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Lapide del Soldato Antonio Ferraro presso il dismesso Cimitero di Guerra "Colonnello Cisterni" - Devetachi

Settore: Basso Isonzo - Carso

Codici

Codice
001606
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Lapide - Cimitero militare
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Gorizia / Gurize / Gorica
PVCC - Comune
Savogna d'Isonzo / Sovodnje ob Soči
PVCL - Località principale
Devetachi
PVPE - Altra denominazione
Devetaki
PVSO - Localizzazione attuale
In situ
PVSN - Nota localizzazione attuale
La lapide è attualmente conservata nel giardino di un'abitazione privata a Gabria.

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Basso Isonzo - Carso
LTST - Toponimo storico località principale
Devetachi
LTPE - Altra denominazione
Devetaki
LTSL - Toponimo storico località specifica
Cimitero di guerra Devetaki n.1 "Colonnello Cisterni"
LTSE - Altra denominazione
Soldatenfriedhof links der Strasse Ober Gabrije-Devetachi, 400 Schritt nordöstlich Devetachi Nr. 39

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Fanteria
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Fanteria
ESBG - Brigata
Brigata Brescia
ESBR - Reggimento o unità equipollente
20° Reggimento Fanteria

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

La precisa identificazione del militare commemorato nella lapide in oggetto è problematica, in particolare in ragione dell'ordinale del Reggimento Fanteria indicato, il 90°.

L'Albo d'Oro riporta il nominativo di un militare del 20° Reggimento della Brigata Brescia, Ferraro Antonino, morto il 17 maggio 1917. Nel registro austro-ungarico del cimitero di guerra "Colonnello Cisterni" di Devetachi risulta un dato sostanzialmente conforme: Ferraro Antonio, del 20° Reggimento Fanteria, deceduto il 16 maggio 1917.

Nell'Albo d'Oro non sono invece presenti caduti del 90° Reggimento Fanteria che rispondano al nome di Ferraro Antonio (o simili).

Premesso che nell'Albo d'Oro si riscontrano alcune omissioni, è tuttavia verosimile concludere la lapide commemori il Soldato Ferraro Antonino (di Giuseppe, nato il 5 dicembre 1891 a Cittanova in provincia di Reggio Calabria), appartenente al 20° Reggimento Fanteria della Brigata Brescia (allora impegnata in aspri combattimenti per la conquista di Q. 432 del Fajti), morto per ferite riportare in combattimento il 16/17 maggio 1917 e sepolto al Cimitero "Colonnello Cisterni" di Devetachi.

L'incisione "90" sulla lapide sarebbe quindi frutto di un errore di scalpellatura.

 

Il Cimitero di guerra "Colonnello Cisterni" di Devetachi fu rinominato nel primo dopoguerra Devetachi (o Devetaki) n. 1. I caduti furono successivamente traslati al Sacrario di Redipuglia.

 

Lapide scomparsa del Soldato Antonio Ferraro del 20o rgt. Fanteria della Brigata Brescia.

In base all’elenco dei caduti redatto dai reparti cimiteriali austriaci nell’estate 1918 la lapide è da attribuire alla sepoltura n.603 del Soldato Antonio Ferraro del 20o rgt. Fanteria della Brigata Brescia, morto il 16.05.1917 per ferite riportate in combattimento (come da Albo d’Oro che però lo riporta come Antonino e con data la morte, rispetto a quanto indicato sulla lapide, il 17.05.1917).

Il Ferraro riposa al Sacrario militare di Redipuglia indicato come Ferrario (8° gradone, loculo 15043, provenienza Devetaki n.1 T.193 Campo B). Nell’Albo d’Oro non risulta alcun Antonio Ferrario del 20o rgt. Fanteria.

Il cimitero militare di Devetachi n.1 era sorto ad agosto 1916 e rimase attivo fino all’ottobre 1917 a servizio delle strutture sanitarie italiane dislocate in quella località del Vallone.

Il cimitero, classificato nel 1918 dai reparti cimiteriali austriaci come Soldatenfriedhof links der Strasse Ober Gabrije-Devetachi, 400 Schritt nordöstlich Devetachi Nr. 39 custodiva a quella rilevazione 1063 militari, di cui 1054 It. e 9 Au.

Al termine della fase di “sistemazione provvisoria” avviata nel primo dopoguerra dalle Autorità italiane il cimitero venne mantenuto, delimitato da un muro e classificato come Devetaki n.1 “Colonnello Cisterni”. Custodiva 1248 militari di cui 1237 It. e 11 Au.

