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Scritte della 18ª Compagnia Telegrafisti presso l'Ufficio Telegrafico e Telefonico - Castelnuovo

Settore: Basso Isonzo - Carso

Codici

Codice
000541
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Scritta
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Gorizia / Gurize / Gorica
PVCC - Comune
Sagrado / Segrât / Zagraj
PVCL - Località principale
Castelnuovo
PVSL - Località specifica
Villa della Torre Hohenlohe
PVSE - Altra denominazione
Villa di Castelnuovo
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Basso Isonzo - Carso
LTST - Toponimo storico località principale
Castello Nuovo
LTPE - Altra denominazione
Castelnuovo; Quota 120
LTSL - Toponimo storico località specifica
Villa di Castello Nuovo Hohenlohe

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Genio
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Telegrafisti
ESBZ - Specializzazione, Ripartizione specifica
Uffici telegrafici e telefonici
ESBR - Reggimento o unità equipollente
3° Reggimento Genio Telegrafisti
ESBC - Compagnia, Batteria, Squadrone, Centuria
18ª Compagnia Telegrafisti

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

Le due scritte, di cui una discretamente conservata e l'altra quasi del tutto scomparsa, identificano la costruzione che fu sede dell'Ufficio Telegrafico e Telefonico allestito dalla 18ª Compagnia del 3° Reggimento Genio Telegrafisti, posta nei giardini della Villa della Torre Hohenlohe di Castelnuovo. Presso questo luogo, tra fine novembre 1915 e l'agosto del 1916, sorse un vero e proprio villaggio di guerra con ricoveri, posti medicazione e varie strutture di carattere organizzativo-logistico; talune di esse, come l'Ufficio Telegrafico e Telefonico in parola, rimasero in funzione e/o furono attivate anche dopo l'avanzamento del fronte italiano oltre il Vallone di Gorizia (avvenuto durante la Sesta Battaglia nell'agosto 1916).

 

Della costruzione sede dell'Ufficio si trova preciso e interessante riferimento nel diario di Alfonso Pardi (cfr. "Nell'uragano della più grande guerra", cit.).

L'Autore - che iniziò a combattere sul Carso nel giugno 1915 come fante del 131° Reggimento Fanteria della Brigata Lazio - fu trasferito nel novembre 1916 presso la 18ª Compagnia del 3° Reggimento Genio Telegrafisti.

Così il Pardi ricorda l'Ufficio: "18 marzo 1917 - [...] eccomi ora a Castelnuovo in servizio di telegrafista. Il comando della stazione è affidato al sergente Bertoli che faccio appena in tempo a conoscere perché, in un'ispezione alle linee telefoniche, viene colpito da una granata e muore. Assumo io il comando della stazione [...] La stazione è situata a pochi metri dalla strada che si arrampica sulle prime pendici e propaggine carsiche, in una baracchetta di cemento, appositamente costruita".

 

 

I Telegrafisti, specialità dell’Arma del Genio, disimpegnavano compiti telegrafici e telefonici a servizio del Comando Supremo e delle grandi unità (Armate, Corpi d’Armata e Divisioni), garantendo le comunicazioni di carattere generale tra i vari organi e i collegamenti con fanteria e artiglieria, mediante l’impiego di personale addestrato nell’impiego di apparati telegrafici, telefonici e fototelegrafici (tefonisti, telegrafisti, radiotelegrafisti, aerostieri, foto-elettricisti, foto-telegrafisti), nell’impianto e manutenzione delle relative linee (guardafili) e, non da ultimo, mediante piccioni viaggiatoril.

 

La 18ª Compagnia Telegrafisti - autrice dell'epigrafe in oggetto - fu una delle prime ventiquattro compagnie mobilitate del 3° Reggimento Genio Telegrafisti.
La sede principale si trovava presso il deposito di Firenze, con distaccamenti a Verona e Piacenza: aveva il compito di formare il personale telegrafista con corsi che variarono da una durata di nove mesi in tempo di pace a una durata di massimo quattro mesi nei periodi più critici del conflitto.

Con la mobilitazione dell’Italia in guerra, nel 1915 vennero assegnate:
- una Compagnia Telegrafisti (7ª) alle dirette dipendenze del Comando Supremo;
- quattro Compagnie Telegrafisti (16ª, 21ª, 22ª e 24ª), una per ogni Armata;
- sedici Compagnie Telegrafisti, una per ogni comando di Corpo d'Armata;
- tre Compagnie Telegrafisti (1ª, 2ª e 3ª), con i propri plotoni dislocati nelle diverse fortezze di frontiera e nella piazzaforte di Venezia; erano pertanto definite “Compagnie di piazza”.

A queste Compagnie si aggiungevano 4 Sezioni Telegrafisti associate alle Divisioni di Cavalleria, 9 Sezioni Radiotelegrafisti (R.T.), di cui una al Comando Supremo, 4 di Armata e 4 per Divisioni di Cavalleria.
Il servizio telefonico era in stretta relazione con quello svolto dalle Compagnie Telegrafisti, pertanto, a ciascuna delle 35 Divisioni di Fanteria, venne assegnata una Sezione Telefonica che faceva parte integrante della Compagnia Zappatori della Divisione stessa per un totale di 35 Sezioni Telefoniche.  

Il numero delle Compagnie Telegrafisti risultò fin da subito non sufficientemente adeguato a garantire un servizio di comunicazione efficace e tempestivo. Si rese quindi necessario, già nel 1916, dotare ogni Corpo d’Armata di una seconda Compagnia Telegrafisti, arrivando ad avere in organico al Reggimento 53 Compagnie alla fine del 1916 e 70 a settembre 1917.

