Il monumento in oggetto, custodito all'interno del dismesso Cimitero Militare di VisintiniI, ricorda i Caduti del del K.u.K. Infanterie Regiment Nr. 96 Kronprinz Ferdinand von Rumänien.
Il Cimitero Militare di Visintini era sorto nel tardo 1915 al servizio delle strutture sanitarie austro-ungariche della Imperiale e Regia 17ª Divisione di Fanteria dislocate in quella località del Vallone.
Dall’agosto 1916, in seguito alla Battaglia di Gorizia (VI Nattaglia dell’Isonzo) e alla conseguente avanzata italiana oltre il Vallone, a Visintini si installarono le strutture sanitarie italiane che utilizzarono fino all’ottobre 1917 gli spazi disponibili nel cimitero già austro-ungarico.
Il cimitero, classificato nel 1918 dai reparti cimiteriali austriaci come "Soldatenfriedhof in der Ortschaft Vizintini bei den Häusern neben der Strasse n.26", custodiva a quella rilevazione 2052 militari in 1905 fosse singole e 55 comuni, di cui 656 italiani e 1396 austro-ungarici.
Nella fase di “sistemazione provvisoria” avviata nel primo dopoguerra dalle Autorità italiane, il cimitero venne mantenuto, delimitato da un muro e classificato come Visintini n. 1 “Tenente Colonnello Buffa di Perrero” e venne destinato a custodire 2402 militari di cui 704 italiani e 1698 austro-ungarici.
Al termine della fase di “sistemazione provvisoria”, i caduti italiani furono traslati al nuovo cimitero militare degli “Invitti della Terza Armata” realizzato sul colle di S.Elia (San Pier d’Isonzo); il cimitero venne mantenuto e classificato come “Cimitero Militare austriaco di Visintini” e destinato a custodire 5937 caduti austro-ungarici tratti da diversi cimiteri del Carso e del Goriziano.
Al momento della sua dismissione (1964) i caduti austro-ungarici, ben 6808, furono traslati al Cimitero Militare austro-ungarico di Palmanova.
Il K.u.K. Infanterie Regiment Nr. 96, costituito l'1 gennaio 1883, aveva dal 1908 come titolare onorario (Inhaber) il Principe Ferdinando, erede al trono di Romania; reclutava a distretto di Carlstadt (l'odierna Karlovac, in Croazia) ed era composto, nel 1914, da uomini per il 97% di nazionalità croata; la sede del comando di reggimento era a Peterwardein (l'odierna Petrovaradin, in Serbia); la sede dei Battaglioni I e III era a Peterwardein, del II a Nevesinje e del IV a Carlstadt.
Dopo aver servito sul fronte serbo nel 1914 e sul fronte orientale, il Reggimento è presente con la 5. Armee sul fronte italiano da maggio 1915; nel 1916 si segnalano i duri combattimenti sul Carso di Comeno (in particolare presso Lokvica), con gravi perdite, durante la VII, l'VIII e la IX Battaglia dell'Isonzo. Nella IX e nella X Battaglia dell'Isonzo, il Reggimento difese invece le posizioni austro-ungariche sui Monti Santa Caterina e San Marco. Nella XIII Battaglia dell'Isonzo, il Reggimento è ricordato per essere stato tra i primi a entrare a Gorizia, issando nuovamente la bandiera imperiale sul Castello. Nel 1918, il Reggimento fu in linea nel settore del Medio Piave.