Al momento della sua dismissione (metà Anni 30) i caduti It. furono traslati al Sacrario di Redipuglia (o alla propria residenza di origine) mentre quelli Au traslati al cimitero Devetaki n.2 “Tenente Cicognani” e traslati nel 1964 al cimitero militare austro-ungarico di Palmanova.

 

***

 

I CIMITERI DI GUERRA DI DEVETACHI

Con la sesta battaglia dell'Isonzo (5-17 agosto 1916), il Regio Esercito ottenne quella che si può definire la prima grande vittoria italiana della guerra. Con questa offensiva cadde la città di Gorizia, che per oltre un anno aveva resistito, protetta da robuste posizioni arroccate sull'omonima testa di ponte, agli innumerevoli assalti italiani. Con lo scardinamento di questa posizione difensiva di fronte a Gorizia le linee austroungariche sul fronte carsico, a sud della città, divennero insostenibili. Gli alti comandi austroungarici ordinarono quindi uno sgombero dell'altipiano carsico di Doberdò e delle cime del monte San Michele, con un conseguente riposizionamento delle truppe oltre il cosiddetto Vallone.

Questo "Vallone", che torna frequente nelle varie testimonianze belliche italiane, nei documenti ufficiali e nei diari, non era altro che una valle frutto dell'erosione fra i due altipiani carsici di Doberdò e Comeno. Su questo secondo si erano appostate ora, incalzate dagli italiani, le truppe austroungariche che guarnivano le sue prime propaggini: monte Nad Logem, monte Veliki Hribac, Quota 208 nord, Quota 208 sud... Il Vallone, che prima aveva ospitato i ricoveri degli austriaci appostati sull'altipiano carsico di Doberdò, ora rappresentava invece il primo rifugio per le truppe italiane in linea poco più a est. La grande piega del terreno illudeva i soldati di essere al riparo: nei vari angoli morti e negli spiazzi prativi sorsero baraccopoli, depositi, posti di riposo ma soprattutto cimiteri di guerra. I piccoli paesini di poche case da contadini che guarnivano il Vallone divennero degli snodi della cosiddetta "viabilità di guerra". Palichisce, Mikoli, Boneti, Devetaki divennero punti di riferimento per le migliaia di soldati del Carso.

Proprio a Devetachi, un piccolissimo borghetto ai piedi dei monti Brestovec e Nad Logem, sorse un enorme villaggio militare. Qui vennero costruite baracche per depositi, comandi e ricoveri per le truppe. Nella piccola valletta compresa fra il borgo e il valico di Devetaki sorsero tre cimiteri di guerra italiani.

Il problema della raccolta e dell'inumazione dei tanti cadaveri dei soldati caduti era di grande importanza, sia per quanto concerne la sfera intima della commemorazione dei caduti, sia per quanto riguarda la sfera igienica, poiché la presenza di tanti cadaveri in stato di decomposizione risultava un pericolo per la salute dei combattenti. Nacque così la necessità di creare a ridosso della linea del fuoco molteplici cimiteri di guerra. I tre cimiteri di Devetachi raccolsero i caduti delle offensive dette "spallate" che si svolsero sul Carso di Comeno nell'autunno e inverno del 1916.

Vennero inizialmente intitolati ad alcuni reparti che riversarono in questi camposanti la gran parte dei loro caduti: Brigata Pinerolo, Brigata Regina, 45a Divisione. In seguito, come era consuetudine, anche questi cimiteri vennero intitolati alla memoria di alcuni ufficiali (o medagliati), particolarmente famosi ed amati fra le truppe, che vi avevano trovato sepoltura. Fu così che i tre cimiteri di Devetaki presero il nome del colonnello Cesare Cisterni, del maggiore Umberto Marescalchi e del tenente Riccardo Cicognani (con la precisazione che quest'ultimo cimitero costituiva un ampliamento del precedente cimitero austro-ungarico).

Cesare Cisterni, originario di Cesena ma residente a Bologna, militare di professione, reduce delle guerra d'Africa, dove era stato nella guarnigione di Agordat assediata dagli abissini nel 1896 al tempo della battaglia di Adua, era colonnello del 78° reggimento fanteria della brigata Toscana: morì sotto un bombardamento  che colpì in pieno la baracca del comando del 78° Reggimento fra Nad Logem e Veliki Hribach, uccidendo praticamente tutti i suoi occupanti. Era stato appena decorato con la Medaglia d'Argento al Valor Militare per la presa del Sabotino.

Umberto Marescalchi era originario di Baricella, in provincia di Bologna, ed era un amatissimo ufficiale del 13° Reggimento Fanteria della brigata Pinerolo. Anche Riccardo Cicognani appartenenva alla brigata Pinerolo, ma al 14° Reggimento Fanteria, ed era originario di Ravenna. Tre cimiteri quindi dedicati alla memoria di emiliano-romagnoli nel cuore del Carso.

