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Monumento "Ai fratelli caduti per l'aspra conquista..." - Selz

Settore: Basso Isonzo - Carso

Codici

Codice
000522
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Monumento - Cippo
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Gorizia / Gurize / Gorica
PVCC - Comune
Ronchi dei Legionari / Roncjis / Ronke
PVCL - Località principale
Selz
PVPE - Altra denominazione
Cave di Selz; Selce
PVSL - Località specifica
Via Monte Cosich
PVSE - Altra denominazione
Piazza dell'Olmo
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Basso Isonzo - Carso
LTST - Toponimo storico località principale
Selz
LTPE - Altra denominazione
Cave di Sels; Cave di Selz

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Fanteria
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Bersaglieri
ESBZ - Specializzazione, Ripartizione specifica
Reparti Presidiari
ESBR - Reggimento o unità equipollente
3° Reggimento Bersaglieri
ESBC - Compagnia, Batteria, Squadrone, Centuria
104ª B Compagnia Presidiaria

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

Monumento ultimato dai bersaglieri della 104ª B Compagnia Presidiaria il 2 novembre 1916, data in cui ricade la Commemorazione dei Defunti. Difatti, l'opera è dedicata alla memoria dei tanti militari italiani morti nelle operazioni finalizzate alla conquista delle Alture di Selz e della dorsale di Monte Cosich, avvenuta durante la seconda settimana dell'agosto del 1916 dopo battaglie e scontri estremamente cruenti.

 

All'atto dell'edificazione del monumento, il fronte di contatto fra gli opposti eserciti si trovava pochi chilometri a oriente, all'altezza del settore di Quota 144 - Jamiano - Quota 208 sud di Bonetti. Pertanto, esso venne eretto in un contesto di retrovia vicina fra quelle che erano le rovine del paese di Selz, già bersagliato per oltre un anno dal fuoco delle artiglierie e delle armi leggere austro-ungariche, in quanto adiacente al sistema difensivo italiano di prima linea e attraversato da importanti camminamenti.

 

Il monumento sorse in un luogo di importante passaggio per le truppe italiane che dalla pianura si trasferivano sull'Altopiano di Doberdò o verso le posizioni sovrastanti il Lago di Pietrarossa. Fra essi, sotto la data del 1° dicembre 1916, il Caporale Maggiore dell'11° Reggimento Bersaglieri Benito Mussolini menzionò proprio l'oggetto in censimento: "Ecco l'Isonzo. Ampio, ceruleo, chiarissimo. Ronchi, quasi intatto. Trovo alcuni sottufficiali miei amici, fra i quali il sergente maggiore ..., che mi invitano a dividere la loro mensa. Mentre si mangia, gli austriaci mandano quattro granate dirette alla stazione. Grande sinfonia di shrapnels contro un velivolo nemico. Ore quattro, partenza. Seguo il mulo che porta la mensa agli Ufficiali della mia Compagnia. Al bivio Selz-Monfalcone, una grande colonna fatta con pietre appena scheggiate, reca un'epigrafe che non mi è possibile copiare. I muli vanno in fretta. Il movimento, salvo in alcuni punti, non è congestionato. Passo sotto le cave di Selz. Ora, comprendo le difficoltà enormi, che dovettero essere superate, per espugnare questo primo grande bastione dell'altopiano carsico. I nostri cannoni tuonano sempre. I segni delle battaglie sono ancora evidenti. Il terreno è lacerato. Trincee sconvolte, camminamenti slabbrati. Casupole rovinate, alberi divelti. Nulla è in piedi. La guerra è passata di qui, col suo terribile rullo compressore" (Mussolini Benito, cit., pag. 122).  

 

Attese la posizione e la conformazione del manufatto, nonché l'organizzazione di un cimitero militare poi intitolato al "Capitano Negri" circa 200 metri a nord-ovest, si ritiene che il monumento avesse una funzione commemorativa e celebrativa, non cimiteriale e quindi non tesa a segnalare sepolture. Tuttavia, merita citare una testimonianza che guarda a una diversa interpretazione, riportata in Domini Silvio, in op. cit., pag.135: "si racconta che qui sotto [sotto il monumento] vi era il pozzo del paese, che venne riempito di corpi di combattenti". Altra autorevole fonte, Degrassi Fabio, op. cit., pag. 59, riferisce invece come il monumento, commemorativo, fosse stato posto "nelle vicinanze del pozzo che gli stessi militari avevano denominato la fontana della morte in quanto quella parte di territorio di Selz non era al riparo dai fucilieri austriaci e lì molti fanti, quindi, erano stati facile bersaglio dei cecchini dell'esercito austro-ungarico". Fatto sta che il reparto autore del monumento aveva, fra i suoi compiti, quelli del "seppellimento dei cadaveri, miglioramento delle tombe costruite provvisoriamente, disinfezione delle trincee" (Relazione Ufficiale Italiana, Vol. III, cit., Narrazione, pag. 75.

