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Lapide tedesca in onore alle salme di due militari italiani - Cuel d'Orton

Settore: Prealpi Carniche

Codici

Codice
000042
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Lapide - Cimitero militare
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Pordenone / Pordenon
PVCC - Comune
Clauzetto / Clausêt
PVCL - Località principale
Cuel d'Orton
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Prealpi Carniche
LTST - Toponimo storico località principale
Cuel d'Orton

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Impero Tedesco (Deutsches Reich)
ESBE - Forza Armata
Esercito Tedesco imperiale (Deutsches Heer)
ESBZ - Specializzazione, Ripartizione specifica
Amministrazione tedesca addetta alla gestione delle sepolture (Deutsche Graberverwaltung)
ESBB - Battaglione, Battaglione autonomo, Gruppo
Amministrazione tedesca addetta alla gestione delle sepolture (Deutsche Graberverwaltung)

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica
Il Cuel d'Orton fu teatro, tra il 5 ed il 6 novembre 1917, della sanguinosa azione portata dal Battaglione Alpini Pinerolo (3° Reggimento Alpini) contro le truppe germaniche della Deutsche Jäger Division, decise ad impedire il movimento verso la pianura friulana degli alpini del "Pinerolo" (e in generale delle truppe italiane della Zona Carnia). L'assalto italiano non riuscì a infrangere l'accerchiamento imperiale, sebbene la dorsale nord del Colle sia caduta nelle mani degli alpini, che giunsero nelle vicinanze della cresta. Molte furono le vittime, tra cui il sottotenente ignoto e l'alpino identificato sulla lapide come "Biago Marone" della 26ª Compagnia Alpina. Nei giorni successivi alla battaglia, le autorità militari tedesche ordinarono alla popolazione civile di collaborare con esse nel raccogliere le salme dei caduti in cimiteri improvvisati, che sorsero a Somp Pielungo, a Forno, in Val da Ros e sul Cuel d'Orton (oggetto di questa scheda). Nel settembre 1918, a meno di due mesi dal termine dell'ostilità, giunse in Friuli un'unità tedesca (Amministrazione tedesca addetta alla gestione delle sepolture) che si occupava di sistemare le sepolture e i cimiteri che ospitavano salme di caduti tedeschi. Fu questa unità a costruire la lapide qui catalogata, come testimonia la scritta nelle sue peculiarità (Jtaliani con la "J"; l'errore di ortografia nel nome Biago, invece di un più verosimile Biagio; vedere la somiglianza, anche di stile costruttivo, con la lapide di Ragogna codice 000009). Nel Primo dopoguerra le salme che riposavano sul Cuel d'Orton furono concentrate presso il cimitero militare di Val da Ros (e poi ulteriormente traslate). Non tutte le lapidi vennero tuttavia tolte dal sito originario, come questa testimonianza comprova. Rispetto al nominativo del caduto "Biago Marone", si ritiene che il riferimento esatto sia quello attinente al Soldato Biagio Marrone di Domenico, nato l'8 febbraio 1897 a Carignano, figurante sull'Albo d'Oro dei Caduti della Grande Guerra come alpino nel 3° Reggimento (a cui apparteneva l'intero Battaglione Pinerolo), caduto il "25 novembre 1917". Tale data si dimostra erronea (essendo il combattimento del Cuel d'Orton e in generale la Battaglia di Pradis avvenuti una ventina di giorni prima), almeno che il Marrone non sia morto in seguito a ferite dopo il momento in cui aveva contratto la ferita (d'altro canto, l'Albo d'Oro è uno strumento tanto utile quanto non esente da imprecisioni).
RENF - Fonte
Cescutti Giuliano, Gaspari Paolo, GENERALI SENZA MANOVRA. LA BATTAGLIA DI PRADIS DI CLAUZETTO, Gaspari Editore, Udine 2007.Cescutti Giuliano, LA GRANDE GUERRA NELLO SPILIMBERGHESE, UN PAESE, UNA STORIA, Università della Terza Età dello Spilimberghese, Spilimbergo 2014.
REVI - Data
1918/09/00
REVX - Validità
ca.

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSII - Trascrizione testo graffito
Simbolo della Croce Cristiana
SOTTOTENENTE
JTALIANO IGNOTO
---------
MARONE.BIAGO
3.REGG. ALPINI 26.C
+
LSIO - Trascrizione testo originale
Simbolo della Croce Cristiana
SOTTOTENENTE
JTALIANO IGNOTO
---------
MARONE.BIAGO
3.REGG. ALPINI 26.C
+
LSTI - Traduzione in italiano
Lapide con simbologia religiosa cristiana
SOTTOTENENTE ITALIANO IGNOTO
BIAGIO MARRONE, 3° REGGIMENTO ALPINI, 26ª COMPAGNIA
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Graniglia di pietruzze cementate

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Integro
STCO - Note
La lapide si trova adeguatamente esposta presso il Museo Memoriale della Battaglia di Pradis di Clauzetto, situato a Clauzetto, in via Gio Maria Fabricio. Si ringrazia Giuliano Cescutti, curatore del Museo Memoriale, per la la collaborazione prestata.

DO - Fonti e documenti di riferimento

BIB - Bibliografia che menziona il graffito
Cescutti Giuliano, LA GRANDE GUERRA NELLO SPILIMBERGHESE, UN PAESE, UNA STORIA, Università della Terza Età dello Spilimberghese, Spilimbergo 2014.Pascoli Marco, GRAFFITI DI GUERRA, UN PATRIMONIO STORICO NASCOSTO TRA LE TRINCEE DEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE, Aviani & Aviani Editori - Gruppo Storico Friuli Collinare Museo della Grande Guerra di Ragogna, Udine 2014 | 2016 | 2020.

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
RitrovamentoLivio Lenarduzzi01/04/2012
Foto diMarco Pascoli28/04/2012
RilevamentoAldo Pascoli, Marco Pascoli28/04/2012
InserimentoMarco Pascoli05/10/2012
AggiornamentoMarco Pascoli10/02/2021

AN - Annotazioni

OSS - Osservazioni
E' evidente come la lapide inerisca a due persone:
- Sottotenente italiano ignoto

- Alpino Biagio Marrone, 26ª Compagnia Alpina, Battaglione Pinerolo, 3° Reggimento Alpini.

Gallery

  • a. Al momento del rinvenimento
  • b. Le labili vestigia dell'ex cimitero militare Col d'Orton
  • c. Appena estratta dal sottosuolo
  • d. Poco dopo la prima pulitura
  • e. Evidenziata, nel luogo dove era originariamente posta
  • f. Particolare
  • g. Particolare
  • h. Posizionata presso i resti del cippo principale del cimitero
  • i. La lapide collocata presso il Museo Memoriale di Clauzetto (2021)
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