Lacerto di pietra tombale posta dagli Zappatori del 141° Reggimento Fanteria Brigata Catanzaro a segnale e memoria di una sepoltura, non è noto se individuale o comune.
La testimonianza, individuata durante lavori di carattere edilizio in Polazzo, proviene con ogni verosimiglianza da uno dei tre campisanti militari italiani organizzati nei dintorni del paese e soppressi durante le attività di riassetto cimiteriale che hanno caratterizzato il Primo Dopoguerra.
Il 141° Reggimento Fanteria, unità decorata di Medaglia d'Oro al Valor Militare per il valore dimostrato sul Carso e sull'Altopiano di Asiago fra il 1915 e il 1916, operò nel settore del Basso Isonzo per lunghe e cruente fasi nel corso dei primi anni di guerra, fra il luglio del 1915 e il settembre del 1917. Durante i cicli operativi sostenuti sul Basso Isonzo, fra le Alture di Castelnuovo, Bosco Cappuccio, il Monte San Michele, il Monte Fortin, il Nad Logem, le Alture di Loquizza, le Quote di Bonetti, Lukatic, il Nad Bregom, Jamiano e il settore di Flondar, il reggimento perse 63 morti, 121 feriti e 5 dispersi fra gli ufficiali; 1063 morti, 5957 feriti e 1057 dispersi fra gli uomini di truppa.
Dai Riassunti Storici citati, risulta che la Brigata Catanzaro si accantonò a riposo presso Polazzo nel corso di più occasioni, durante il mese di settembre del 1916 e nel periodo gennaio-aprile del 1917. Verosimilmente, è in tali intervalli temporali che gli Zappatori del 141° Fanteria costruirono la lapide in censimento presso uno dei cimiteri militari esistenti nella località, forse dedicandola a uno o più camerati caduti nel 1915 sulle vicine Alture di Castelnuovo, oppure morti nella fase centrale del conflitto per le ferite e le malattie riportate sui campi di battaglia situati oltre il Vallone.