Lapide scomparsa del Sottotenente di complemento Locatelli Arturo del 6° Reggimento Artiglieria da Campagna, morto sul Carso il 23 maggio 1917 per ferite riportate in combattimento, decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare con la seguente motivazione: “Ufficiale esploratore, uscito dalla trincea con la prima ondata delle fanterie, attraversava coraggiosamente zone scoperte e battute dal fuoco nemico, per riconoscere una strada che avrebbero dovuto percorrere, la sera stessa, alcune batterie del suo gruppo. Dopo aver fatto pervenire al comando utili e precise informazioni, cadeva colpito a morte - Carso, 23 maggio 1917”.
In base all’elenco dei caduti redatto dai reparti cimiteriali austro-ungarici nell’estate 1918, la lapide è da attribuire alla sepoltura n° 151.
Il Locatelli riposa al Sacrario militare di Redipuglia (11° gradone, loculo 20695, provenienza Mikoli T.188).
Il Cimitero di Guerra di Micoli era sorto verso la fine del 1916 e rimase attivo fino all’ottobre 1917 a servizio delle strutture sanitarie italiane dislocate in quella località del Vallone.
Classificato nel 1918 dai reparti cimiteriali austro-ungarici come Soldatenfriedhof links der Strasse Paljkišce-Mikoli Nr. 34, custodiva a quella rilevazione 529 militari, in 472 fosse singole e 20 comuni, di cui 465 Italiani e 64 Austro-Ungarici. Al termine della fase di “sistemazione provvisoria” avviata nel primo dopoguerra dalle Autorità italiane, il Cimitero venne mantenuto, delimitato da un muro e classificato come Mikoli n. 1 “Maggiore La Villa”. Custodiva 755 militari di cui 499 italiani e 256 austro-ungarici.
Al momento della sua dismissione (metà anni '30) i caduti italiani furono traslati al Sacrario di Redipuglia (o alla propria residenza di origine) mentre quelli austro-ungarici vennero mantenuti in loco e traslati nel 1970 al Cimitero Militare austro-ungarico di Prosecco.