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Le epigrafi del disertore - Valle dell'Ossena

Settore: Prealpi Carniche

Codici

Codice
000394
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Pordenone / Pordenon
PVCC - Comune
Aviano / Davian / Pleif
PVCL - Località principale
Valle dell'Ossena
PVPE - Altra denominazione
Valdapuont
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Prealpi Carniche
LTST - Toponimo storico località principale
Grotte del Fornel / Val dei Templers di Dorëc

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Fanteria
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Fanteria
ESBG - Brigata
Brigata Puglie
ESBR - Reggimento o unità equipollente
71° Reggimento Fanteria

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica
Le epigrafi qui descritte incarnano una testimonianza affatto particolare della Grande Guerra, poiché sono state realizzate da un soldato disertore del Regio Esercito Italiano durante il periodo di latitanza, che parzialmente coincise con l'anno dell'occupazione austro-germanica del Friuli.
Le epigrafi, risalenti al 1917 - 1918, si trovano presso uno dei luoghi dove il disertore in parola si rifugiò per evitare l'arresto da parte delle autorità italiane (fra l'autunno del 1916 e il novembre 1917, oltre che probabilmente nei primi mesi del dopoguerra), ma anche la cattura da parte dei militari austro-ungarici o germanici (dal novembre 1917 al novembre 1918), vivendo in clandestinità con l'aiuto dei familiari e delle persone amiche abitanti nei paesi sottostanti.
Risulta che la località dove si conservano le epigrafi e alcune vicine cavità naturali (Grotte del Fornel) sia il sito dove il disertore passava spesso le giornate, mentre le ore notturne tendeva a trascorrerle in un antro situato più a occidente sui pendii oltre la Valle dell'Ossena, chiamato localmente il Bös de Celi (l'Antro del Celli). Peculiare il fatto che, nel periodo in cui scolpì queste vere e proprie opere d'arte, il disertore doveva guardarsi sia dal possibile internamento operato dagli imperiali, sia dall'arresto che sarebbe giunto in caso di cattura da parte degli italiani (che gli sarebbe costato la fucilazione, salva amnistia).
Secondo la bibliografia che ha raccolto numerose memorie locali e coerentemente con i riscontri documentali, il militare disertore in parola si chiamava Giovanni Celli. Classe 1889, era nato a Venezia ma risiedeva in Comune di Aviano. Scorrendo il suo ruolo matricolare, si evince che fra periodo di leva in tempo di pace (1909 - 1911), Guerra Italo-Turca (1911 - 1912), neutralità e Prima Guerra Mondiale (1914 - 1918) collezionò diverse condanne per diserzione/abbandono del posto e molteplici periodi detentivi, fino alla condanna a morte pronunciata a suo carico in contumacia sotto la data del 14 agosto 1918 (in conseguenza della diserzione avvenuta il 26 settembre 1916, mentre il suo reparto - quasi certamente una compagine da marcia o un reparto di disciplina afferente al 71° Fanteria - stava partendo dal campo di Tarcento).
Al momento della diserzione, il Celli risultava iscritto nei ruoli del 71° Reggimento Fanteria della Brigata Puglie, che aveva propri reparti di marcia/complementari e un distaccamento del deposito presso Tarcento (i suoi reparti operativi si trovavano in linea nel settore del Pasubio - Vallarsa; la sede del reggimento in tempo di pace era a Venezia). Ad ogni modo il Giovanni Celli riuscì a sopravvivere al conflitto, rimanendo nascosto dal settembre 1916 al primo Dopoguerra, quando le sue pendenze vennero almeno parzialmente amnistiate. Successivamente emigrò in Romania, dove rimase fino alla fine dei suoi giorni.
Il ruolo matricolare testimonia come, in concomitanza con la chiamata di leva (1909), praticasse il mestiere di muratore. Le sue epigrafi confermano grande abilità nell'uso dello scalpello e nella scultura della pietra.
RENF - Fonte
Angelillo Pietro, Cescut Sigrfrido, GUERRA E PANE, ANPI provinciale Pordenone, Circolo Stampa Pordenone, Cordenons 2021.Archivio di Stato di Venezia, RUOLO MATRICOLARE DI GIOVANNI CELLI, MATRICOLA N° 25477.Documenti conservati presso l'Archivio privato di Andrea Vazzaz - Tarcento.Dolfo, A TORDIO COL PORTHIEL DELE ANEME, COSTA DI AVIANO NEGLI ANNI '30, Grafiche Risma, Pordenone 2004.I Corti di Videopleif sul Canale YouTube di Videopleif, da un'idea di Italo Paties Montagner, LE PIETRE DIMENTICATE, documentario.Ministero della Guerra, RIASSUNTI STORICI DEI CORPI E COMANDI DELLA GUERRA 1915 - 1918, BRIGATE DI FANTERIA, Libreria dello Stato, Roma 1924 - 1929.
REVI - Data
1917/00/00 - 1918/00/00
REVX - Validità
ca.