Dopo la XII Battaglia dell’Isonzo anche il servizio telegrafico subì un complesso e laborioso riassetto: il numero di Compagnie Telegrafisti risultava inadeguato e l'esigenza continuò a mutare di giorno in giorno. In queste circostanze vennero elevate a livello compagnia tutte le sezioni telefoniche divisionali che erano state mobilitate nel 1° e 2° Reggimento Genio e passarono all’organico del 3° Reggimento Genio Telegrafisti che arrivò ad avere ben 135 compagnie.
Data l'estensione raggiunta dal servizio telegrafico divenne insostenibile provvedervi con il solo 3° Reggimento. A metà del 1918 il Ministro della Guerra Zupelli dispose quindi la costituzione di un ulteriore Reggimento, il 7°, con un deposito principale a Piacenza, al quale vennero assegnate 59 compagnie telegrafisti cedute dal 3° Reggimento.

Complessivamente il periodo compreso tra il 24 maggio 1915 e il 4 novembre 1918 vide passare il numero delle Compagnie Telegrafisti da 24 a 136, con una forza che andò da 8.100 uomini a circa 60.000 uomini, impiegando 320 telegrafi e 560 telefoni nel 1915, arrivando nel 1918 ad impiegarne rispettivamente 1.400 e 24.200 circa.

RENF - Fonte
Angelotti Vezio, I TELEGRAFISTI NELLA GUERRA 1915-1918, Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio, Roma 1963.Apostoli Monica, IL GENIO TELEGRAFISTI NELLA GRANDE GUERRA, Archeoares Editore, 2024.Cortelletti Luigi, OLTRE LA DURA TRINCEA - OPERE, MEZZI, EROISMI DELL'ARMA DEL GENIO, Gino Rossato Editore, Valdagno 2011.Ministero della Guerra - Ispettorato dell'Arma del Genio, L'ARMA DEL GENIO NELLA GRANDE GUERRA 1915 - 1918, Tipografia Regionale, Roma 1940.Pardi Alfredo, NELL'URAGANO DELLA PIÙ GRANDE GUERRA, Ravizza Editore, Varese 2024.Scrimali Antonio, Scrimali Furio, IL CARSO DELLA GRANDE GUERRA LE TRINCEE RACCONTANO, REDIPUGLIA - MONTE S.MICHELE - MONTE SEI BUSI, Edizioni Lint, Trieste 1996 (Seconda Edizione).
REVI - Data
1916/00/00 - 1917/10/28
REVX - Validità
ca.

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSCT - Categoria
Informativa - Di servizio; Prevalentemente di reparto - Collettiva
LSII - Trascrizione testo graffito

[...] COMPᵃ̲ TELEGRˢ̲[...]
UFFICIO TELEGRAFICO e TELEFONICO

 

UFFICIO [...] T [...]

 

 

LSIO - Trascrizione testo originale

18ᵃ̲ COMPᵃ̲ TELEGRˢ̲ᵗ̲ᶦ̲

UFFICIO TELEGRAFICO e TELEFONICO

 

[...]

UFFICIO TELEGRAFICO e TELEFONICO

 

 

LSIN - Interpretazione

18ᵃ̲ Compagnia Telegrafisti
Ufficio Telegrafico e Telefonico

 

[...]

Ufficio Telegrafico e Telefonico

 

 

LSIC - Tecnica di costruzione
Vernice su cemento
LSIM - Materiali utilizzati
Vernice
LSDM - Dimensioni
Molto grande

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Molto danneggiato

DO - Fonti e documenti di riferimento

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
SegnalazioneSilvo Stok
Foto diMarco Mantini24/09/2010
Foto diGiorgio Pisaniello05/04/2015
RilevamentoGiorgio Pisaniello05/04/2015
Foto diMarco Pascoli10/03/2016
InserimentoGiorgio Pisaniello19/04/2021
AggiornamentoMonica Apostoli04/06/2024
AggiornamentoSergio Cassia, Marco Pascoli09/07/2024

AN - Annotazioni

OSS - Osservazioni

Nel giugno 1915 le truppe italiane penetrarono avanzarono nei pressi di Sagrado, avvicinandosi alle pendici delle alture retrostanti. Durante le prime sei battaglie dell’Isonzo, Castelnuovo venne coinvolto direttamente nei combattimenti e diverse Brigate e reparti si dissanguarono per espugnare le alture (tra di essi la Brigata Bologna, la Siena, la Sassari, la Brescia, i Bersaglieri). Fu un vero massacro per entrambi gli eserciti.

Dalla fine del novembre 1915 all'agosto 1916, il fronte rimase sulle posizioni raggiunte; nei giardini della Villa sorse un vero e proprio villaggio di guerra con ricoveri, posti medicazione e varie strutture di carattere organizzativo-logistico; nelle adiacenze vi furono postati anche diversi pezzi di artiglieria.

Gallery

  • a. La scritta meglio conservata della 18^ Compagnia Telegrafisti presso l'Ufficio Telegrafico e Telefonico
  • b. La scritta meglio conservata della 18^ Compagnia Telegrafisti presso l'Ufficio Telegrafico e Telefonico
  • c. La parete dello stabile su cui campeggia la scritta più conservata
  • d. Lo stabile dell'Ufficio Telegrafico e Telefonico con la scritta meglio conservata, nel 2010
  • e. La scritta meglio conservata, nel 2010
  • f. Particolare della scritta, nel 2010
  • g. La parete dello stabile su cui appaiono i labili resti della seconda scritta
  • h. Particolare emerso della seconda scritta: si intravedono le lettere scure della parola "Ufficio"
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