Il Catasto dei Graffiti della Grande Guerra
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Scritta "Casa del soldato" - Ontagnano
Settore: Medio Friuli - Udine - Bassa Friulana
Codici
Codice
000855
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna
OG - Oggetto
OGTT - Tipo oggetto
Scritta
OGTE - Epoca origine
Bellica
LC - Localizzazione
PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Udine / Udin
PVCC - Comune
Gonars / Gonârs
PVCL - Località principale
Ontagnano
PVSO - Localizzazione attuale
In situ
LS - Localizzazione storica
LTSS - Settore
Medio Friuli - Udine - Bassa Friulana
AU - Autore
ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
RE - Notizie storiche
RENN - Notizia storica
Il 12 dicembre 1916, l’Intendente Generale dell’Esercito, con lettera n. 39009, comunicava la costituzione dell’Ufficio speciale Case del Soldato in zona di Guerra affidandone la direzione al Cappellano Don Giovanni Minozzi per incarico del Comando Supremo. L’arboscello diventava quercia. Le Sale diventavano Case. Egli fu distaccato dalle Unità Ospedaliere del Sovrano. Ordine di Malta e trasferito al nuovo servizio. Il programma gli era nato da una idea semplice e lucida: il soldato va alla guerra per dovere, chiamato da ordini che non è abituato a discutere. Falsi gli entusiasmi parolai, stupida la predicazione del odio. Invece, dal profondo dell’anima, dopo l’impeto della battaglia, gli salgono i sentimenti di buona umanità, l’aspirazione alla pace, alla tranquillità, alla giustizia. I soldati vogliono l’esempio del dovere compiuto con disciplina e sentito come sacro; cercano riposo, serenità, conforto, svago, un qualche lasso di tempo per riconciliarsi con la vita; apprezzano l’interessamento per loro, l’assistenza affettuosa, l’ascolto dei loro sfoghi. Perciò egli concepì la Casa del Saldato come un’oasi, come un luogo di riposo, come una sosta al riparo, dove si potesse respirare quell’aria di casa, fatta di amorevolezza, di fraterna sollecitudine e anche di moralità austera, per meglio disporsi al compimento del dovere. Il soldato vi doveva trovare ciò che contribuiva a rasserenarlo: libri per la lettura sana e amena, giochi vari per il divertimento, oggetti di cancelleria per la corrispondenza. Di tanto in tanto venivano invitati conferenzieri di prim’ordine e di sicura fede. A ogni Casa veniva preposto un Direttore scelto tra i soldati della Sanità, soprattutto sacerdoti, e della Territoriale. Le forniture venivano. Prelevate dalla Direzione Generale a Treviso, dove ammassava materiale l’insonne iniziativa del Cappellano e dove intendeva alla distribuzione l’impareggiabile Andrea Massimi. Si pensi a un reggimento che torni, tutto acqua e fango, dalle trincee, o scenda agghiacciato dalle montagne impervie dopo giorni di abbrutimento e di tensione. Che ristoro entrare in una Casa calda e accogliente, lavarsi, conversare con gli amici, sfogarsi per tante contrarietà e manifestare crucci e ansie, confidarsi, riposarsi, divertirsi, risentirsi uomo tra gli uomini. « Farà loro più bene un’ora di divertimento che cento pagnotte di pane in più» gli diceva un ufficiale. La Casa del Soldato con l’atmosfera casalinga di moralità favoriva la serenità dello spirito e il riposo del corpo. I soldati si rifacevano felici e giocherelloni come fanciulli. Vi si respirava il senso del dovere. In genere era composta da una sala di scrittura, da una sala di lettura con biblioteca, da un ufficio per le informazioni, da un segretariato per gli analfabeti, dalla cappella. Nei centri dove risultò possibile il Cappellano mise su anche la scuola per analfabeti, la rivendita dei generi alimentari e dei francobolli, i bagni, il teatrino, l’impianto di giochi all’aperto. Però lo schema ideale e completo per !’impianto di una Casa del Soldato comprendeva diversi locali razionalmente distribuiti. Al centro era disposta una grande Sala di soggiorno, attrezzata con tavoli per scacchi, dama, carte, tombola, sedia per grammofono, sedioline per fisarmonica e strumenti musicali; e c’erano anche angoli di quiete per conversazioni più riposate e per la sana cordialità paesana. Non vi mancava, addossato alla parete di fondo, il palcoscenico per le recite e la proiezione dei films. Dal salone centrale si apriva, in genere, l’ingresso agli altri ambienti, principalmente alla Cappella, che si giovava anche dello spazio del salone nei giorni di maggiore frequenza. C’erano poi: la Sala di scrittura, fornita di tutto divertimento che cento pagnotte di pane in più» gli diceva un ufficiale. La Casa del Soldato con l’atmosfera casalinga di moralità favoriva la serenità dello spirito e il riposo del corpo. I soldati si rifacevano felici e giocherelloni come fanciulli. Vi si respirava il senso del dovere. In genere era composta da una sala di scrittura, da una sala di lettura con biblioteca, da un ufficio per le informazioni, da un segretariato per gli analfabeti, dalla cappella. Nei centri dove risultò possibile il Cappellano mise su anche la scuola per analfabeti, la rivendita dei generi alimentari e dei francobolli, i bagni, il teatrino, l’impianto di giochi all’aperto.
REVI - Data
1916/00/00
TE - Testo epigrafe
LSIL - Lingua
Italiano
LSII - Trascrizione testo graffito
CASA DEL SOLDATO
LSIO - Trascrizione testo originale
CASA DEL SOLDATO
LSTI - Traduzione in italiano
CASA DEL SOLDATO
LSIC - Tecnica di costruzione
Scrittura
LSIM - Materiali utilizzati
Vernice
CO - Stato di conservazione
STCC - Stato di conservazione
Parzialmente danneggiato
DO - Fonti e documenti di riferimento
CM - Compilazione e aggiornamenti
CMPR - Ruolo intervento
CMPN - Nome
CMPD - Data
Segnalazione
Marco Mantini
11/03/2015
Foto di
Giorgio Pisaniello
23/03/2018
Inserimento
Giorgio Pisaniello
01/01/2022
AN - Annotazioni
Gallery
a. L'edificio della "Casa del soldato" ad Ontagnano
b. La scritta sulla volta dell'edificio