaletto da campo si caratterizzava per una spiccata mobilità finalizzata a poter seguire i movimenti delle truppe operanti. La disponibilità di 50 letti, assurta a parte fondamentale della nomenclatura che distingueva la tipologia del reparto, era quella di base per accogliere feriti gravi. Nei fatti, la capienza del reparto poteva aumentare considerevolmente in relazione alle risorse disponibili e alle esigenze del momento.
L'ospedaletto da campo poteva configurarsi come carreggiato o someggiato: se carreggiato dispiegava una forza tabellare pari a 5 ufficiali di cui 4 medici, 51 uomini di truppa, 1 ecclesiastico, 23 quadrupedi e 10 carri; qualora fosse someggiato, gli uomini di truppa salivano a 104 e i quadrupedi a 62, ma non sussistevano carri in parco organico.
Testimonianze locali riferiscono come, durante il conflitto, l'abitato di Cicigolis abbia ospitato varie truppe, reparti e servizi militari italiani. Sino ai danneggiamenti e alle modifiche urbanistiche derivate dalla ricostruzione successiva ai Terremoti del '76, su alcuni edifici esistevano scritte di servizio che richiamavano l'alloggiamento delle truppe ed il numero massimo di soldati che potevano trovare ricovero nei singoli caseggiati.