 

I soldati che costruirono il monumento appartenevano alla 104ª B Compagnia Presidiaria, reparto costituito dal Deposito del 3° Reggimento Bersaglieri (situato a Livorno), e quindi scaturente dalla specialità dei fanti piumati. Le Compagnie Presidiarie erano reparti formati dai depositi dei reggimenti di fanteria, bersaglieri e alpini, con i militari meno atti alle fatiche di guerra per età (classi anziane), difetti fisici gravi o perché convalescenti. Fra i loro compiti, si segnalavano il risanamento igienico del terreno occupato (incluse la gestione delle salme e la disinfezione delle trincee), la raccolta e lo sgombero di materiali abbandonati sul campo di battaglia, i servizi di intendenza, il presidio di fortezze e piazze dichiarate in istato di resistenza. Alla fine del 1916 i reparti presidiari constavano di 33 comandi di battaglione e 276 compagnie, le quali risultavano numerate con un ordinativo numerico seguito da una lettera (l'ordinativo numerico rimaneva sempre quello nel caso di compagnie formate dal medesimo deposito, mentre cambiava la lettera che seguiva l'ordinativo; in luogo di tale lettera, fino all'ottobre del 1916 compariva un avverbio numerale (bis, ter, quater, ecc., a seconda del caso).

RENF - Fonte
Archivio Consorzio Culturale del Monfalconese, SELZ. MONUMENTO AI CADUTI, immagine storica (cortesia Marco Mantini).Aviani Fulvio Guido, De Luca Errico, DALL'ISONZO AL CARSO 1915-1916, Aviani & Aviani Editori, Udine 2017.Brambilla Andrea, Mesturini Franco, RICAMI DI GUERRA. FREGI E DISTINTIVI DEL REGIO ESERCITO ITALIANO NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE, Edizioni NonSoloStoria, Parma 2016 | 2018. Degrassi Fabio, RONCHI INVISIBILE, LA RICERCA DELLA STORIA ATTRAVERSO LO STUDIO DEI MONUMENTI, Comune di Ronchi dei Legionari, Gorizia 2015.Documenti conservati presso l'Archivio privato di Marco Mantini.Documenti conservati presso l'Archivio privato di Paolo Gropuzzo.Domini Silvio, RONCHI DEI LEGIONARI, STORIA E DOCUMENTI, Amministrazione Comunale di Ronchi dei Legionari - Meta Communication, Cormons 1998 | 1999 | 2006.Faldella Emilio, STORIA DELLE TRUPPE ALPINE 1872 - 1972, Voll. I e II, Cavallotti Editori - Edizioni Landoni, Milano 1972.Gropuzzo Paolo, CENTOQUARANTAQUATTRO E DINTORNI, Aviani&Aviani Editori, Udine 2015.Mantini Marco, EPIGRAFIA FUNERARIA BELLICA E POSTBELLICA, relazione presentata presso il Museo della Grande Guerra di Ragogna, 11 aprile 2026.Mantini Marco, IL RACCONTO DEI SEGNI DELLA GRANDE GUERRA - ALLA SCOPERTA DEL PATRIMONIO NASCOSTO LUNGO L'ISONZO DA MONFALCONE A PLEZZO, Gaspari Editore, Udine 2007.Mantini Marco, Stok Silvo, I TRACCIATI DELLE TRINCEE SUL FRONTE DELL'ISONZO, III. LE ALTURE DI MONFALCONE, PARTE 1ᵃ, Gaspari Editore, Udine 2009.Mantini Marco, Stok Silvo, TRACCIATI DELLE TRINCEE SUL FRONTE DELL'ISONZO, III. LE ALTURE DI MONFALCONE, PARTE 2ᵃ, Gaspari Editore, Udine 2010.Ministero della Difesa - Stato Maggiore Esercito - Ufficio Storico, L'ESERCITO ITALIANO NELLA GRANDE GUERRA (1915 - 1918), VOLUME I, LE FORZE BELLIGERANTI, Prima ristampa, Roma 1974.Ministero della Guerra - Comando del Corpo di Stato Maggiore - Ufficio Storico, INDICE DELLE TRUPPE E DEI SERVIZI MOBILITATI DURANTE LA GUERRA 1915-18, Vol. I LE TRUPPE, Istituto poligrafico dello Stato, Roma 1939.Ministero della Guerra - Comando del Corpo di Stato Maggiore - Ufficio Storico, L'ESERCITO ITALIANO NELLA GRANDE GUERRA (1915 - 1918), VOLUME III, LE OPERAZIONI DEL 1916, TOMO 1°, GLI AVVENIMENTI INVERNALI, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1931.Mussolini Benito, GIORNALE DI GUERRA 1915-1917. ALTO ISONZO - CARNIA - CARSO, a cura di Mimmo Franzinelli, LEG Edizioni, Gorizia 2016.Scrimali Antonio, Scrimali Furio, GRAFFITI E ISCRIZIONI DELLA GRANDE GUERRA, DAL CARSO ALLE ALPI GIULIE - CARNICHE, Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storico, Roma 2007.Scrimali Antonio, Scrimali Furio, IL CARSO DELLA GRANDE GUERRA LE TRINCEE RACCONTANO, REDIPUGLIA - MONTE S.MICHELE - MONTE SEI BUSI, Edizioni Lint, Trieste 1996 (Seconda Edizione).Stok Silvo, a cura di, MONFALCONE, PAESAGGI DELLA GRANDE GUERRA - TRŽIČ, KRAJINE PRVE SVETOVNE VOJNE, Comune di Monfalcone, Cormòns 2014.
REVI - Data
1916/11/02

