Settore: Basso Isonzo - Carso
Lapide dell’Aspirante Mazziotti Pietro del 1° Reggimento Genio Zappatori, morto sul Carso il 2 novembre 1916 per ferite riportate in combattimento, decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare, con la seguente motivazione: "Alla testa del proprio plotone, in momenti difficili, seppe con la parola e soprattutto con l’esempio essere di incitamento ai suoi dipendenti. Sprezzante della vita, accorreva sempre dove maggiore era il pericolo per animare i suoi soldati. Morì da valoroso al suo posto di combattimento – Veliki Kribach, 1-2 novembre 1916". In base all’elenco dei caduti redatto dai reparti cimiteriali austro-ungarici nell’estate 1918, la lapide è da attribuire alla sepoltura n. 8. L’attribuzione deriva dal fatto che si tratta dell’unico aspirante ufficiale presente in tale elenco (anche se il reparto di attribuzione è il 1° Reggimento Granatieri, tra i cui caduti, peraltro, il Mazziotti non compare). Il Mazziotti non riposa al Sacrario militare di Redipuglia; pertanto è da ritenere che sia stato esumato da Gabria n.3 nel primo dopoguerra e traslato in altra sede, con tutta probabilità presso il comune di nascita (Napoli).
Il presente cimitero militare di Gabria era sorto fin dall’estate del 1915 a servizio delle strutture sanitarie austro-ungariche della 20 ªDivisione Honvéd; successivamente all’agosto 1916 passò al servizio delle strutture sanitarie italiane dislocate in questa località del Vallone e rimase attivo fino al tardo 1917. Il cimitero, classificato nel 1918 dai reparti cimiteriali austro-ungarici come "Soldatenfriedhof links der Strasse Ober Gabrije-Devetachi, zirka 200 Schritt nördlich der Kote 87" o "Devetaki n. 42" custodiva a quella rilevazione 773 militari di cui 64 italiani e 709 austro-ungarici. Al termine della fase di “sistemazione provvisoria”, avviata nel primo dopoguerra dalle Autorità italiane, il cimitero venne mantenuto, delimitato da un muro e classificato come Gabria o Gabrie n.3 “Capitano Plicato”. Al momento della sua dismissione (metà Anni '30) i caduti italiani furono traslati al Sacrario di Redipuglia (o alla propria residenza di origine), mentre quelli austro-ungarici (in numero di 1494) vennero mantenuti in loco e traslati nel 1964 al Cimitero Militare austro-ungarico di Palmanova.