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano - Latino
LSII - Trascrizione testo graffito
A 1917
SA 1... D
PC pi
16 XII ...

1917
Raffigurazione di due colombe
Raffigurazione della Croce
Raffigurazione di due martelli e scalpelli incrociati
1918
Elementi decorativi contenenti raffigurazioni di una stella a cinque punte e di una stella a sei punte
A. P.
1999
LSIO - Trascrizione testo originale
A 1917
SA 1889 (?) D
PC pi
16 XII ...

1917
Raffigurazione di due colombe
Raffigurazione della Croce
Raffigurazione di due martelli e scalpelli incrociati
1918
Elementi decorativi contenenti raffigurazioni di una stella a cinque punte e di una stella a sei punte
A. P.
1999
LSTI - Traduzione in italiano
ANNO 1917
Classe 1889 (?)
16 Dicembre 1917 (?)

Anno 1917
Raffigurazione di due colombe come simbolo di pace
Raffigurazione della Croce come simbolo della religione cristiana
Raffigurazione di due martelli e scalpelli incrociati come simbolo del lavoro
ANNO 1918
Elementi decorativi contenenti raffigurazioni di una stella a cinque punte e di una stella a sei punte, a probabile simbolo di buona speranza e di unità

A. P. 1999, potrebbe significare "Anno Profetico 1999", secondo testimonianze locali riproposte nella pubblicazione citata in bibliografia, il 1999 corrisponderebbe a cento anni dopo la nascita di una ragazza (tale Gigia Barzana) che l'aveva casualmente incontrato nel suo periodo di latitanza in questo luogo.

Alcune raffigurazioni e lettere rimangono di oscura/dubbia interpretazione
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
Incisione in rilievo
LSIM - Materiali utilizzati
Pietra

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Parzialmente danneggiato
STCO - Note
In realtà, solo una parte dell'epigrafe ricavata sul masso più piccolo risulta erosa. L'epigrafe sul masso maggiore si dimostra sostanzialmente integra. Nel complesso le condizioni di conservazione, nonostante oltre un secolo di noncuranza del sito, appaiono buone.

DO - Fonti e documenti di riferimento

BIB - Bibliografia che menziona il graffito
Angelillo Pietro, Cescut Sigrfrido, GUERRA E PANE, ANPI provinciale Pordenone, Circolo Stampa Pordenone, Cordenons 2021.Dolfo, A TORDIO COL PORTHIEL DELE ANEME, COSTA DI AVIANO NEGLI ANNI '30, Grafiche Risma, Pordenone 2004.I Corti di Videopleif sul Canale YouTube di Videopleif, da un'idea di Italo Paties Montagner, LE PIETRE DIMENTICATE, documentario.

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
Foto diMarco Pascoli10/12/2016
RilevamentoAldo Pascoli, Marco Pascoli, Italo Paties Montagner10/12/2016
SegnalazioneItalo Paties Montagner10/12/2016
InserimentoMarco Pascoli09/02/2021
AggiornamentoMarco Pascoli29/11/2021

AN - Annotazioni

OSS - Osservazioni
L'epigrafe in parola rappresenta, per la vicenda storica da cui scaturisce associata alla dimensione scultorea dell'incisione, un bene di particolare interesse, unico nel suo genere.
I dettagli della vicenda personale di Giovanni Celli sono desunti dal Ruolo Matricolare cit. e dalla bibliografia/documentario cit., i quali raccolgono un insieme di memorie locali attendibili e coerenti con la documentazione scritta esistente (R.M. in primo luogo), anche in ordine alla correlazione epigrafe - personaggio. La vicenda ha impattato nella sensibilità locale, al punto che da essa si è creato uno specifico toponimo di comunità (Bös de Celi = l'Antro di Celli). Le informazioni generali in ordine al 71° Reggimento Fanteria sono tratte da Ministero della Guerra, RIASSUNTI STORICI DEI CORPI E COMANDI DELLA GUERRA 1915 -1918, BRIGATE DI FANTERIA, Libreria dello Stato, Roma 1924 - 1929. Le precisazione sulla presenta di reparti da marcia/complementari del 71° Fanteria presso Tarcento, emergono da documentazione conservata nell'Archivio privato di Andrea Vazzaz.
Si ringrazia Italo Paties Montagner di Aviano per la segnalazione, la partecipazione al sopralluogo e l'indicazione della documentazione storica in parola.

Gallery

  • a. Il caratteristico canyon in cui si annidano le epigrafi
  • b. L'epigrafe maggiore appena individuata
  • c. Interventi di pulizia
  • d. Le epigrafi
  • e. Le epigrafi
  • f. L'epigrafe minore
  • g. L'epigrafe maggiore
  • h. L'epigrafe maggiore
  • i. La profondità dell'incisione in rilievo nell'epigrafe maggiore
  • l. L'epigrafe maggiore da altra prospettiva
  • m. Particolare dell'epigrafe maggiore
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