Il Catasto dei Graffiti della Grande Guerra
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Mosaico datato 1914 sul sagrato della Chiesa di San Paolino Vescovo - Poggio Terza Armata
Settore: Basso Isonzo - Carso
Codici
Codice
000771
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna
OG - Oggetto
OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
OGTE - Epoca origine
Prebellica
LC - Localizzazione
PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Gorizia / Gurize / Gorica
PVCC - Comune
Sagrado / Segrât / Zagraj
PVCL - Località principale
Poggio Terza Armata
PVPE - Altra denominazione
Sdraussina
;
Zdravščine
PVSO - Localizzazione attuale
In situ
LS - Localizzazione storica
LTSS - Settore
Basso Isonzo - Carso
LTST - Toponimo storico località principale
Sdraussina
AU - Autore
ESBS - Stato belligerante
Impero Austro-Ungarico (Österreichisch-Ungarische Monarchie / Osztrák-Magyar Monarchia)
RE - Notizie storiche
RENN - Notizia storica
Il mosaico qui presentato ricorda l’anno di consacrazione della nuova chiesa di Sdraussina, dedicata a San Paolino, Vescovo di Aquileia.
La decisione di realizzare una nuova chiesa a Sdraussina, in aggiunta a quella dedicata San Valentino, già patrono del paese, fu determinata da un concorso di fattori.
Nel 1860, in seguito alla costruzione della tratta ferroviaria Gorizia-Monfalcone, l’antica chiesa di San Valentino, con l’annesso cimitero, si trovò separata dall’abitato, dall’altro lato dall’alta massicciata del tracciato ferroviario, in posizione marginale e scomoda per i fedeli.
La chiesa di San Valentino, inoltre, risultava troppo piccola per la popolazione del paese, in rapido aumento a causa dell’apertura, nel 1874, di una fabbrica di torcitura della seta, il cui successo determinò un significativo afflusso di manodopera.
Tali esigenze pratiche si saldarono infine con l'esplicita richiesta di realizzare un nuovo edificio di culto nel centro del paese, contenuta nell’atto episcopale del 1886, con cui si disponeva il passaggio del paese di Sdraussina dalla giurisdizione della parrocchia di Farra in favore di quella di Gradisca.
I lavori di costruzione iniziarono nel gennaio 1914, grazie al concorso finanziario del Governo, del Comune e della Chiesa, insieme a donazioni e lasciti di privati. Il progetto fu preparato da un noto architetto stiriano, il benedettino padre Ansel Werner.
Il 20 dicembre 1914 la comunità di Sdraussina, guidata dal sacerdote don Guido Russian, consacrò, insieme al vescovo Frančišek Borgia Sedej, la nuova chiesa, che fu dedicata congiuntamente a San Paolino, Vescovo d’Aquileia, e a San Valentino, storico patrono del paese.
Al momento della consacrazione, gli uomini di Sdraussina avevano già in gran parte lasciato il paese per il fronte orientale. Nel maggio 1915, in seguito alla dichiarazione di guerra del Regno d’Italia, la popolazione venne evacuata e trasferita nel campo profughi di Pottendorf.
Durante il conflitto la chiesa di San Paolino non fu danneggiata in maniera grave, a differenza di quella di San Valentino, che venne successivamente demolita e non più ricostruita.
RENF - Fonte
Portelli Ivan, SDRAUSSINA/ZDRAVSČINE. UNA COMUNITÀ E LA SUA CHIESA, Consorzio Culturale del Monfalconese, Ronchi dei Legionari 2018.
REVI - Data
1914/12/20
REVX - Validità
ante
TE - Testo epigrafe
LSII - Trascrizione testo graffito
1914
LSIO - Trascrizione testo originale
1914
LSIN - Interpretazione
1914
LSIC - Tecnica di costruzione
Mosaico
LSIM - Materiali utilizzati
Pietra
LSDM - Dimensioni
Media
CO - Stato di conservazione
STCC - Stato di conservazione
Integro
DO - Fonti e documenti di riferimento
CM - Compilazione e aggiornamenti
CMPR - Ruolo intervento
CMPN - Nome
CMPD - Data
Rilevamento
Roberto Todero
02/06/2011
Inserimento
Giorgio Pisaniello
01/10/2021
Foto di
Sergio Cassia
15/01/2023
Notizia storica
Sergio Cassia
25/06/2023
Aggiornamento
Sergio Cassia
25/06/2023
AN - Annotazioni
Gallery
a. Il mosaico datato 1914 sul sagrato della chiesa di San Paolino Vescovo
b. Particolare del mosaico
c. La chiesa di San Paolino Vescovo a Poggio Terza Armata
d. La popolazione di Sdraussina davanti alla nuova chiesa (fonte: Portelli I., "Sdraussina", op. cit.)