I tre cimiteri di Devetaki vennero smantellati fra il 1935 e il 1938 quando venne costruito il Sacrario di Redipuglia. Fu così che i 2.000 morti del cimitero Cisterni, i 1.000 del Cicognani e i 47 del Marescalchi vennero traslati al grande sacrario. Oggi dei tre campisanti di Devetaki rimangono solo i muri di recinzione diroccati sommersi dagli sterpi e qualche tomba malridotta sperduta fra la vegetazione.

RENF - Fonte
Bencivegna Roberto, LA SORPRESA STRATEGICA DI GORIZIA E LE SPALLATE DEL CARSO DEL 1916, Gaspari Editore, Udine 2016.Documenti conservati presso l'Archivio privato di Marco Mantini.https://www.storiaememoriadibologna.it/archivio/luoghi/cimiteri-cisterni-marescalchi-e-cicognani-di-devetakiJuren Mitja, NAD LOGEM LA COLLINA FRA DUE MONDI, Gaspari Editore, Udine 2009.Juren Mitja, Persegati Nicola, Pizzamus Paolo, FLONDAR 1917, IL PRESAGIO DI CAPORETTO, Gaspari Editore, Udine 2017.Juren Mitja, Persegati Nicola, Pizzamus Paolo, IL CARSO DIMENTICATO - LE SPALLATE DELL'AUTUNNO '16, Vol. 1 (Opatie Selo, Nad Logem, Devetaki, Nova Vas, Lokvica, Dolina del Gelso, Tercenca), Gaspari Editore, Udine 2009.Juren Mitja, Persegati Nicola, Pizzamus Paolo, IL CARSO DIMENTICATO - LE SPALLATE DELL'AUTUNNO '16, Vol. 2 (Veliki Hrib, Q. 208 Nord e Sud, Nova Vas, Nad Bregom, Vallone delle Croci, Fajti Pečinka Q. 291, Pečina Q. 308, Q. 278, Hudi Log, Lukatič), Gaspari Editore, Udine 2010. Juren Mitja, Persegati Nicola, Pizzamus Paolo, LE BATTAGLIE SUL CARSO - DOLINE IN FIAMME, LE SPALLATE DELL'AGOSTO-NOVEMBRE 1916, Gaspari Editore, Udine 2014.Ministero della Guerra, RIASSUNTI STORICI DEI CORPI E COMANDI DELLA GUERRA 1915 - 1918, BRIGATE DI FANTERIA, Libreria dello Stato, Roma 1924 - 1929. Persegati Nicola, Scrimali Antonio, IL CARSO DIMENTICATO, NAD LOGEM - FAJTI - LOKVICA - PECINKA - HUDI LOG - CASTAGNEVIZZA - KORITE - SELO, Global Print, Gorgonzola 2003.
REVI - Data
1917/05/16
REVX - Validità
post

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSCT - Categoria
Commemorativa; Data
LSII - Trascrizione testo graffito

AL

SOLDATO

FERRARO

ANTONIO

MORTO

IL 16-5-917

I COMPAGNI

DEL 90= FANT. RIA

LSIO - Trascrizione testo originale

AL

SOLDATO

FERRARO

ANTONIO

MORTO

IL 16-5-917

I COMPAGNI

DEL 90= FANT. RIA

LSIN - Interpretazione

Al soldato Ferraro Antonio

morto il 16 maggio 1917

I compagni del 20° Reggimento Fanteria (eressero)

LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Pietra
LSDM - Dimensioni
Grande

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Parzialmente danneggiato
STCO - Note
La lapide è stata ritrovata durante i lavori di aratura del prato dove era originariamente collocato il Cimitero di guerra "Brigata Pinerolo" a Gabria.

DO - Fonti e documenti di riferimento

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
RilevamentoGiorgio Pisaniello15/03/2018
InserimentoGiorgio Pisaniello07/05/2022
Foto diSergio Cassia09/03/2024
Notizia storicaBollini Giacomo, Sergio Cassia10/12/2024
AggiornamentoSergio Cassia, Marco Mantini10/12/2024
Notizia storicaMarco Mantini22/02/2026

AN - Annotazioni

OSS - Osservazioni
Si ringrazia Giacomo Bollini per la redazione della parte storica sui cimiteri di guerra di Devetachi.

Gallery

  • a. La lapide del soldato Ferraro Antonio posta dai Compagni del 90° Reggimento Fanteria
  • b. La lapide prima dell'evidenziazione
  • c. "Visione del Vallone presso Devetachi - In basso, a destra, il Cimitero Cisterni" (Coll. Giacomo Bollini)
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