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Lapide del maggiore Pietro Mignacca, caduto nello scoppio di Sant'Osvaldo - Udine

Settore: Medio Friuli - Udine - Bassa Friulana

Codici

Codice
000768
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Lapide - Cimitero militare
OGTE - Epoca origine
Postbellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Udine / Udin
PVCC - Comune
Udine / Udin
PVCL - Località principale
San Vito
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Medio Friuli - Udine - Bassa Friulana

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica
Durante la prima guerra mondiale Udine era sede del Comando Supremo Militare Italiano e di fatto la "Capitale della guerra", data la sua posizione di vicinanza rispetto al fronte. La frazione di Sant'Osvaldo dista circa due chilometri dal centro di Udine; all'epoca dell'evento essa era costituita da diverse borgate principali ed altri gruppi di case sparse, abitate principalmente da agricoltori e operai delle fabbriche (tra le quali una fabbrica di concimi, un pastificio, una ferriera) che costituivano la nascente industria della zona. A causa della guerra, nel quartiere, furono installati numerosi depositi di munizioni e altri esplosivi. Uno di questi, quello della 2ª Armata, allestito in una scuola appena costruita (e mai entrata in funzione) che era stata requisita nei pressi dell'ospedale psichiatrico trasformato in ospedale militare, conteneva proiettili di ogni calibro, tubi di gelatina e bombe a mano per migliaia di tonnellate. Alle ore 11.00 del 27 agosto 1917 una prima esplosione si verificò nel quartiere. Poco dopo si verificò una seconda esplosione e poi una terza, seguita da numerose altre di minore entità, che durarono per tutta la giornata. Le esplosioni provocarono la distruzione di gran parte degli edifici in un raggio di diversi chilometri, tra i quali la chiesa, la scuola, le fabbriche e le abitazioni. Furono registrati danni a Udine e nei comuni limitrofi, fino a Manzano, a 14 km di distanza in linea d'aria. Domenico Pecile, sindaco di Udine dal 1904 al 1920, nella sua relazione Udine nella guerra di redenzione, descrive così l'accaduto: "Alle ore undici del 27 agosto, preceduto da un sordo tambureggiamento e seguito dallo sconvolgimento convulso di tutti gli elementi, il fragore formidabile di un primo scoppio gettava – per un vastissimo circuito – l’allarme e il terrore tra la popolazione. Il luogo dell’esplosione veniva subito identificato, dai vari punti della città, da un’altissima e densa colonna di fumo nero. A breve distanza – segnata dal sinistro rollio di piccoli colpi – un secondo scoppio, più violento e fragoroso, terrificante come lo schianto simultaneo di mille cannoni, sommuoveva la terra, squassando ruinosamente i fabbricati e spostando impetuosamente l’aria, tutt’intorno oscurata e densa d’ignei vapori.[...] Un terzo scoppio fragoroso – partito, come il secondo, dai pressi degli edifizi scolastici – fu seguito da altri ininterrotti, di minore violenza, e per due giorni l’orgia infernale di detonatori, di boati e di vampe si scatenò, indomabile, dal caotica ammasso di fumiganti e sussultanti rovine, in che era convertita la ridente borgata di S. Osvaldo." Le cause dello scoppio sono tutt'oggi imprecisate. Si ipotizzarono tre possibili cause: un sabotaggio, un bombardamento aereo nemico oppure l'incuria nello stoccaggio e nella sorveglianza dei depositi di munizioni. All'epoca del disastro i fatti vennero in gran parte censurati dalla propaganda di guerra, per questo anche nelle cronache dell'epoca non vi è alcun riferimento all'accaduto.

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSII - Trascrizione testo graffito
Qui
dorme il sonno dei giusti e degli eroi
Pietro Mignacca
medico e cavaliere della corona d'Italia
nato a Sant'Andrea Vallefredda
il 5 agosto 1878
tragicamente caduto a Sant'Osvaldo
il 27 agosto 1917
A ricordarlo questo marmo pose la moglie
Ines Casali Mignacca
LSIO - Trascrizione testo originale
Qui
dorme il sonno dei giusti e degli eroi
Pietro Mignacca
medico e cavaliere della corona d'Italia
nato a Sant'Andrea Vallefredda
il 5 agosto 1878
tragicamente caduto a Sant'Osvaldo
il 27 agosto 1917
A ricordarlo questo marmo pose la moglie
Ines Casali Mignacca
LSTI - Traduzione in italiano
Qui
dorme il sonno dei giusti e degli eroi
Pietro Mignacca
medico e cavaliere della corona d'Italia
nato a Sant'Andrea Vallefredda
il 5 agosto 1878
tragicamente caduto a Sant'Osvaldo
il 27 agosto 1917
A ricordarlo questo marmo pose la moglie
Ines Casali Mignacca
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Marmo

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Integro

DO - Fonti e documenti di riferimento

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
Foto diGiorgio Pisaniello25/09/2021
RilevamentoGiorgio Pisaniello25/09/2021
InserimentoGiorgio Pisaniello29/09/2021

AN - Annotazioni

Gallery

  • a. La prima delle due lapidi coeve dei fatti di Sant'Osvaldo
  • b. L'altra lapide, custodita nell'attuale asilo comunale, nel rione di Sant'Osvaldo
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Potenziamento del Catasto dei Graffiti della Grande Guerra e delle modalità di fruizione presso il Museo della Grande Guerra di Ragogna
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