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSCT - Categoria
Celebrativa; Commemorativa; Data; Prevalentemente di reparto - Collettiva
LSII - Trascrizione testo graffito

AI FRATELLI CADUTI
PER L'ASPRA CONQUISTA
DEI FORMIDABILI BALUARDI
TESTIMONI ETERNI
DI ROMANA VIRTÙ
PRIMO CONFINE VIVENTE
ALL'ITALIA NUOVA

-------- · --------
II - XI - MCMVI

LSIO - Trascrizione testo originale

AI FRATELLI CADUTI
PER L'ASPRA CONQUISTA
DEI FORMIDABILI BALUARDI
TESTIMONI ETERNI
DI ROMANA VIRTÙ
PRIMO CONFINE VIVENTE
ALL'ITALIA NUOVA

-------- · --------
II - XI - MCMVI

 

 

I BERS.ᴿ̲ᴵ̲

DELLA COMP.ᴵ̲ᴬ̲ 104. B.

LSIN - Interpretazione

Ai fratelli caduti per l'aspra conquista dei formidabili baluardi,

testimoni eterni di romana virtù,

primo confine vivente all'Italia nuova.

 

2 novembre 1916

 

I Bersaglieri

della 104ª B Compagnia Presidiaria

LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Malta e pietra
LSDM - Dimensioni

Molto grande (il monumento nel suo insieme.

Grande (lo specchio epigrafico dell'iscrizione affissa sul monumento).

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Parzialmente danneggiato
STCO - Note

Come testimoniato dalle foto storiche allegate, originariamente il monumento risultava sostenuto da una base in pietra a doppio scalino, corredata dall'epigrafe che menzionava gli autori del manufatto. L'intera base in parola, inclusa l'epigrafe, è andata persa.

Altresì, sono andati persi i due piccozzini e la vanghetta che abbellivano la cuspide del monumento.

DO - Fonti e documenti di riferimento

BIB - Bibliografia che menziona il graffito
Degrassi Fabio, RONCHI INVISIBILE, LA RICERCA DELLA STORIA ATTRAVERSO LO STUDIO DEI MONUMENTI, Comune di Ronchi dei Legionari, Gorizia 2015.Domini Silvio, RONCHI DEI LEGIONARI, STORIA E DOCUMENTI, Amministrazione Comunale di Ronchi dei Legionari - Meta Communication, Cormons 1998 | 1999 | 2006.Mantini Marco, IL RACCONTO DEI SEGNI DELLA GRANDE GUERRA - ALLA SCOPERTA DEL PATRIMONIO NASCOSTO LUNGO L'ISONZO DA MONFALCONE A PLEZZO, Gaspari Editore, Udine 2007.Mussolini Benito, GIORNALE DI GUERRA 1915-1917. ALTO ISONZO - CARNIA - CARSO, a cura di Mimmo Franzinelli, LEG Edizioni, Gorizia 2016.Stok Silvo, a cura di, MONFALCONE, PAESAGGI DELLA GRANDE GUERRA - TRŽIČ, KRAJINE PRVE SVETOVNE VOJNE, Comune di Monfalcone, Cormòns 2014.

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
Foto diGiorgio Pisaniello03/04/2008
RilevamentoGiorgio Pisaniello03/04/2008
Foto diMarco Pascoli04/02/2016
Notizia storicaMarco Pascoli15/06/2026
InserimentoMarco Pascoli, Giorgio Pisaniello15/06/2026

AN - Annotazioni

OSS - Osservazioni

Gallery

  • a. Il monumento
  • b. La porzione superiore del monumento con l'epigrafe
  • c. L'epigrafe affissa sul monumento
  • d. Particolare dell'epigrafe
  • e. L'epigrafe non evidenziata
  • f. Il monumento con l'epigrafe non evidenziata
  • g. Il monumento costruito con pietre carsiche e malta
  • h. La collocazione del monumento nel paese di Selz
  • i. Il monumento nel 1917 (Archivio Consorzio Culturale del Monfalconese - cortesia Marco Mantini)
  • i. Il monumento nel 1917; ben si notano i due piccozzini e la vanghetta poste a decoro della cuspide (Archivio Consorzio Culturale del Monfalconese - cortesia Marco Mantini)
  • z. Il cimitero militare italiano "Capitano Negri" di Selz (fonte: Aviani Fulvio Guido, De Luca Errico, cit.)
PROGETTO SOVRACOMUNALE “PIANO INTEGRATO PER LA REALIZZAZIONE DEL PARCO INTERNAZIONALE DELLA MEMORIA-PIM” [--Hlk167891930--] INTERVENTO DENOMINATO “ZONA MONUMENTALE STORICA RONCHI DEI LEGIONARI” [CUP G87B23000060002]

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